Prima che i ghiacci del Polo Nord si sciolgano da qui a quindici anni a causa delle temperature sempre più elevate, una spedizione francese guidata da Ghislain Bardout e altri sette compagni più il loro cane sta compiendo in questi mesi un viaggio esplorativo artico destinato all’esplorazione del mare nascosto sotto la banchisa polare. Ecco le parole di Bardout che ricorda la sua prima immersione in questo ambiente esattamente tre anni fa:
“Seduto tranquillamente sul bordo del foro, pinne nell’acqua, sono in procinto di entrare in un altro mondo. Un mondo che mi è stato descritto, un mondo che ho immaginato, un mondo che nonostante tutto cela ancora in gran parte i suoi segreti e che così raramente è stato affrontato nel modo in cui io mi accingo a fare. Come mi apparirà il ghiaccio vista da sotto? Che tipo di luce e di visibilità ci sarà? Ci sarà una qualche corrente? Troverò qualche forma di vita umana o vegetale? Quali saranno i colori di questo mondo sottosopra?”
La spedizione denominata Deepsea Under the Pole / Expedition polaire sous-marine è seguita mediaticamente dai quotidiani transalpini come “Le Figaro” e alcuni video sono stati caricati su un canale specifico di You Tube. Nelle immagini la preparazione di un anno fa che il team ha sostenuto in Finlandia. Grazie a graggri per la segnalazione.
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Una serie di video-tutorial che aspettavo da tempo su come avvicinarsi allo snowkite e tra l’altro fatta molto bene! Sono in giro sul web sia su You Tube sia su Vimeo da febbraio e li segnaliamo a tutti coloro che vogliono farsi trasportare dal vento in alta quota oltre che al mare… Anche se per alcuni la stagione è finita lo scorso week-end e con la Pasqua hanno ripiegato la vela fino al prossimo inverno finché la neve resiste all’aumentare delle temperature perché scoraggiarsi? I video realizzati da Thomas Ligonnet di www.kite-eyes.com sono tre e come introduzione allo snowkite rappresentano un ottimo strumento.
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Oltre 500 atleti da 44 differenti nazioni sono stati accolti dalla città di Vancouver per l’edizione 2010 delle Paralimpiadi Invernali.
Come i classici Giochi Olimpici, la cerimonia di apertura ha visto l’accensione della fiaccola e una grande festa per tutti gli atleti. Poi le competizioni sono entrate nel vivo, ecco alcuni dei momenti più belli raccontati attraverso delle fotografie, delle discipline come sci cross country, biathlon, sci alpino, curling su sedia a rotelle, e sledge hockey. Oggi, 21 marzo, la cerimonia di chiusura.
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Esattamente una settimana fa questo pazzo kitesurfer svedese ha preso il vento davanti a Lomna – un comune di ventimila abitanti situato praticamente sulla costa opposta rispetto a quella dove sorge Copenhagen – a soli venti minuti di autostrada da Malmö, Svezia. Che ci vuole a fare kite d’inverno in Svezia? Basta camminare sul ghiaccio (!) fino al mare e poi approfittare di una “domenica mattina perfetta”. A giudicare dagli altri kite in cielo Ari, questo il nome del nostro eroe, non è stato il solo a sfidare il freddo svedese e l’acqua non proprio limpida dello stretto dell’Öresund.
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Tre tappe – in ognuna si sono date battaglia oltre 70 persone – in altrettante prestigiose località sciistiche italiane, Prato Nevoso, Ponte di Legno e Selva di Val Gardena; un “concept” del tutto innovativo: riuniti in gruppo in cima alla pista, i partecipanti devono correre per circa 50 metri con gli scarponi ai piedi fino alla partenza, infilarsi di corsa gli sci in precedenza già sistemati sulla neve da ogni atleta e scendere fino al traguardo.
Lo scopo della gara: arrivare primi seguendo il tracciato magari dando qualche spinta al partecipante che ti sta troppo addosso, la Red Bull Discesa Libera mette quindi in atto sulle piste le gare “inferno”, usuali anche nel mondo dei motori e nelle mountain bike, che prevedono la partenza in massa dei partecipanti senza troppi rimpianti per gli ordini di partenza scanditi dal cronometro. Downhill cinese lo chiamano gli organizzatori… sembra divertente!
