Quante volte, magari da bambini, avete atteso sul bagnasciuga ore interminabili prima di fare il bagno dopo un pasto? Quante volte vi è capitato di discutere con i vostri amici circa l’opportunità di un tuffo in acqua appena dopo mangiato? Di sicuro almeno una volta nella vostra vita.
Il post di oggi vuole tentare di far capire quale sia il vero problema a monte di tutta la questione. Prima di tutto è bene chiarire che l’acqua di per sé non è la fonte dei traumi che potrebbero verificarsi qualora ci bagnassimo appena dopo aver terminato un pasto.
Il nocciolo della questione è la temperatura. Anzi, per la precisione, è la sua rapida variazione all’interno del nostro corpo che rischia di farci perdere coscienza. Tale repentino cambiamento è causato dalla differenza di temperatura tra la superficie cutanea e quella dell’acqua dove ci immergiamo.
Pertanto la prima regola per non rischiare l’idrocuzione (questo è il termine esatto per l’evento appena descritto) è quella di bagnarsi lentamente, abituando in maniera progressiva il nostro corpo alla temperatura dell’ambiente circostante. Una persona accaldata dopo una lunga esposizione al sole, anche se non ha appena mangiato, rischia allo stesso modo l’idrocuzione con un tuffo nel blu (ad esempio da una barca in mare aperto).
Continua a leggere: Fare il bagno dopo mangiato, qual è il problema?
Quando vedi Edith Niederfriniger per la prima volta ti colpiscono il sorriso e l’aspetto tonico e sano della corporatura. E’ piccola Edith (1,65 m) ed è magra (50 chili) ma è tutta salute e solarità. Il suo fisico rispecchia il suo stato d’animo, è serena e allo stesso tempo molto… tosta. Edith fa parte del mondo del Triathlon super lungo, o IronMan, (nuoto, ciclismo e corsa) e l’ho conosciuta ed intervistata a Merano, dove è nata il 2 giugno 1971.
Da dove viene il nome Iron Man?
Questa disciplina del Triathlon è nata come Iron Man, sono 3800 metri di nuoto, 180 chilometri di bici e circa 43 chilometri di corsa. Nel 1978 sull’isola delle Hawaii un gruppo di persone, al bar, discutevano su quale disciplina fosse la più dura e hanno avuto la strana idea di riunire tutto e di chiamarla Iron Man perché chi riesce a fare tutta la gara di nuoto, bici e corsa deve essere un uomo d’acciaio. Purtroppo noi donne facciamo le stesse distanze, stesse gare e rimaniamo Iron Man, non ci chiamano Iron Woman! Ora le gare sono divise in femminili e maschili ma le vincitrici sono Iron Man.
In quanto tempo fate l’intero percorso, in media?
Per noi professionisti sono 8 ore e 20 per gli uomini, per le donne sulle 9 ore e 20. Gli amatori sulle 15 e 16 ore.
Speciale Triathlon: intervista a l’Iron Woman Edith Niederfriniger









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Siamo a Capo Palinuro, promontorio della costa campana, una zona famosa per la presenza di diverse grotte sia sopra che sotto il livello del mare. Le immersioni all’interno di queste aperture nella roccia carbonatica sono la grande attrattiva di questa parte di litorale per tutti gli appassionati di sub. In realtà, la possibilità di esplorare le cavità sottomarine non è proprio alla portata di tutti, non tanto per la profondità quanto per le ripetute variazioni di essa. Per questo motivo occorre saper usare molto bene la tabella d’immersione poiché, in diversi casi, si torna addirittura in superficie.
Una delle immersioni ideali per un primo approccio con le grotte sottomarine è quella che va sotto il nome di “Grotta degli occhi”. Una struttura su due livelli sovrapposti che presenta un ingresso più profondo a circa 14 metri e due ingressi dalla caratteristica forma di occhi a circa 7 metri. Potete trovarla facilmente chiedendo ai diving center della zona e comunque dovete passare Punta Mammone, ma non andare oltre Cala Lanterna.
La grotta degli occhi ha una sagoma che, vista dall’interno, sembra proprio quella di un cranio. Organizzandosi con delle lampade da sub è possibile fare delle foto davvero molto suggestive, come quella che ho, ad esempio, fatto io. Che ve ne pare?
