Prima che i ghiacci del Polo Nord si sciolgano da qui a quindici anni a causa delle temperature sempre più elevate, una spedizione francese guidata da Ghislain Bardout e altri sette compagni più il loro cane sta compiendo in questi mesi un viaggio esplorativo artico destinato all’esplorazione del mare nascosto sotto la banchisa polare. Ecco le parole di Bardout che ricorda la sua prima immersione in questo ambiente esattamente tre anni fa:
“Seduto tranquillamente sul bordo del foro, pinne nell’acqua, sono in procinto di entrare in un altro mondo. Un mondo che mi è stato descritto, un mondo che ho immaginato, un mondo che nonostante tutto cela ancora in gran parte i suoi segreti e che così raramente è stato affrontato nel modo in cui io mi accingo a fare. Come mi apparirà il ghiaccio vista da sotto? Che tipo di luce e di visibilità ci sarà? Ci sarà una qualche corrente? Troverò qualche forma di vita umana o vegetale? Quali saranno i colori di questo mondo sottosopra?”
La spedizione denominata Deepsea Under the Pole / Expedition polaire sous-marine è seguita mediaticamente dai quotidiani transalpini come “Le Figaro” e alcuni video sono stati caricati su un canale specifico di You Tube. Nelle immagini la preparazione di un anno fa che il team ha sostenuto in Finlandia. Grazie a graggri per la segnalazione.
Video | You Tube
Prima o poi la inventeranno la tecnologia SQUID (Superconducting Quantum Interference Device)… Avete mai visto Strange Days? In questo film di fantascienza chi viveva un’esperienza emozionante o estrema poteva registrarla e grazie al sistema SQUID un’altra persona poteva riviverla sul divano di casa propria… Incrociate le dita e tifate per gli scienziati, potrebbe essere lo You Tube del futuro se mai la inventeranno.
Ad esempio questa discesa di backcountry statunitense di Alberto Schiavon, snowboarder olimpionico a Vancouver, sarebbe da paura! Adrenalina pura che ti circola nelle vene mentre scendi da queste creste vergini e grazie al servizio di elicotteri che ti porta a spasso il divertimento è anche dispensato dalla fatica… Schiavon è in viaggio con il fratello in Alaska (potete leggere i suoi racconti sul suo blog cliccando qui), un sogno che si realizza.
Una serie di video-tutorial che aspettavo da tempo su come avvicinarsi allo snowkite e tra l’altro fatta molto bene! Sono in giro sul web sia su You Tube sia su Vimeo da febbraio e li segnaliamo a tutti coloro che vogliono farsi trasportare dal vento in alta quota oltre che al mare… Anche se per alcuni la stagione è finita lo scorso week-end e con la Pasqua hanno ripiegato la vela fino al prossimo inverno finché la neve resiste all’aumentare delle temperature perché scoraggiarsi? I video realizzati da Thomas Ligonnet di www.kite-eyes.com sono tre e come introduzione allo snowkite rappresentano un ottimo strumento.
Video | You Tube

La cronaca parla chiaro, tre morti a causa di valanghe nelle ultime poche ore sono un chiaro segnale che la montagna non perdona. Esatto, non perdona l’ingenuità e l’inesperienza, ma soprattutto la volontà di escursione a ogni costo.
Il problema fondamentale di questo periodo dell’anno è legato alle condizioni meteo. Abbondanti nevicate sono alternate da schiarite con forti rialzi di temperatura che ovviamente creano instabilità sul manto di neve appena depositato.
Ecco, in parole semplicissime (forse troppo), il motivo di tante valanghe in questi giorni. Quindi meglio aspettare ancora qualche settimana e non lasciarsi tentare da una bella giornata di sole, almeno se il percorso non è perfettamente sicuro, poiché il rischio di valanghe è sempre alto. E per ogni sicurezza è meglio consultare il servizio valanghe del Cai.

La Coppa del Mondo di calcio, il massimo trofeo di una disciplina sportiva che lascia ben poco spazio alle altre almeno in Italia incontra lo sci e l’alpinismo… Ieri una curiosa iniziativa della Figc ha portato la coppa a poche centinaia di metri dalla vetta del Monte Rosa. Simone Origone, capo della spedizione e campione del mondo di speed skiing ha dovuto rinunciare a portarla fino in cima a causa del forte vento. Ora prepariamoci a un’estate dominata dal torneo più seguito sul globo terrestre…
Foto | Andrea Puggioni by Flickr
In un post di pochi giorni fa ci auguravamo di poter vedere ancora medaglie alle Paralimpiadi di Vancouver 2010 e sono arrivate! Pesanti, importanti: un altro argento nella supercombinata per la coppia Dal Maistro - Balasso dopo il bronzo nello slalom, venerdì notte l’argento in supergigante di Melania Corradini e infine, dulcis in fundo è proprio il caso di dirlo e scusate il gioco di parole, l’oro di Francesca Porcellato nel fondo, specialità sitting.
Sette medaglie raccolte in totale che piazzano l’Italia all’undicesimo posto – a Torino 2006 eravamo noni – del ranking paralimpico di Vancouver. Persino i mezzi di comunicazione “tradizionali” come i telegiornali hanno dato spazio alle notizie provenienti dal Canada e se volete farvi un’idea di quel che vi siete persi cliccando qui troverete alcune foto di questa edizione. Grazie a Francesca e a tutti gli atleti per i loro risultati e il loro impegno!
Video | You Tube

