Il progetto di Venezia 2020 presentato settimana scorsa al pubblico propone la città lagunare come sede delle XXXII Olimpiade. Il Coni dovrà decidere ad aprile se scommettere su Venezia o su Roma, che ricordo è già stata sede nel 1960 degli unici Giochi mai tenutisi in Italia.
Rimangono le perplessità circa l’avvedutezza di una doppia candidatura ma vedremo… Il villaggio olimpico veneziano intanto sorgerebbe a pochi passi dall’aeroporto e permetterebbe di raggiungere la città rapidamente, il turismo sportivo si combinerebbe così con naturalezza con quello culturale.
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La marcia verso le Olimpiadi di Londra 2012 continua e si avvicina anche il secondo appuntamento olimpico per la bmx dopo Pechino 2008. Vi ricordo i risultati dei giochi cinesi, tra le donne dominio francese con Anne-Caroline Chausson oro e Laetitia le Corguille argento, la statunitense Jill Kintner bronzo; tra gli uomini il lettone Maris Strombergs primo, mentre gli atleti a stelle e strisce Mike Day e Donny Robinson si sono piazzati secondo e terzo.
Ecco, non so voi, ma vedere ospitato un membro del bmx team USA in una diretta televisiva per un servizio dedicato ai giochi di Londra mi ha fatto percepire l’alta considerazione che hanno fuori del nostro paese per la bmx. D’accordo, la gara olimpica non è la bmx da strada che tutti praticano in Italia ma un ritorno alle origini con la pista e gli avversari da battere ma potremmo fare la nostra figura se qualcuno si interessasse e appoggiasse il movimento!
Video | You Tube

Le Olimpiadi invernali canadesi sono finite, torniamo a casa con l’oro di Razzoli e altre quattro medaglie (vinte rispettivamente da due giovani promesse e due atleti affermati). Se come me avete seguito sulla Rai Vancouver 2010 – quindi non ci siamo potuti godere proprio tutto – sappiate che i video delle finali di ogni disciplina sono stati caricati sul canale You Tube dei Giochi!
Cosa potete vedere: Shaun White naturalmente, dalle immagini (cliccate qui) si capisce subito che era il vincitore annunciato; la finale di snowboard cross e dello slalom gigante parallelo vinta dal francese Bozzetto e tanti altri momenti di grande sport. Non perdetevi poi il video di Giuliano Razzoli (cliccate sul suo nome), vedere la seconda manche in diretta mi ha fatto soffrire come poche volte nella vita…
Foto | Il braciere olimpico, popejon2 by Flickr

Giuliano Razzoli ha vinto la medaglia d’oro nello slalom, finalmente una medaglia di metallo giallo arricchisce la bacheca olimpica dell’Italia e scaccia il fantasma di Innsbruck 1964. Il padre che possiede un’officina che produce lame da neve ha investito tanto su di lui permettendogli di allenarsi e prepararsi per la massima competizione di questo sport. Dopo ventidue anni, dopo Calgary 1988 quando vinse “un certo” Alberto Tomba, l’Italia torna sul primo gradino del podio di un Olimpiade invernale. Grande gara Giuliano, hai solo venticinque anni e tanto da dare ancora!

In attesa di capire se Denise Karbon, Manuela Moelgg e Chiara Costazza potranno dire la loro nella seconda manche dello slalom – sono appena scese, Moelgg, Costazza e Karbon male, oltre la ventesima posizione, la Gius ha invece fatto segnare un ottavo tempo, a 96 centesimi dalla prima, che ci fa sperare; seconda manche ore 22:30 – ci aspetta una serata davvero interessante dedicata all’outdoor invernale.
La staffetta del biathlon 4×7,5km, le atlete dello snowboard – slalom gigante parallelo – Carmen Ranigler e Corinna Boccacini, Arianna Fontana nello short track (alle tre di notte) e l’equipaggio del bob a quattro proveranno a regalarci qualche emozione olimpica a Vancouver 2010 a partire dalle 21:50 sulla Rai e anche ovviamente su Sky e Eurosport. Voi dove state seguendo queste Olimpiadi? Scrivetecelo nei commenti!
Foto | Popejon2 by Flickr

