
Non vorrei distogliere troppo la giustificatissima attenzione dei nostri lettori dalle Olimpiadi invernali di Vancouver, ma volevo avvisare tutti gli appassionati di nautica che, dal 20 al 28 febbraio 2010, ci sarà il consueto appuntamento con “Big Blue”, presso i padiglioni della Fiera a Roma.
Si tratta della quarta edizione della rassegna dedicata ai professionisti e agli appassionati di attività acquatiche come il diporto nautico e la pesca, una delle più importanti manifestazioni di questo genere a Roma da quando la fiera del mare si è trasferita a Genova.
Segnalo agli interessati che, sul sito http://www.big-blu.it, si può acquistare il biglietto online che da diritto all’accesso alla fiera per due giorni, all’utilizzo dei mezzi pubblici di Roma per un giorno intero e a 4 euro di sconto sugli acquisti fatti nei punti di ristoro della Fiera.
Il bureau della Federation Internationale de Natation (Fina), riunitosi a Bangkok, ha assegnato all’Italia e a Riccione la 14esima edizione dei Campionati Mondiali di nuoto Master del 2012. Riccione, insieme a San Marino, ha già organizzato questa manifestazione nel 2004 e, a detta di tutte la parti coinvolte, spettatori, partecipanti e istituzioni, la gestione fu veramente lodevole, considerate anche le circa 25mila presenze gara.
L’attuale Presidente Onorario a vita della FINA, Moustapha Larfaoui definì l’organizzazione “esemplare” citando l’efficiente amministrazione e i dirigenti per la capacità “di coinvolgere ed accogliere nel migliore dei modi il più alto numero di partecipanti della storia della manifestazione“. La candidatura di Riccione ha superato la concorrenza di Kranj e l’interesse di Jamaica e Austria. Riccione subentrerà a Goteborg, che ospiterà l’undicesima edizione nel luglio prossimo.
Anche le parole del Presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, hanno sottolineato l’impeccabile organizzazione di sei anni fa e il mio ricordo, da partecipante in gara, è esattamente aderente a quello dei ben più importanti rappresentanti dell’ambito sportivo natatorio.
Mondiali Master di Nuoto a Riccione - 2004
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Dal 22 al 24 gennaio si terranno a Bled, in Slovenia, i Campionati Mondiali di “winter swimming”, ovvero di quella particolare attività che si svolge esclusivamente nella stagione invernale, nuotando nelle gelide acque di mari, corsi d’acqua e piscine (purché all’aperto e non riscaldate) di tutto il mondo, senza utilizzare mute o altri indumenti per proteggersi dal freddo (oltre a cuffia e costume, sia chiaro…). Non si tratta della solita goliardata a metà strada tra lo spettacolo e la tradizione, ma di una vera e propria gara con tanto di giudici.
Gli iscritti sono arrivati a quota 700, provenienti da 20 paesi diversi. Possono partecipare sia uomini che donne, di tutte le età. Non ci sono tempi limite per accedere alle gare, basta avere il coraggio di tuffarsi in specchi d’acqua con temperature prossime allo zero. La distanza massima in cui si gareggia è quella dei 50 metri stile libero. Poi ci sono gare da 25 metri sia a stile che sul dorso, ma in quest’ultimo caso la testa va tenuta rigorosamente fuori dall’acqua.
Tenere la parte posteriore della testa sott’acqua, quando la temperatura sfiora gli zero gradi, è infatti molto pericoloso. Escludendo il tipico “tuffo di Capodanno“, i paesi dove il winter swimming viene praticato più assiduamente sono la Cina, la Russia, la Danimarca, i paesi scandinavi e quelli dell’ex Unione Sovietica (Lettonia, Estonia, Lituania). In Cina, tale attività è ritenuta tradizionalmente un’ottima terapia antinvecchiamento.

L’Italia si conferma tra le grandi del nuoto europeo. Nella classifica a punti della Ligue Europeenne de Natation (LEN) relativa alla 13esima edizione dei Campionati europei di nuoto in vasca corta, svoltisi ad Istanbul (Turchia) dal 10 al 13 dicembre scorsi, l’Italia risulta terza dopo Russia e Germania.
La classifica a punti è realizzata sulla base dei piazzamenti dei finalisti. Nella sezione maschile, la Nazionale è addirittura seconda. L’Olanda invece ha vinto il medagliere con 10 ori, 3 argenti e un bronzo, mentre l’Italia, in questa particolare classifica, è ottava (1-3-1). La nostra Federica Pellegrini ha portato a casa il premio Omega (sponsor LEN e della manifestazione), assegnato alla migliore prestazione della giornata e vinto dall’atleta italiana durante il quarto giorno di gare.
Dopo il brillante risultato della compagine femminile della nostra nazionale di nuoto ai recenti mondiali di Roma, sarà forse la volta buona per la riscossa maschile?? Tutti i risultati sul sito “Omega Timing“.