Si chiama “Fixblessing” ed è un salsicciotto gonfiabile nascosto nel cinturino di un orologio. Lo ha inventato un esperto di sport acquatici di Taiwan e dovrebbe servire a salvare vite umane. Io invece mi sono convinto che può, al massimo, essere d’aiuto al galleggiamento ad una persona, cosciente, che non è ancora in grado di tenersi a galla.
Vi spiego il mio punto di vista:
Il Fixblessing non si auto attiva (nonostante esistano già dispositivi di questo tipo, utilizzati ad esempio dai parapendisti durante i corsi SIV sopra gli specchi d’acqua), pertanto occorre agire rapidamente per innescare il dispositivo d’emergenza tramite una leva che aziona una mini bombola di biossido di carbonio.
Il punto di ancoraggio del salvagente è sul vostro polso. Questo significa che, per tenervi a galla, dovete esercitare una leggera trazione con un braccio per tenervi a galla, insomma: dovete saper nuotare (e se siete svenuti?).
Il salsicciotto, una volta gonfio d’aria, può essere staccato dal polso ed utilizzato come un salvagente anulare (ci si può attaccare in più persone, ma nel caso del Fixblessing non credo più di due). Bene, e se un onda o il vento me lo fa scappare di mano?
Continua a leggere: Fixblessing, il "De inutilitate" dell'orologio salvagente

Lo so che sono il solo ad aver notato questo particolare quando “da notare” c’era davvero ben altro, ma non posso far a meno di condividere questo fotogramma della pubblicità di un noto operatore telefonico italiano. Se guardate bene, e voi lettori di Outdooblog non potete che avere l’occhio giusto per farlo, Belen indossa una cintura dei piombi, di quelle che si usano per fare le immersioni.
Una cintura letteralmente pitturata di bianco per non staccare troppo sul costume della bella argentina. Si, perchè cinghia, fibbia e piombi tutti di quel colore sono davvero difficili da trovare abbinati. Poiché non si capisce a cosa le serva una cintura dei piombi quando non indossa nemmeno una muta che potrebbe giustificare la presenza della zavorra, è probabile che l’autore dello spot abbia voluto richiamare una ben nota immagine di sex symbol del passato. A me è venuta in mente Ursula Andress nel film di 007 “Dr. No”.
Gli accostamenti ci stanno tutti: il costume bianco, il mare, la conchiglia gigante e…proprio la cintura bianca sulla vita. Anche il dettaglio del coltello è stato ripetuto: Belen lo porta alla caviglia come accade nel caso dei moderni accessori da sub, mentre la Andress lo teneva appeso alla già menzionata cinta. Devo farmi ricoverare o adesso anche voi pensate che la scelta dell’abbigliamento della Rodriguez non sia casuale?
Federico Mastrostefano non è un uomo, è un tipo di pesce. Come sa nuotare lui, quasi nessun altro: espressione di forza, di potenza, avesse avuto pure l’eleganza, sarebbe stato perfetto. Abbiamo nuotato insieme, in società sportive in competizione tra loro. Quante gare, quanti scontri con alterne fortune, una volta io, una volta lui sul gradino più alto del podio, senza grandi squilibri. Si finiva nella stessa batteria sia alle gare regionali sia a quelle nazionali, a causa dei nostri tempi diversi solo per pochi decimi di secondo. A volte capitava di fare la stessa frazione a stile libero nelle staffette e allora la battaglia si rinnovava ed era ancora più bello.
I veri campioni di allora (Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla) qualche volta ci lasciavano spazio, chiusi nei loro dorati ritiri della FIN a preparare gare ancora più importanti, olimpiadi, mondiali, europei. Ma lui dava il massimo indipendentemente da chi c’era in vasca: puntava con una grinta incredibile a batterti, ti guardava in cagnesco, pur di intimidirti. Alto, muscoloso, un incredibile Hulk de’ noantri. Lui controllava la mia corsia, io la sua, difficile ci fossero altri.
Poi, qualche gara saltata, qualche assenza ripetuta, infine ci siamo persi di vista. Ho pensato che l’impossibilità di essere sempre il più alto sul podio lo avesse scoraggiato, forse non ci stava proprio a non essere sistematicamente premiato come primo, voleva essere un numero uno, perchè aveva la stoffa per esserlo, magari da un’altra parte.
