Chi di noi non ha mai fatto una gara di impennata su bici quando era piccolo? Scommetto che vi tornerà il sorriso a ripensare ai quei momenti andati, spensierati e incoscienti. Ancora più divertente pensare che c’è ancora qualcuno che non è soltanto in grado di impennare la bici alla grande, ma di fare i 48 tornanti dello Stelvio tutti su una ruota sola. Stiamo parlando di Simone Temperato, ciclista funambolo di Bassano del Grappa, già protagonista pochi mesi fa al Giro di Lombardia, al Giro di Sardegna e al Giro d’Italia in analoghe performance in monoruota.
Nel 2006 con la sua mountain bike, era riuscito a scendere lungo i 48 tornanti del Passo dello Stelvio pedalando con la sola ruota posteriore in 59 minuti. Non pago Simone, lo scorso 23 agosto, è riuscito a superare se stesso. Ritornato sullo Stelvio per battere il suo precedente primato, questa volta però aumentando notevolmente il grado di difficoltà della prova togliendo alla propria bici ruota e forcella. Tornante dopo tornante, è riuscito ad arrivare fino al traguardo finale di Prato Stelvio in 53 minuti e 22 secondi abbassando di ben 6 minuti il record precedente, con punte di 45 chilometri orari. Non rimane che aspettare la prossima impresa di “Magicotempe”, dato che lui stesso ha promesso qualcosa di eccezionale.

Possedete un iPhone o un iPod Touch? Non resistete alla tentazione di comprare in edicola tutto ciò che riguarda la mountain bike o l’ultimo modello della Cannondale? Oggi imitiamo i colleghi di appblog e vi proponiamo un’applicazione per i dispositivi portatili della Apple che sposa le due domande di cui sopra, oltre a liberarvi la casa dalla carta.
A partire da questo mese il mensile “la Bicicletta” è scaricabile gratuitamente su iTunes Store, viene a fare compagnia a MountainBikePro.it e CyclingPro.it che già ad aprile si erano digitalizzate. Potete fare il download di tutti i numeri usciti quest’anno. Sono visionabili come PDF senza contenuti interattivi. Dopo il “rodaggio” l’applicazione diventerà probabilmente a pagamento.
[Link iTunes - Gratis]
Siete ossessionati dalla vostra MTB? Andate in ansia quando la portate a riparare? Certo, l’attesa snerva, ma ancora di più il conto alla fine dei lavori. Curare personalmente la manutenzione della biga è un gran risparmio di tempo e di soldi. E poi volete mettere la soddisfazione? Quindi perchè non iniziare a fare da se? In vostro (nostro) soccorso arrivano queste utilissime lezioni video (non nitidissime) dei solerti meccanici di Bici Time, famoso approdo di biker nel varesotto.
L’utilissimo video in alto, ad esempio, riguarda il controllo da effettuare quando si esce. Sul canale di Bici Time potete scoprire come sostituire le pastiglie, la catena, regolare il cambio o sostituire i temibili cuscinetti del movimento centrale. Una vera e propria enciclopedia online ben documentata che vi caverà d’impiccio nelle vostre giornate di manutenzione.
Quando vedi Edith Niederfriniger per la prima volta ti colpiscono il sorriso e l’aspetto tonico e sano della corporatura. E’ piccola Edith (1,65 m) ed è magra (50 chili) ma è tutta salute e solarità. Il suo fisico rispecchia il suo stato d’animo, è serena e allo stesso tempo molto… tosta. Edith fa parte del mondo del Triathlon super lungo, o IronMan, (nuoto, ciclismo e corsa) e l’ho conosciuta ed intervistata a Merano, dove è nata il 2 giugno 1971.
Da dove viene il nome Iron Man?
Questa disciplina del Triathlon è nata come Iron Man, sono 3800 metri di nuoto, 180 chilometri di bici e circa 43 chilometri di corsa. Nel 1978 sull’isola delle Hawaii un gruppo di persone, al bar, discutevano su quale disciplina fosse la più dura e hanno avuto la strana idea di riunire tutto e di chiamarla Iron Man perché chi riesce a fare tutta la gara di nuoto, bici e corsa deve essere un uomo d’acciaio. Purtroppo noi donne facciamo le stesse distanze, stesse gare e rimaniamo Iron Man, non ci chiamano Iron Woman! Ora le gare sono divise in femminili e maschili ma le vincitrici sono Iron Man.
In quanto tempo fate l’intero percorso, in media?
Per noi professionisti sono 8 ore e 20 per gli uomini, per le donne sulle 9 ore e 20. Gli amatori sulle 15 e 16 ore.
Speciale Triathlon: intervista a l’Iron Woman Edith Niederfriniger









