
A luglio 2009 come tanti altri abbiamo comunicato la scomparsa di Cristina Castagna, giovane alpinista vicentina, che durante la discesa dal Broad Peak, terzo ottomila appena conquistato, era scivolata incontro alla morte. El Grio – questo il suo soprannome, “il grillo” in dialetto – aveva lasciato così tutti i suoi amici, e anche noi che l’avevamo appena conosciuta, praticando ciò che amava di più: l’alpinismo.
Il 21 marzo la terza edizione del Raduno Scialpinistico del Carega, che si svolge sulle Piccole Dolomiti di Recoaro Terme in provincia di Vicenza, sulle sue montagne di casa, verrà intitolata a lei come Trofeo Cristina Castagna. Promotori il Centro Servizi Le Guide e il CAI di Recoaro Terme con il pieno sostegno di Salewa, Dynafit e del Valli Sport di Schio. Ci si può iscrivere fino al 19 marzo.
La manifestazione è riservata ai soci CAI e FISI in regola con il tesseramento e con età minima di sedici anni. I partecipanti dovranno essere muniti di ARVA, pala, sonda, ramponi e di tutto il materiale tecnico necessario. Tutte le informazioni per partecipare a questo raduno competitivo le trovate cliccando qui. Il sito di Cristina continua a vivere nel suo ricordo a questo indirizzo: www.elgrio.net
Il cinema e la televisione che si occupa di sport estremi, in particolare legati alla sfera della montagna, si da appuntamento alla quarta edizione del Reel Rock Film Film Tour, una rassegna di film e video che girerà gli Stati Uniti durante tutto l’inverno.
Saranno presentate produzioni firmate Sender Films, Nat Geo Adventure Channel, First Ascent e UP’s. Qui trovate il calendario con tutte le date!

Dal 29 al 31 gennaio 2010 si terrà la coppa del mondo di Snowkite e la location di questa edizione sarà la magnifica cornice del Lago di Resia, (proprio quello con il campanile immerso), sul Passo Resia, un valico alpino (1.504 m) situato sul confine italo-austriaco a ovest del Brennero, in prossimità della Svizzera.
Passo Resia è il posto ideale per chi vuole fare snowkite, la sua vallata riesce ad incanalare fantastiche correnti d’aria che offrono un vento perfetto, il lago offre una superficie perfettamente piana e senza ostacoli (a parte il campanile in foto) ed il resto lo fa l’altitudine che dall’alto dei suoi 1400 metri offre gelo e neve abbondante.
Il coordinatore dell’evento, Matzke Pascal, ha motivato così la scelta di organizzare la coppa del mondo si snowkite:
“Il lago ghiacciato di Resia è ormai il punto di riferimento per gli appassionati dello snow kite e la sua reputazione nasce dal fatto che riesce a garantire neve fresca e vento. Questi sono i 2 fattori principali per delineare un evento di successo, quindi la ragione per cui abbiamo deciso di organizzare lo Snowkite World Championship 2010 in Alto Adige a Passo Resia ”
Continua a leggere: Snowkite: la coppa del mondo a Passo Resia.
Gli alpinisti sono delle pellacce dure: oggi ve ne presentiamo una, Mario Merelli. Ve ne abbiamo parlato di sfuggita, purtroppo, in un’occasione tragica, ad aprile 2009 durante il tentativo, abbandonato, di raggiungere la vetta del Manaslu. Merelli è bergamasco, ha 47 anni e ha un’impressionante carniere di cime conquistate. L’ultima in ordine di tempo, il suo nono ottomila, è stato il Cho Oyu (8201 metri) scalato il 29 settembre 2009 in compagnia di Marco Zaffaroni. Se volete conoscerlo meglio, dopo aver ascoltato l’intervista che parla invece della sua ottava spedizione himalayana – il Lhotse (8516 metri), 21 maggio 2008 – potete visitare il suo sito internet all’indirizzo www.mariomerelli.com.
Video | You Tube
Lo scorso anno vi avevo raccontato le avventure dei ragazzi del Team Ozone durante i “Chasta Days”
L’avvincente evento sulle nevi del Vulcano più alto d’Europa torna con entusiasmanti programmi. Snowkite, Race, Freesession, Lounge e Disco Party per assaporare il gusto di fare Kite sulla neve.
Il primo snowkite tour itinerante in Italia si svolgerà dal 23 al 30 gennnaio sull’Etna (proprio sul vulcano!), per proseguire poi dal 1 al 7 febbraio ad Ovindoli (Abruzzo) e terminerà a Cortina dal 17 al 21 marzo.
Il Chastadays non è un evento per pro o top rider, non è un contest; è l’evento per tutti, un modo per sentirsi coinvolti al fianco di grandissimi personaggi come Chasta, Renzo Mancini, Matt Taggart, Dominik Zimmerman, e tutto il gruppo di OZONE Italia.
Vi terrò aggiornati sulle avventure di questo stupendo team.