Continua a leggere: Federico Mastrostefano, il nuotatore dell'isola dei famosi
Ieri sera ho guardato il TG1 e sono stato colpito dalla notizia dei nove sub soccorsi a largo di Bacoli, in provincia di Napoli. Nel servizio si parlava di “problemi di compensazione”, di “embolia” e di “malore simultaneo”. Fatto sta che sono tutti finiti in camera iperbarica. Volevo capire cosa fosse realmente accaduto e, grazie a Google news, ho potuto leggere quanto segue:
Secondo il “Il Messaggero” - […] i nove sub napoletani sono stati colpiti, molto probabilmente, al momento della risalita in superficie, da problemi di compensazione […]
Secondo il “Corriere della Sera” - […] alla base del malore “simultaneo”, c’è stato un problema di compensazione durante la risalita dall’immersione […]
Continua a leggere: Napoli, nove sub soccorsi e ricoverati: "embolia da compensazione"?

Non vorrei distogliere troppo la giustificatissima attenzione dei nostri lettori dalle Olimpiadi invernali di Vancouver, ma volevo avvisare tutti gli appassionati di nautica che, dal 20 al 28 febbraio 2010, ci sarà il consueto appuntamento con “Big Blue”, presso i padiglioni della Fiera a Roma.
Si tratta della quarta edizione della rassegna dedicata ai professionisti e agli appassionati di attività acquatiche come il diporto nautico e la pesca, una delle più importanti manifestazioni di questo genere a Roma da quando la fiera del mare si è trasferita a Genova.
Segnalo agli interessati che, sul sito http://www.big-blu.it, si può acquistare il biglietto online che da diritto all’accesso alla fiera per due giorni, all’utilizzo dei mezzi pubblici di Roma per un giorno intero e a 4 euro di sconto sugli acquisti fatti nei punti di ristoro della Fiera.
Il bureau della Federation Internationale de Natation (Fina), riunitosi a Bangkok, ha assegnato all’Italia e a Riccione la 14esima edizione dei Campionati Mondiali di nuoto Master del 2012. Riccione, insieme a San Marino, ha già organizzato questa manifestazione nel 2004 e, a detta di tutte la parti coinvolte, spettatori, partecipanti e istituzioni, la gestione fu veramente lodevole, considerate anche le circa 25mila presenze gara.
L’attuale Presidente Onorario a vita della FINA, Moustapha Larfaoui definì l’organizzazione “esemplare” citando l’efficiente amministrazione e i dirigenti per la capacità “di coinvolgere ed accogliere nel migliore dei modi il più alto numero di partecipanti della storia della manifestazione“. La candidatura di Riccione ha superato la concorrenza di Kranj e l’interesse di Jamaica e Austria. Riccione subentrerà a Goteborg, che ospiterà l’undicesima edizione nel luglio prossimo.
Anche le parole del Presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, hanno sottolineato l’impeccabile organizzazione di sei anni fa e il mio ricordo, da partecipante in gara, è esattamente aderente a quello dei ben più importanti rappresentanti dell’ambito sportivo natatorio.
Mondiali Master di Nuoto a Riccione - 2004
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Dal 22 al 24 gennaio si terranno a Bled, in Slovenia, i Campionati Mondiali di “winter swimming”, ovvero di quella particolare attività che si svolge esclusivamente nella stagione invernale, nuotando nelle gelide acque di mari, corsi d’acqua e piscine (purché all’aperto e non riscaldate) di tutto il mondo, senza utilizzare mute o altri indumenti per proteggersi dal freddo (oltre a cuffia e costume, sia chiaro…). Non si tratta della solita goliardata a metà strada tra lo spettacolo e la tradizione, ma di una vera e propria gara con tanto di giudici.
Gli iscritti sono arrivati a quota 700, provenienti da 20 paesi diversi. Possono partecipare sia uomini che donne, di tutte le età. Non ci sono tempi limite per accedere alle gare, basta avere il coraggio di tuffarsi in specchi d’acqua con temperature prossime allo zero. La distanza massima in cui si gareggia è quella dei 50 metri stile libero. Poi ci sono gare da 25 metri sia a stile che sul dorso, ma in quest’ultimo caso la testa va tenuta rigorosamente fuori dall’acqua.
Tenere la parte posteriore della testa sott’acqua, quando la temperatura sfiora gli zero gradi, è infatti molto pericoloso. Escludendo il tipico “tuffo di Capodanno“, i paesi dove il winter swimming viene praticato più assiduamente sono la Cina, la Russia, la Danimarca, i paesi scandinavi e quelli dell’ex Unione Sovietica (Lettonia, Estonia, Lituania). In Cina, tale attività è ritenuta tradizionalmente un’ottima terapia antinvecchiamento.