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Nuoto e Sub

Flyboard: nuotare come un delfino ora si può

pubblicato da carloprevosti in: Nuoto e Sub

Questo post esce un po’ dai canoni a cui siamo soliti su Outdoorblog, visto che difficilmente parliamo di attrezzature che facciano fare sport con un motore (o qualcosa che sembri tale), ma il Flyboard è una curiosità decisamente interessante. Inventato dal campione di jet ski marsigliese Franky Zapata è una sorta di jet pack che funziona a propulsione d’acqua e che permette di trasformare una persona in un vero delfino…

Il Flyboard funziona risucchiando acqua dal mare e utilizzandola come forza propulsiva, in grado di sollevare una persona a oltre 30 piedi di altezza. Oggi il Flyboard costa 6,500 dollari.

Performance Freediving: Parkour subacqueo, si può!

pubblicato da carloprevosti in: Running Nuoto e Sub Usa

Trasformare il free running in free diving sembra un’idea assurda? Forse lo è meno di quello che ci si può immaginare…

Esiste già infatti una scuola professionale che forma degli istruttori di una disciplina che tecnicamente si chiama Performance Freediving, che fa capo al Generale militare Hoyt S. Vandenberg, di Key west, che da 2009 ha creato questa disciplina.

Immersioni in Florida, alla scoperta del relitto della Sheridan

pubblicato da Luca Albani in: ACQUA Nuoto e Sub Usa

Come resistere a pubblicare un video di Billy “Piedi nudi”? Specie quando ci porta in barca al largo delle Florida per visitare il relitto sommerso della nave Sheridan, 55 metri di imbarcazione adagiata intatta sul fondo dell’oceano a 22 metri di profondità. Volete maggiori informazioni? Andate su www.barefeetbilly.com.

Video | noshoes by Vimeo

Sport senza confini - La storia di Cody

pubblicato da carloprevosti in: Running Personaggi Nuoto e Sub Film & documentari


Il piccolo Cody è nato con quasi due mesi di anticipo sulla data prevista, i medici non avevano speranze che potesse sopravvivere. Ma Cody ha resistito e ha superato i momenti più difficili. Le sue gambe però si sono sviluppate in modo anomalo, tanto da obbligare i medici ad amputarle, ma nemmeno questo ha frenato i suoi primi passi.

Crescendo Cody ha trovato nello sport, il nuoto e la corsa, un motivo per emergere e per sentirsi come tutti gli altri, ne’ meglio ne’ peggio. Un breve cortometraggio racconta la sua storia, che su Outdoorblog non può che essere motivo di ispirazione per tutti coloro che amano lo sport!

Via | Ignitermedia

Winter Swimming Initiation Ceremony per il Club Ozerki di San Pietroburgo

pubblicato da carloprevosti in: Nuoto e Sub

Nei primi giorni dell’anno i giornalisti hanno la testa in vacanza, non solo quello, e spesso i sevizi dei telegiornali sono dedicati ai “cimenti” di qualche matto che in riviera ligure o in quella romagnola sfidano il freddo per il primo bagno dell’anno.

Tutti dilettanti rispetto ai veri “estremi” del club di Nuoto Invernale di Ozerki, vicino a San Pietroburgo, che si sono trovati per celebrare il Walrus Day, il giorno dell’anniversario del club. La star del giorno è Tamara Zuyeva, ex ballerina classica che con i suoi 83 anni è la più anziana dei membri.

Bisogna però sottolineare che l’Ozerki è anche un’associazione sportiva che negli ultimi anni ha vinto moltissime medaglie nella categoria winter swimming, sia in Russia che all’estero!

Triathlon in Perù, a nuoto nell'Oceano Pacifico e poi in bici e di corsa in un parco nazionale

pubblicato da Luca Albani in: Ciclismo Running Nuoto e Sub

Già una disciplina come il triathlon è di per sé affascinante se poi ci si mette anche l’ambiente in cui lo si pratica ad essere suggestivo diventa ancora più indimenticabile. Siamo a Paracas, nel nord del Perù. A soli ottanta dollari di iscrizione potete mettervi alla prova sulle seguenti distanze: 1,9 chilometri a nuoto, 90 chilometri in bicicletta e 21 di corsa.

Miguel Angel Ruiz Salaverry, classificatosi 17esimo su 95 iscritti, ha voluto postare su Vimeo una sintesi della sua gara e non possiamo che essergli grati. Nuotare nelle acque azzurre della Bahía de Paracas nell’Oceano Pacifico e gareggiare all’interno di un Parco nazionale sono un bel modo di conoscere un Paese, ci fate un pensiero per l’anno prossimo? Info su www.triatlonparacas.com.

Video | Miguel Angel Ruiz Salaverry by Vimeo

Attività subacquea, il brevetto è obbligatorio?

pubblicato da Lorenzo Gennari in: Attrezzatura Nuoto e Sub

Immersioni, il brevetto è obbligatorio?Diciamolo subito: in Italia non esiste alcuna normativa, in vigore a livello nazionale, che imponga l’obbligo di conseguimento di un brevetto per la pratica dell’attività subacquea turistico-ricreativa, non guidata, in acque interne o marine. Nello specifico, non occorre un brevetto per immergersi con un autorespiratore ad aria, né per affittare l’attrezzatura, nè per ricaricare una bombola.