Ecco una “location” che ogni vero appassionato di subacquea e di immersione dovrebbe visitare almeno una volta nella vita. Stiamo parlando di Cenote Angelita, Mexico.
All’interno di una sorta di cava, per un singolare fenomeno dovuto alla pressione, le acque sono dolci fino alla profondità di circa 30 metri, mentre più in profondità (oltre i 60 metri) le acque sono salate, quindi più dense e pesanti.
Raggiungendo il fondo della cava, come potete vedere dalle foto e dal video qui sopra, durante l’immersione si ha la sensazione di visitare quello che sembra un fiume sommerso, che però ovviamente non è tale, ma semplicemente si tratta di uno strato di acqua con tracce di idrogeno solforoso. Il risultato è incredibile alla vista.
Solo per subacquei con brevetto Advanced e/o esperienza.
Foto | Acidcow
Cenote angelita




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Oggi Carlo Pedersoli compie 80 anni. Con lo pseudonimo di “Bud Spencer” è l’attore che ha conquistato il mondo grazie ai film in coppia con Terence Hill (Mario Girotti). Noi di Outdoorblog lo festeggiamo come il primo azzurro ad infrangere il muro del minuto nei 100 stile libero (distanza di cui è stato primatista italiano per dieci anni) e come punta della Nazionale di nuoto e pallanuoto negli anni Cinquanta.
Bud non se la cavava male nemmeno con la rana: conquistò infatti il titolo italiano anche in questa specialità. In pochi, invece, sanno che partecipò alle Olimpiadi di Helsinki 1952 e di Melbourne 1956, sia con la nazionale di nuoto che con quella di pallanuoto.
Ai tempi di Pedersoli, gli allenamenti di nuoto non andavano mai oltre i due chilometri al giorno. Oggi i carichi di lavoro, per gli atleti di massimo livello, si sono quasi decuplicati. Bud inoltre, come si legge in “Alla ricerca del nuoto perduto”, una pubblicazione del decano dei giornalisti di nuoto e memoria storica degli sport di vasca Aronne Anghileri, era un atleta che non si distingueva particolarmente per l’assiduità nei suoi allenamenti, eppure i risultati erano di tutto rispetto.
La Federazione Internazionale Nuoto ha varato nuove e rigide disposizioni sul tema dei costumi da gara, sia per le competizioni in piscina che per quelle in acque aperte. A partire dal 2010 infatti verranno introdotte nuove regole per i costumi degli atleti, dopo alcuni anni di deregulation in cui si è potuto sperimentare materiali ipertecnologici, si ritorna al divieto di uso di materiali non-permeabili e l’adozioni di forme tradizionali, come pantaloncini per l’uomo e al body senza zip (anche dal ginocchio) per le donne.
Detto questo ricevo un comunicato stampa dalla Speedo, una delle marche di costumi olimpionici più nota, che mi pare interessante girare in modo da comprendere anche la posizione “dell’altro” lato della medaglia.
Per Speedo la credibilità e l’immagine dello sport del nuoto hanno un’importanza vitale. La recente introduzione di vere e proprie mute realizzate al 100% in materiale non-permeabile e che favoriscono il galleggiamento hanno creato effetti clamorosi e un notevole disorientamento, generando ombre sull’ambiente del nuoto. Tutto ciò ha messo in difficoltà gli atleti, tanto da far prendere a FINA la decisione odierna di bandire l’uso di materiali non-permeabili e di adottare le tradizionali silhouettes dai costumi da competizione a partire dal 2010. La decisione FINA prevede infatti che ci sia il ritorno ai pantaloncini (dal ginocchio alla vita) per l’uomo e al body senza zip (dal ginocchio) per le donne, entrambi in tessuto. Speedo ritiene che il ritorno ai body interamente in tessuto come quelli usati ai Mondiali di Melbourne nel 2007 avrebbe risolto la questione.
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Concludiamo il nostro piccolo reportage da Polignano a Mare in occasione del Red Bull Cliff Diving Series 2009 con una serie di foto inerenti la premiazione degli atleti a termine della gara.
Il dj Alvin, noto ai fan radiofonici, si è spostato dalla postazione vicino al trampolino fino alla spiaggia di Lama Monachile per festeggiare assieme al numeroso pubblico i vincitori. Gli applausi non sono mancati proprio per nessuno e il gruppo dei tuffatori sembrava più una grande comitiva di amici piuttosto che atleti in lotta per un mondiale. Il vincitore Orlando Duque è stato ovviamente assaltato dai fan desiderosi di una foto con il campione, me compreso!
Dopo la pausa la gallery.
Foto | alessandro.giammatteo
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Vi propongo ancora delle immagini dalla quarta tappa del Red Bull Cliff Diving Series 2009 che si è svolto domenica in Puglia nella bellissima cornice di Polignano a Mare.
Dopo la pausa la gallery.
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Dopo le impressioni a caldo della giornata di ieri eccovi servita una bella gallery con tantissime foto di uno degli eventi più spettacolari che si possa immaginare. Ieri pomeriggio infatti il paese di Polignano a Mare in provincia di Bari è stato invaso da circa 30mila curiosi ed appassionati tutti corsi ad ammirare le evoluzioni dei tuffatori da grandi altezze.
Il Red Bull Cliff Diving Series 2009 ha scelto proprio Polignano per la sua quarta tappa del mondiale che ha visto trionfare il colombiano Orlando Duque, già plurime volte campione del mondo, con il punteggio di 346,80. A breve distanza si è piazzato il giovane britannico Hunt con 341,40 punti seguito dal russo Silchenko con 330,60 punti.
La spiaggia di Lama Monachile assieme alla sue scogliere a picco sul mare ha fatto da cornice perfetta agli spettacolari tuffi degli atleti in gara. Gli atleti inoltre, hanno aperto la gara presentandosi alle chiamate dello speaker con una piccola coreografia che li vedeva affacciarsi dai balconi di una casa a picco sulla spiaggia sventolando la bandiera del proprio paese d’origine.
Dopo la pausa la ricchissima gallery fotografica.
Foto | alessandro.giammatteo
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