Di sicuro non è uno sport semplice, questa via di mezzo tra polo, pallacanestro e canoa. Dal 1 al 5 settembre, l’Idroscalo ospiterà i campionati mondiali di canoa polo lanciato dalle Olimpiadi di Barcellona del 1992 (attualmente è l’Olanda a detenere il titolo di campione del mondo. Gli azzurri sono Campioni d’Europa). Qui trovate il programma completo della 5 giorni.
Il campo di gioco della canoa polo, che misura 35 metri per 27, è tracciato sull’acqua con boette e da una ben visibile fune galleggiante di contorno. Le due porte sono collocate al centro dei due lati brevi del campo. L’area di gioco è contornata da pontili sui quali operano 2 arbitri, 2 segnalinee, e i cronometristi che azionano tabelloni elettronici segna tempo e punteggio.
La gara si disputa in una partita divisa in due tempi della durata di 10 minuti ciascuno, con un intervallo di 5 minuti. Le squadre sono composte da 8 giocatori (5 in campo e 3 di riserva a bordo campo) e il pallone usato è quello della pallanuoto. La pagaia viene utilizzata sia per vogare ma anche, insieme alle mani, per giocare e lanciare la palla.
Segnaliamo oggi un canale su You Tube con tre interessanti filmati dedicati al kayak. Il più recente è quello che vedete qui sopra nel quale Alessandro Boccoli, Armando Mattioli (che cura l’upload dei video) e Gianni Zanardello affrontano un tratto delle rapide del fiume Corno in Umbria. Questo corso d’acqua si trova sugli Appennini a Serravalle di Norcia; ben due i siti dedicati a discese guidate sul Corno: www.raftingappennino.it e www.raftingumbria.it.
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L’Associazione Sportiva Cardedu kayak ha realizzato un video breve ma incisivo di cosa significhi praticare questa disciplina in Sardegna, specificatamente nella provincia dell’Ogliastra, sulla costa tirrenica dell’isola. Il loro sito internet – www.cardedu-kayak.com – riesce efficacemente e in modo chiaro a illustrare le varie iniziative che l’associazione persegue per aumentare la diffusione della canoa turistica da mare.
Se la natura e le acque dell’isola ci mettono del loro per non farvi esitare neppure un istante a organizzare un viaggio in canoa in Sardegna il resto arriva tutto dall’associazione che organizza corsi per avvicinarsi al kayak dal livello base fino a quello avanzato e ben 46 diversi itinerari da fare insieme, magari anche con la propria canoa! I prezzi di corsi ed escursioni li trovate sul loro sito internet.
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Quanto possano essere pericolosi gli animali selvatici mentre si fanno attività sportive all’aperto ve l’ho già ricordato e questo video riguardo due sfortunati bagnanti su una moto d’acqua ne è una dimostrazione! Stasera anche i telegiornali hanno riportato la notizia del cigno aggressivo – detto “Mr. Asbo” – che in Inghilterra attacca i canoisti presso Cambridge.
Noi di outdoorblog però non ci stupiamo più di tanto, ricordate questo post? Un’oca, così come un cigno, non è un animale da prendere sottogamba, può facilmente ribaltarvi e farvi cadere in acqua se siete su una canoa oppure ferirvi seriamente; vedete anche questa notizia d’annata riguardo a un’aggressione a un procuratore di Genova diciotto anni fa vicino a Canizzano (Tv).
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Caspita, che tributo alle nostre Alpi! Tra Svizzera e Italia si sono davvero divertiti questi otto inglesi del Riverside Oxford Club… In furgone dall’Inghilterra passando per Dover hanno trascorso un periodo “amazing” sulle nostre montagne. Dopo aver affrontato le acque del Glenner e del torrente Cristallina (?) nei Grigioni, dove si sono fermati due giorni, sembra abbiano privilegiato la provincia di Vercelli, facendo base a Campertogno.
Se avete pazienza di guardarlo tutto nei credits leggerete che le discese sono state girate in tre valli della Valsesia: Val Sermenza, Val Gronda e Val Sorba. Ve le siete già appuntate? Sono i torrenti da provare se vi recate in Piemonte! Tutte le info per praticare kayak in questi bellissimi luoghi le trovate cliccando qui. Le scuole di kayak che fanno riferimento a quest’affascinante zona sono troppe per elencarle tutte.
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Cinque contro cinque, dieci kayak in acqua, due porte sospese, un pallone e uno specchio d’acqua: sono questi i numeri del kayak polo, o canoa polo. Strano e affascinante – in genere siamo abituati a vedere i praticanti di kayak impegnati con le rapide non in partite accanite – la disciplina vede però più di ottanta squadre partecipare ai campionati italiani suddivisi in più serie. Sono più di venticinque anni che questo sport viene praticato in Italia e i risultati infatti, dopo due bronzi nel 1997 e nel 1999, sono arrivati.