Salvo alcune ordinanze delle capitanerie di porto locali, di cui bisogna sempre tener conto, come ad esempio quella di Reggio Calabria (73/10 del 30/08/2010) o quella di Gallipoli (23/09 del 23/07/2009), che impongono rispettivamente l’obbligo di possesso del brevetto e un limite massimo alla profondità delle immersioni a scopo turistico-ricreativo, in ogni altra parte delle coste italiane, chiunque può immergersi utilizzando bombole ed erogatore.

Ci tenevo a fare chiarezza con questo post, perché quest’estate, in un diving center di Sant’Antioco, ho dovuto esibire il mio brevetto sub per poter fare la ricarica della mia bombola. In realtà la richiesta del documento è una prassi molto diffusa anche negli altri centri immersioni italiani, ma la chiamata in causa di una recente disciplina in materia di attività subacquea da parte del gestore del diving, che giustificasse la solerzia dell’accertamento, mi ha lasciato davvero sorpreso.

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OutdoorCinema - Sanctum

pubblicato da carloprevosti in: Diving Nuoto e Sub

James Cameron torna al cinema come produttore per lanciare Sanctum, un thriller che grazie alle tecnologie 3D di Avatar, promette grandi emozioni legate al mondo dell’immersione in profondità e della speleologia subacquea, ma anche l’esplorazione e il base jumping (da quello che si vede nel trailer).

La storia è semplice. Una spedizione nelle acque del Pacifico si trova persa in un labirinto di acqua e roccia. Riusciranno a sopravvivere?

Fare il bagno dopo mangiato, qual è il problema?

pubblicato da Lorenzo Gennari in: Nuoto e Sub Infortuni

Fare il bagno dopo mangiatoQuante volte, magari da bambini, avete atteso sul bagnasciuga ore interminabili prima di fare il bagno dopo un pasto? Quante volte vi è capitato di discutere con i vostri amici circa l’opportunità di un tuffo in acqua appena dopo mangiato? Di sicuro almeno una volta nella vostra vita.

Il post di oggi vuole tentare di far capire quale sia il vero problema a monte di tutta la questione. Prima di tutto è bene chiarire che l’acqua di per sé non è la fonte dei traumi che potrebbero verificarsi qualora ci bagnassimo appena dopo aver terminato un pasto.

Il nocciolo della questione è la temperatura. Anzi, per la precisione, è la sua rapida variazione all’interno del nostro corpo che rischia di farci perdere coscienza. Tale repentino cambiamento è causato dalla differenza di temperatura tra la superficie cutanea e quella dell’acqua dove ci immergiamo.

Pertanto la prima regola per non rischiare l’idrocuzione (questo è il termine esatto per l’evento appena descritto) è quella di bagnarsi lentamente, abituando in maniera progressiva il nostro corpo alla temperatura dell’ambiente circostante. Una persona accaldata dopo una lunga esposizione al sole, anche se non ha appena mangiato, rischia allo stesso modo l’idrocuzione con un tuffo nel blu (ad esempio da una barca in mare aperto).

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Speciale Triathlon femminile: Outdoorblog intervista Edith Niederfriniger

pubblicato da Administrator in: Personaggi Trentino Alto Adige Nuoto e Sub Biciclette Triathlon

Speciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith Niederfriniger

Quando vedi Edith Niederfriniger per la prima volta ti colpiscono il sorriso e l’aspetto tonico e sano della corporatura. E’ piccola Edith (1,65 m) ed è magra (50 chili) ma è tutta salute e solarità. Il suo fisico rispecchia il suo stato d’animo, è serena e allo stesso tempo molto… tosta. Edith fa parte del mondo del Triathlon super lungo, o IronMan, (nuoto, ciclismo e corsa) e l’ho conosciuta ed intervistata a Merano, dove è nata il 2 giugno 1971.

Da dove viene il nome Iron Man?
Questa disciplina del Triathlon è nata come Iron Man, sono 3800 metri di nuoto, 180 chilometri di bici e circa 43 chilometri di corsa. Nel 1978 sull’isola delle Hawaii un gruppo di persone, al bar, discutevano su quale disciplina fosse la più dura e hanno avuto la strana idea di riunire tutto e di chiamarla Iron Man perché chi riesce a fare tutta la gara di nuoto, bici e corsa deve essere un uomo d’acciaio. Purtroppo noi donne facciamo le stesse distanze, stesse gare e rimaniamo Iron Man, non ci chiamano Iron Woman! Ora le gare sono divise in femminili e maschili ma le vincitrici sono Iron Man.

In quanto tempo fate l’intero percorso, in media?
Per noi professionisti sono 8 ore e 20 per gli uomini, per le donne sulle 9 ore e 20. Gli amatori sulle 15 e 16 ore.

Speciale Triathlon: intervista a l’Iron Woman Edith Niederfriniger
Speciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith NiederfrinigerSpeciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith NiederfrinigerSpeciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith NiederfrinigerSpeciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith NiederfrinigerSpeciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith NiederfrinigerSpeciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith NiederfrinigerSpeciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith NiederfrinigerSpeciale Triathlon: intervista a l'Iron Woman Edith Niederfriniger

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