I paesi nordici giocano con i loro miti per farsi pubblicità; il Ragnarok, l’epica battaglia finale tra le divinità del pantheon scandinavo, viene chiamato in causa nel nome di questa competizione targata Red Bull dedicata allo snowkite che si terrà a Haugastøl in Norvegia dal 15 al 18 aprile 2010. L’altopiano di Hardangervidda è un campo di gara ideale per una gara che vedrà affrontarsi 200 riders da tutto il mondo che via via in 6 round da 30 minuti ciascuno si sfideranno fino alla vittoria di uno di loro… pensate di avere delle possibilità? Iscrivetevi!
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In attesa di capire se Denise Karbon, Manuela Moelgg e Chiara Costazza potranno dire la loro nella seconda manche dello slalom – sono appena scese, Moelgg, Costazza e Karbon male, oltre la ventesima posizione, la Gius ha invece fatto segnare un ottavo tempo, a 96 centesimi dalla prima, che ci fa sperare; seconda manche ore 22:30 – ci aspetta una serata davvero interessante dedicata all’outdoor invernale.
La staffetta del biathlon 4×7,5km, le atlete dello snowboard – slalom gigante parallelo – Carmen Ranigler e Corinna Boccacini, Arianna Fontana nello short track (alle tre di notte) e l’equipaggio del bob a quattro proveranno a regalarci qualche emozione olimpica a Vancouver 2010 a partire dalle 21:50 sulla Rai e anche ovviamente su Sky e Eurosport. Voi dove state seguendo queste Olimpiadi? Scrivetecelo nei commenti!
Foto | Popejon2 by Flickr

I sistemi di sicurezza sono diventati un tema centrale alle Olimpiadi di Vancouver 2010, il è diventato uno degli elementi centrali e fondamentali per la sicurezza degli atleti.
Un po’ sulla scia di quello che accade nel moto mondiale anche sciatori, bobbisti e altri alteti della neve e del ghiaccio hanno iniziato a decorare le loro protezioni nei modi più vari. Ecco una selezione dei più belli, curiosi e assurdi, capitanati dalla “cattivissima” Mellisa Hollingsworth!
Caschi alle Olimpiadi di Vancouver








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Raramente ho visto un video dedicato allo skateboard così poetico. Beh, avvertenza: se non vi piacciono le musichette in tedesco lasciate perdere. Skateboard on ice, perché se in Italia fa freddo in Germania durante questo febbraio 2010 si ghiacciano i canali in pieno centro a Berlino, nel quartiere “turco” di Kreuzberg per essere precisi, luogo che vi invito a visitare senza indugi se capitate nella capitale tedesca.
Protagonisti tre giovani e indomiti skaters: Valeri Rosomako, Mickael Mackrodt e Maxim Rosenbauer. Potete immaginare quanto deve essere spesso il ghiaccio per sopportare il loro peso? E quanto dev’essere scivoloso avventurarcisi sopra? Chissà se Venezia con meno quindici gradi non possa diventare un immenso skatepark un inverno…
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Il bronzo di Arianna Fontana nello short track – lo so, lo celebriamo in ritardo, scusate! – ci consola dei risultati sfortunati che stiamo raccogliendo nelle discipline outdoor, penso solo ai pochi millesimi che hanno separato i nostri azzurri, nello specifico Werner Heel, dalla zona medaglie in Super G. Hanno fatto benissimo ma non è bastato. Sapete anche voi come lo sci sia davvero uno sport crudele a volte quando tutte le aspettative di uno sciatore vengono mandate a monte per un battito di ciglia.
Arianna Fontana neanche ventenne ha invece interpretato al meglio una gara che l’ha vista battagliare contro il capitano della squadra cinese Meng Wang e la promessa canadese dello short track – promessa mantenuta – Marianne St-Gelaise. Oggi Arianna insieme alle sue compagne Katia Zini e Cecilia Maffei gareggerà nei 1500, il 24 febbraio sui 1000 metri e nella finale B dei 3000 metri a staffetta (la quarta atleta del nostro team sarà Martina Valcepina). Forza ragazze!
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