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Seconda edizione per le Grazielliadi bergamasche organizzate da Pedalopolis, Festa Parco di Loreto, Gattoquadrato e Officine Panciollo. Il nome già dice tutto, un raduno ma non solo, una festa!, dedicato alle Grazielle. Iscrizione gratuita: per ogni bicicletta si iscrive un equipaggio di due persone; a tutti coloro che parteciperanno in omaggio la t-shirt ufficiale delle Grazielliadi. Sponsor della manifestazione: Calle Marconi, La Stazione delle Biciclette, Ciclostazione 42 e Cartilagine.
Importante: i regolamenti delle quattro discipline – Staffetta “io porto te tu porti me”, Graziella Cross Triathlon, Crono-Metroscalata con zavorra, Rest’in pè – verranno esplicitati al momento delle gare, gli organizzatori promettono: “Preparatevi a tutto”. Un servizio di infermeria da campo sarà a disposizione durante le gare per eventuali incidenti, se avete un caschetto portatevelo e siate prudenti. Ovviamente sono previsti riconoscimenti per Grazielle e equipaggi che vorranno distinguersi…
Per pre-iscriversi mandare a pedalopolis@gmail.com una mail specificando: nome della Graziella partecipante (facoltativo), nomi dei membri dell’equipaggio, nome della squadra (facoltativo) e la taglia delle due t-shirt. Tutte le info per partecipare all’evento che si terrà sabato 26 giugno, ore 14:00, presso il parco Beata Cittadini, via Meucci, Bergamo, le trovate sul sito grazielliadi2010.blogspot.com. Dopo il salto invece il video promozionale del “raduno più estremo dell’estate”! Avevate mai visto così tante Grazielle tutte insieme?
Locandina Grazielliadi (particolare) by Flickr
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Dopo la bufera doping e le pesanti squalifiche subite da alcuni dei protagonisti della stagione ciclistica appena cominciata, adesso arriva il caso del “doping tecnologico”. Tutto è iniziato da un articolo sull’Avvenire del 18 maggio scorso in cui l’autore racconta di voci sull’esistenza di alcune “biciclette truccate” usate da diversi atleti nelle ultime gare.
Fin qui la notizia era priva di fondamento, ma poi è saltato fuori un video su YouTube (con il logo “Rai Sport” in alto) che vede protagonista il commentatore ed ex ciclista Davide Cassani che illustra il funzionamento di una di queste biciclette dichiarando di “poter vincere una tappa al Giro d’Italia a 50 anni” così equipaggiato.
L’autore del video inoltre mette in sequenza alcuni allunghi di Fabian Cancellara, atleta svizzero vincitore del Giro delle Fiandre e della Parigi-Roubaix, dove viene messo in dubbio che la rapida accelerazione di Cancellara sia dovuta alla sola forza muscolare. Questa tesi sarebbe avvalorata dai movimenti sospetti sul cambio del ciclista svizzero e dalla sostituzione della bici effettuata prima della volata finale durante le due gare. Il “trucco”, stando alle dichiarazioni di Cassani, non sarebbe altro che un motorino elettrico inserito nei tubi della bicicletta, assolutamente invisibile, in grado di assistere la pedalata e non far stancare le gambe dell’utilizzatore durante i primi km di competizione.
Continua a leggere: Fabian Cancellara e la bicicletta "truccata", non c'è pace per il ciclismo
Una strada in discesa chiusa al traffico. Non importa quale bicicletta si inforchi, l’unica regola è quella di arrivare al traguardo, è la nuova folle sfida proposta da Red Bull.
Si chiama Road Rage e prende spunto dalle corse automobilistiche e motociclistiche senza regole e fuori legge, ma questa volta sono del tutto legali.

Sabato pomeriggio al Salone del libro di Torino presso lo stand di Ediciclo Editore abbiamo incontrato Claude Marthaler. Se il nome non vi dice nulla date un’occhiata al suo sito e poi tornate qui per conoscerlo un po’ meglio. Cinquant’anni, ma ne dimostra dieci di meno, Marthaler a ventotto anni partì da Ginevra in bicicletta per raggiungere l’Himalaya (1988-1991).
Una volta tornato – sicuro che il suo “soggiorno in Svizzera non sarebbe stato altro che uno scalo” – non rimase fermo a lungo: il 12 marzo 1994 ripartiva alla volta del Giappone e avrebbe rivisto la sua città natale solo sette anni più tardi, il 16 giugno 2001 dopo aver toccato l’Eurasia, le Americhe e l’Africa. Dopo il salto le sue parole raccolte da outdoorblog.it.
Continua a leggere: Cicloviaggiatori: Claude Marthaler e il suo giro del mondo in bicicletta
Un coro di oltre 150 ragazze ha dato vita a un flash mob nella Stazione Centrale di Bruxelles sul tema della mitica canzone Bicycle Race dei Queen.
L’evento è stato realizzato per promuovere una manifestazione in bicicletta per raccogliere fondi di beneficenza, ma anche per invogliare all’uso delle due ruote. Doppio nobile intento!

Ho raccontato sulle colonne di 02blog come è stata vissuta la Giornata nazionale della bicicletta a Milano (cliccate qui per cronaca e foto). Il centro storico, teoricamente precluso ai mezzi a motore, ha visto invece convivere ciclisti e auto – magari non numerose ma le automobili circolavano e in un giorno dedicato alla promozione del ciclismo davvero “stonovano”. Numerose le deroghe e in generale chi voleva poteva perfino raggiungere San Babila in motorino (!).
Le biciclette che ho intravisto in un giro di due ore (10:00/12:00) per il centro non sono state tante ma di sicuro sono aumentate per la caccia al tesoro pomeridiana organizzata dalle istituzioni locali… prima che la pioggia rovinasse gli ultimi momenti di una giornata iniziata con il sole. Molte le famiglie di tre persone o le coppie su due ruote. Le lastre di pietra delle vie del centro hanno di sicuro visto qualche ruota leggera in più del solito!
Piazza Duomo e altri diversi punti del cuore di Milano, come piazza San Fedele o Moscova, hanno dimostrato ospitalità ai ciclisti con eventi – avete visto le foto di Carlo della half-pipe allestita dal Trinity Skate Park? –, esposizioni e tendoni; già questo significa molto per una città che deve tuttora trovare un accordo con le biciclette e i loro utilizzatori. Aspettiamo una Giornata nazionale con divieti più rigidi e con tante bici in più.
Foto | Luca Albani, Ciclisti in via San Paolo, Milano