Oltre 500 atleti da 44 differenti nazioni sono stati accolti dalla città di Vancouver per l’edizione 2010 delle Paralimpiadi Invernali.
Come i classici Giochi Olimpici, la cerimonia di apertura ha visto l’accensione della fiaccola e una grande festa per tutti gli atleti. Poi le competizioni sono entrate nel vivo, ecco alcuni dei momenti più belli raccontati attraverso delle fotografie, delle discipline come sci cross country, biathlon, sci alpino, curling su sedia a rotelle, e sledge hockey. Oggi, 21 marzo, la cerimonia di chiusura.
Continua a leggere: Paralimpiadi 2010 Vancouver, le foto più belle
Si chiudono domani le Paraolimpiadi di Vancouver 2010, l’Italia ha finora conquistato quattro medaglie. Ricordiamo che la X edizioni dei Giochi Paraolimpici – la prima si tenne in Svezia nel 1976 – prevede competizioni in 15 discipline sportive invernali. A Milano le Paraolimpiadi sono state trasmesse in questi giorni in piazza Duomo per risvegliare l’interesse del pubblico su questa bella manifestazione.
Diamo un’occhiata al medagliere: Gianmaria Dal Maistro, atleta vicentino già oro a Torino 2006 e nostro portabandiera in Canada, ha vinto due bronzi per i colori azzurri, uno nello slalom gigante visually impaired e uno nello slalom speciale. Le altre medaglie sono il bronzo nella 15 km e l’argento nella 10 km di fondo specialità sitting di Enzo Masiello. Siamo a quattro e speriamo non sia ancora finita…
Video | You Tube

“Sabato 13 marzo si è svolto lo Slopestyle Photo Contest 2010, gara classica di Monte Zoncolan, Friuli Venezia Giulia, aperta sia a snowboarder che freeskiers e con un montepremi di ben 4000€. I riders sono accorsi numerosi e si sono dati battaglia nelle rispettive categorie nell’Arena Freestyle tirata a nuovo per l’occasione. La vittoria è andata a Lorenzo Buzzoni per gli snowboarder ed Andreas Bacher per i freeskiers.
Una splendida giornata di sole ha accompagnato il contest che ha visto un ottimo livello di riding tanto dagli snowboarder quanto dai freeskiers accorsi a questo evento. Dopo i training si sono svolte le qualifche in jam session di un’ora e mezza, da cui sono stati selezionati i migliori sei snowboarder e freeskier. A seguire la finale dell’evento, che prevedeva invece tre run a testa per contendersi il montepremi.
Al termine delle finali sono risultati i migliori in campo Lorenzo Buzzoni per gli snowboarder con un Cab720 ed un Cab540, e lo skier Andreas Bacher con un misty540 sul box, misty900 sul 14 metri e switch720 sulla struttura finale. I primi classificati di ogni categoria si sono portati a casa ben 800€. L’evento è stato organizzato da Promotour SPA e Monte Zoncolan in collaborazione con Riccardo Chiminazzo e il suo staff” (Comunicato Stampa).
Foto | Courtesy Luigi Mariussi
L’appennino abruzzese protagonista di un video di backcountry snowboard! Montato magistralmente da Massimo e Rossano, due amici che insieme ad altri due temerari, Emilio e Luca, sono i quattro riders che vedete nelle immagini, il video illustra cosa potete fare sulla Majella scalando i pendii del Monte Pescofalcone (2657 metri).
Prima millequattrocento metri di dislivello da spararsi con le ciaspole nel bel mezzo della riserva naturale, le tavole e i caschetti legati agli zaini, tre ore per arrivare alla cresta del Monte Rapina (2027 metri) il punto di partenza della discesa e poi giù per la depressione della Rava Cupa; divertente la parte finale dove i nostri hanno dovuto farsi strada per sentieri invasi dagli alberi… bravi ragazzi!
Video | You Tube