Le immagini del video si riferiscono ai Campionati Europei 2009 – l’ottava edizione, la prima risale al 1995 – disputatisi in agosto a Essen, Germania, dove fra gli uomini l’Italia ha conquistato il primo posto battendo i padroni di casa. Tra le donne ha vinto invece il team britannico (Italia quarta) mentre nella categoria under 21 hanno raggiunto l’oro la Germania (uomini) e la Francia (donne). Non ci resta che sperare di conservare il primato nel 2010. Per info: www.canoapolo.it
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Mi scusi per il rio Calera? Ah, guardi, sempre dritto fino a quando non entra nella provincia di Biscaglia, però è meglio se domanda informazioni ai locali usando il suo nome non italianizzato, Vizcaya, o ancor meglio in basco, Bizkaia. A quel punto chiede della città di Lanestosa, comprende? Saranno ottanta chilometri di automobile da Bilbao più o meno. Lì vicino a quel minuscolo comune di nemmeno trecento abitanti scorre il rio Gandara che poi entra nel Rio de Limplas e giunge fino all’Atlantico, ecco il Calera è uno degli affluenti del Gandara, l’ideale per fare un po’ di kayak come si conviene in Spagna. Magari un po’ più movimentato di quello a cui è abituato lei e in un ambiente aspro, occhio alle rocce e alle cascate. Mi raccomando, dica che l’ho mandata io.
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Come già vi scrissi una volta, e il post lo trovate qui, in California non si arrendono all’inverno e approfittano dell’Oceano Pacifico anche durante la brutta stagione. Appena scoccata la primavera poi si scatenano e organizzano a marzo il Santa Cruz Kayak Surf Festival (SCKSF) di cui vi mostriamo il teaser del trailer che sponsorizza l’edizione 2010 che si terrà l’ultimo fine settimana del mese. Tanta enfasi su vincitori e perdenti come da tradizione americana ma l’importante è dare il massimo e pagaiare!
Hanno iniziato nel lontano 1987 e nonostante fare surf in kayak sia molto meno “elegante” che farlo in piedi su una tavola sembra ci abbiano preso gusto! Il luogo dove si svolge il SCKSF è lo Steamer Lane Middle Peak, una serie di spiagge dove i venti e la particolare conformazione della costa permettono di surfare tutto l’anno. Tutte le informazioni per saperne di più, o partecipare se siete in California, – non serve tra l’altro essere professionisti, c’è una gara apposta riservata a intermedi e principianti – le trovate cliccando qui.
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Quali rischi si corrono ad andare in kayak? Vediamo… Rapide? Rocce? Piene improvvise? Andiamo, questi imprevisti ogni praticante li mette in conto. Alcuni invece vogliono evitare tutto questo e utilizzano il kayak, negli Stati Uniti ad esempio, per andare semplicemente a pescare in acque tranquille e prive di correnti insidiose.
Eppure a volte una semplice oca può bastare per farvi finire in acqua! Drew Gregory, il protagonista del filmato tanto ridicolo da essere perfettamente credibile, ha sottovalutato una di esse e gli è stata impartita una sonora lezione. Le oche possono rivelarsi aggressive perciò fate molta attenzione durante le vostre uscite!
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L’Outdoortrophy è una competizione che si tiene dal 2002 in Austria e che accomuna in un’unica impegnativa gara ben quattro categorie di attività outdoor di cui parliamo sempre sul nostro blog (per forza direte voi…). Il 14 agosto, in occasione della nona edizione dell’Outdoortrophy, saranno ospitati nella foresta di Bregenz i protagonisti a livello mondiale di corsa in montagna, parapendio, kayak e mountain bike. Durante questo campionato mondiale – attenzione – non ufficiale di sport estremo, si sfideranno i vincitori delle olimpiadi, i campioni mondiali ed europei, professionisti e dilettanti, donne e uomini da tutto il mondo. In realtà non è un unico atleta a cimentarsi in tutte le prove ma una squadra composta da quattro elementi.
L’Outdoortrophy inizia con una corsa in montagna di 15 chilometri, con un dislivello di 1.400 metri. Quando il corridore giunge sul Niedere, un secondo atleta gli dà il cambio e si lancia con il parapendio in direzione della centrale elettrica di Andelsbuch dopodiché deve atterrare in un punto prestabilito. A quel punto passa il testimone allo sportivo successivo che disputa una gara in kayak sulle rapide del Begrenzerache, prima che il quarto partecipante inizi l’ultima tappa di 30 chilometri in mountain bike. Pensate di poter raccogliere la sfida? C’è tempo per iscriversi (cliccate qui per aggiungere il sito), il termine ultimo per la registrazione è il 14 luglio, il costo 200€ a team; intanto rifletteteci su!
Foto | Outdoortrophy.com