Il temibile Cerro Torre reclama una nuova vittima. Durante la discesa dalla vetta della Patagonia una valanga ha travolto l’alpinista trentino Fabio Giacomelli, in cordata con il Elio Orlandi sulla parete est.
La sorte ha voluto che Fabio sia morto durante una spedizione “funebre” preparata per raggiungere la vetta dopo anni di duro lavoro per aprire una nuova via, durante la quale i due alpinisti avevano rivolto un pensiero Cesarino Fava, loro grande maestro di vita in Patagonia. La tragedia risale al primo giorno dell’anno ma la notizia è stata diffusa solo dopo il recupero dei resti dell’alpinista, lavoro che ha richiesto tre giorni di duro lavoro.
Foto | Profgeo

Cominciano a diffondersi abbastanza le tavole splitboard. Sono tavole da snowboard che si dividono in due longitudinalmente e vengono utilizzate per una risalita di tipo sci alpinistico. Il vantaggio è di non dover portarsi più la tavola nello zaino porta snowboard in salita (un peso da niente) e snowshoes nella discesa.
Le splitboard snowboard si convertono da sci per risalita, a tavola per discesa molto velocemente.
Il fenomeno è partito e si stanno sviluppando snowboard con shape fortemente freeride anche con tavole a coda di rondine, il massimo per gli snowboarder appasionati di pendii vergini e lontani dalla folla, il tutto per non costituire un compromesso in discesa, in neve fresca dopo la tanto faticata risalita alpinistica.
Le marche leader nello sviluppo delle splitboard sono Burton snowboard e Voile snowboard ognuna con un proprio sistema proprietario di aggancio e sgancio, entrambi con vantaggi e svantaggi. Naturalmente si dovranno applicare le pelli di foca (materiali sintetici) per la risalita e si possono aggiungere dei ramponi da ghiaccio per una risalita più comoda, veloce e sicura su neve dura.
Non è certo facile per il capo di un corpo di volontari accettare che diversi degli uomini che si mettono a sua disposizione perdano la vita, tanto peggio se lo fanno nel corso di azioni di soccorsi in aiuto di escursionisti fai-da-te, alpinisti improvvisati o semplicemente degli “sprovveduti” come lo stesso Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, li ha definiti.
Il periodo delle feste natalizie è stato infatti caratterizzato da previsioni atmosferiche che avevano messo in guardia sul pericolo di possibili valanghe. Forti nevicate, seguite da gelate e poi da un brusco rialzo della temperatura sono elementi che dovrebbero spingere anche il meno esperto degli amanti della montagna a preferire il caminetto di casa piuttosto di seguire un itinerario di scialpinismo.
Sotto accusa anche il mondo dello sci e dello snowboard che sceglie il “fuori pista“, spesso causa principale dei primi distacchi di neve che poi provocano le valanghe. Noi di Outdoorblog non finiremo mai di ripeterlo, la sicurezza prima di tutto!
A Belluno quando nevica hanno un monte appena dietro la città dove fare discese fuoripista come queste. Francesco e i suoi amici devono saperlo bene e giusto un anno fa sono discesi sci e snowboard ai piedi lungo il Monte Serva con il magnifico panorama della Val Belluna di fronte. Le indicazioni per il sentiero che raggiunge la cima (2.133 metri) le trovate a questo indirizzo.
Ci sono salito solo d’estate e l’unica difficoltà rappresentata dal sentiero è la quota bassa di partenza e l’accentuato dislivello che “strappando” senza tanti complimenti vi conduce in cima in 3/4 ore. Se avete passione per il backcountry e lo sci alpinismo è una meta da non perdere quando siete di passaggio o in vacanza nel Bellunese (informatevi prima come sempre sul rischio valanghe).
Video | You Tube
C’è un autore di “graffiti” che non opera nelle città e nelle metropolitane, ma sulla cime della Alpi. L’ultima sua “opera” è apparsa di recente sulle Dolomiti. A scanso di equivoci diciamo subito che il “graffitaro delle Alpi” non ha intenzioni estetiche o artistiche, ma sarebbe mosso da uno spirito (più o meno) nobile.
L’uomo, che rapide ricerche hanno identificato come Paolo Beltrame, di Maniago, provincia di Pordenone, alpinista esperto e autore di numerose guide, sostiene che le sue tracce di vernice rossa vergate sulla nuda roccia siano necessarie per i meno esperti per non perdere alcune vie piuttosto complicate e mal segnalate. I segna-vie abusivi sono apparsi soprattutto sulle Dolomiti Orientali.
La polemica è aspra. La presunta sicurezza dell’alpinista a fronte di un “piccolo” scempio paesaggistico, ma c’è anche chi non la pensa in questo modo. Secondo alcune fonti del Soccorso Alpino questo tipo di segnalazioni rischiano di essere addirittura più pericolose per gli inesperti.
Continua a leggere: Alpinismo - La polemica del graffitaro delle Dolomiti