Ascoltando le telecronache di Rai Sport Più in questi giorni ci si deprime – e per fortuna riesco a prendere LA2 della RSI svizzera, dove i giornalisti grazie a sei ori se la ridono – e, oltre a farmi una cultura sulle olimpiadi del passato perché sempre quelle fanno vedere (questioni di diritti sugli eventi che si possono trasmettere?), come tutti voi vado incuriosendomi circa lo spettro di Innsbruck 1964, più volte evocato dopo la débâcle azzurra nelle discese, nel pattinaggio e nel fondo (la Repubblica titola: “l’Italia che non c’è”).
Cosa capitò in Austria di così terribile quaranta e passa anni fa? Rimediammo un argento (coppia Bonagura-Zardini) nel bob e tre bronzi (sempre da bob e slittino). E poi più nulla. Storicamente il nostro peggiore risultato nelle Olimpiadi invernali del dopoguerra – eccetto Squaw Valley 1960 dove portammo a casa un bronzo grazie a Giuliana Chenal-Minuzzo nello slalom gigante e basta. Avete un déjà vu? Esatto, contando sulle dita: 1+3=4. Lo stesso numero di medaglie e nella stessa combinazione tra argento e bronzo che i nostri atleti hanno ottenuto fino ad ora.
Foto | Innsbruck, James Cridland by Flickr
Alle dieci di sera tutti davanti al televisore mi raccomando per le gare femminili (19:45) e maschili (20:35) di sci di fondo sprint a squadre, le finali si disputeranno invece alle 22:00 e alle 22:30. Le aspettative sono molte e giustificate (potete leggerne sul Corriere e sulla Gazzetta); le coppie Follis-Genuin e Zorzi-Pasini sono chiamate a rimpinguare il carniere azzurro fermo al bronzo della Fontana nello short track. Il 20enne Dominik Paris nella combinata ci ha quasi fatto immaginare una medaglia, era secondo dopo la discesa, ma tradito dalle emozioni ha chiuso tredicesimo. Nelle immagini del video il bronzo conquistato a Salt Lake City 2002 da Cristian Zorzi.
Video | You Tube

I sistemi di sicurezza sono diventati un tema centrale alle Olimpiadi di Vancouver 2010, il è diventato uno degli elementi centrali e fondamentali per la sicurezza degli atleti.
Un po’ sulla scia di quello che accade nel moto mondiale anche sciatori, bobbisti e altri alteti della neve e del ghiaccio hanno iniziato a decorare le loro protezioni nei modi più vari. Ecco una selezione dei più belli, curiosi e assurdi, capitanati dalla “cattivissima” Mellisa Hollingsworth!
Caschi alle Olimpiadi di Vancouver








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Il bronzo di Arianna Fontana nello short track – lo so, lo celebriamo in ritardo, scusate! – ci consola dei risultati sfortunati che stiamo raccogliendo nelle discipline outdoor, penso solo ai pochi millesimi che hanno separato i nostri azzurri, nello specifico Werner Heel, dalla zona medaglie in Super G. Hanno fatto benissimo ma non è bastato. Sapete anche voi come lo sci sia davvero uno sport crudele a volte quando tutte le aspettative di uno sciatore vengono mandate a monte per un battito di ciglia.
Arianna Fontana neanche ventenne ha invece interpretato al meglio una gara che l’ha vista battagliare contro il capitano della squadra cinese Meng Wang e la promessa canadese dello short track – promessa mantenuta – Marianne St-Gelaise. Oggi Arianna insieme alle sue compagne Katia Zini e Cecilia Maffei gareggerà nei 1500, il 24 febbraio sui 1000 metri e nella finale B dei 3000 metri a staffetta (la quarta atleta del nostro team sarà Martina Valcepina). Forza ragazze!
Video | You Tube
Alberto Schiavon ha voluto due giorni fa chiarire attraverso il suo blog i particolari di quella che sembra una squalifica immeritata. I fatti: durante gli ottavi di snowboard cross, Alberto entra in contatto diverse volte con l’atleta russo Andrey Boldykov. Schiavon cade, si rialza, rimonta e chiude in seconda posizione dietro al russo. Mentre il suo nome compare già sui tabelloni dei quarti la giuria lo squalifica per una “trattenuta”. Ecco cosa scrive:
“Analizzando bene con calma le immagini a velocità normale non si vede nulla, se si rallenta, fotogramma per fotogramma, si vede la mia mano destra addosso a lui e la sua mano sinistra sulla mia anca, probabilmente poi staccandoci, la mia mano tocca e alza il suo pettorale, ma ben lontano dalla mia volontà di trattenerlo o spingerlo. […] . Di questi contatti ce ne sono a bizzeffe in ogni batteria ed in ogni gara, poi arrivando io secondo e l’atleta russo primo, non c’era nessun motivo di contestazione”.
Per leggere il pensiero di Schiavon per intero, qui vi abbiamo proposto solo un estratto, vi rimando al suo sito. Rimane l’amaro in bocca e il dispiacere per aver visto un nostro atleta fermato non da avversari più forti ma da un’applicazione forse troppo stretta del regolamento di gara. Nel video Alberto tre anni fa a Les Deux Alps quando non poteva immaginare come sarebbe finita per lui Vancouver 2010.
Video | You Tube