Siamo a Capo Palinuro, promontorio della costa campana, una zona famosa per la presenza di diverse grotte sia sopra che sotto il livello del mare. Le immersioni all’interno di queste aperture nella roccia carbonatica sono la grande attrattiva di questa parte di litorale per tutti gli appassionati di sub. In realtà, la possibilità di esplorare le cavità sottomarine non è proprio alla portata di tutti, non tanto per la profondità quanto per le ripetute variazioni di essa. Per questo motivo occorre saper usare molto bene la tabella d’immersione poiché, in diversi casi, si torna addirittura in superficie.
Una delle immersioni ideali per un primo approccio con le grotte sottomarine è quella che va sotto il nome di “Grotta degli occhi”. Una struttura su due livelli sovrapposti che presenta un ingresso più profondo a circa 14 metri e due ingressi dalla caratteristica forma di occhi a circa 7 metri. Potete trovarla facilmente chiedendo ai diving center della zona e comunque dovete passare Punta Mammone, ma non andare oltre Cala Lanterna.
La grotta degli occhi ha una sagoma che, vista dall’interno, sembra proprio quella di un cranio. Organizzandosi con delle lampade da sub è possibile fare delle foto davvero molto suggestive, come quella che ho, ad esempio, fatto io. Che ve ne pare?
Ieri sera ho guardato il TG1 e sono stato colpito dalla notizia dei nove sub soccorsi a largo di Bacoli, in provincia di Napoli. Nel servizio si parlava di “problemi di compensazione”, di “embolia” e di “malore simultaneo”. Fatto sta che sono tutti finiti in camera iperbarica. Volevo capire cosa fosse realmente accaduto e, grazie a Google news, ho potuto leggere quanto segue:
Secondo il “Il Messaggero” - […] i nove sub napoletani sono stati colpiti, molto probabilmente, al momento della risalita in superficie, da problemi di compensazione […]
Secondo il “Corriere della Sera” - […] alla base del malore “simultaneo”, c’è stato un problema di compensazione durante la risalita dall’immersione […]
Continua a leggere: Napoli, nove sub soccorsi e ricoverati: "embolia da compensazione"?
Nato a Torre del Greco 35 anni fa l’ingegnere Dario Oliviero è l’autore di un brevetto che consente a tutti di veleggiare fin dalla prima lezione di windsurf. Il progetto è stato pubblicizzato anche sulle riviste specializzate americane ed ha riscontrato pareri entusiastici anche dall’inventore del windsurf Jim Drake.
In soldoni l’ iDO, questo il nome dell’invenzione, è una sorta di piede per il boma del windsurf. Un accessorio del peso di un 1,3 kg, che può essere montato praticamente su tutte tavole con solo 4 viti. L’ iDO permette alla vela di stare sollevata dall’acqua limitando l’angolo di oscillazione della stessa. La vela può essere spostata come si vuole ma quando si commette qualche errore e sta per cadere in acqua viene bloccata dall’ iDO. In pratica è una sorta di maestro che interviene solo quando si commettono degli errori e comunque quando la vela si allontana troppo dalla posizione corretta.
Se volete saperne di più circa questa interessante innovazione potete leggere un’intervista fatta direttamente all’inventore Dario Oliviero oppure consultare il sito ufficiale.
Non si ferma mai il popolo dei corridori, nemmeno l’approssimarsi del Natale mette fine alle decine di appuntamenti podistici che da nord a sud fanno stare in forma tutta l’Italia, anche se dobbiamo ammetterlo la stagione dei grandi appuntamenti è ormai conclusa, nessuna maratona è infatti prevista nel weekend.
Si corre spesso per con scopi benefici come la 18ma edizione di Corri per Telethon Firenze e la Camminata di Natale per solidarietà a Trezzo sull’Adda. Si fa più sul serio alla 37ma Maratonina di Natale Serravalle di San Marino mentre più in Campania l’appuntamento è alla 7ma Maratonina dei monti picentini a Giffoni Valle Piana.
C’è da infangarsi invece ai numerosi cross previsti, in particolare il Cross internazionale regione Sargegna e prov. Oristano a Paulilatino e Cross di Natale a Trino - Bosco della Partecipanza in Piemonte. La corsa della settimana, ovviamente, non può che essere una Corsa dei Babbi Natale, evento che sta diventando una consuetudine per moltissime località italiane, domenica però si corre a Caldonazzo in Trentino Alto Adige.
A San Potito Sannitico (Caserta) in una allegra e vivace piazza della Vittoria, nome assolutamente appropriato all’evento, si è svolta la premiazione del Campionato Italiano 2008 di parapendio, organizzato dal locale club “Le Streghe”, con la partecipazione di 128 piloti.
Quelli piemontesi e veneti hanno lasciato ben poco al resto d’Italia: campione assoluto Marco Littamé, seguito da Davide Cardona, due torinesi iscritti all’associazione Volo Libero Monte Bianco. Terzo il trentino Mauro Magliolo.
In campo femminile vittoria dell’azzurra Rosanna Scanagatta di Marostica. seguita da Martina Centa e Maria Grazia Crippa. In fine nella classifica “Sport” ha vinto l’alto atesino Peter Schwarz, seguito da Andrea Verlato e Maurizio Maina. Tra le associazioni sportive vittoria di misuradel Team Montegrappa (Vicenza) sul Velum Volitans (Torino), mentre terzo è risultato il Para&Delta Club di Feltre (Belluno).
Continua a leggere: Volo libero - Campionato Italiano 2008 di parapendio
Si svolge in molte città del centro sud italia, il giorno 13 giugno, una particolare gara in onore di Sant’Antonio in cui la tradizione vuole che diverse squadre si sfidino nelle torri umane del Pizzicantò, nwel video potete vedere i preparativi per quello realizzato a Irsina (Mt), in Basilicata, sebbene le origini di questo gioco siano molisane.
Leggiamo sul sito dell’Associazione Giochi Antichi che Pizzicantò è diffuso anche nel napoletano, detto pizzichendò, e a Palermo con il nome di Vara. Con ogni probabilità si diffuse in queste regioni durante la dominazione spagnola. Infatti in Spagna il gioco delle “torri umane” è conosciuto dal XVII° secolo, ed è diffuso soprattutto nella regione della Catalogna. I castellers spagnoli sono formati da molti piani, solitamente nove.
Continua a leggere: Sport tradizionali - Il Pizzicantò molisano
Una volta terminato il periodo estivo, terminati gli esodi verso le aree balneari e finito l’estenuante via vai tra Amalfi e Positano ecco che il climber si può avvicinare al Vesuvio e alla bellissima Costiera Amalfitana.
Superata Napoli, passando per il valico di Chiunzi o per Angri, si giunge in Costiera. Tra vigneti, oliveti e limoneti terrazzati a picco sul mare, tra casette incastonate l’una sull’altra svettano imponenti le pareti di calcare grigio, giallo e rosso di tutta questa area da scoprire.
Le falesie attrezzate sono molte, ognuna delle quali rigorosamente indicate da cartelli stradali; Climbinghouse ha fatto un gran lavoro in Campania e meritano quindi di essere ringraziati.
Quelli che possono essere definiti siti “da non perdere” sono sicuramente Punta d’Aglio e Furore.
Continua a leggere: Climbing - Falesie della Costiera Amalfitana