
Ricordate le Olimpiadi canadesi? Vi sembrano lontane le competizioni invernali mentre fuori imperversano i trenta gradi di un’estate finalmente torrida? Ebbene, caldo non deve proprio farne a Cardrona (Nuova Zelanda) se l’azzurro Manuel Pietropoli (cliccando qui raggiungete la sua pagina su Facebook mentre qui trovate i post che gli abbiamo dedicato in passato), è riuscito a guadagnarsi il 3° posto nella gara di halfpipe svoltasi ieri dall’altra parte del mondo durante i FIS Junior World Cup.
Condizioni climatiche non perfette a causa del forte vento ma il pipe era in perfette condizioni: Manuel ha vinto la medaglia di bronzo grazie a una run composta da backside air, frontside 1080, cab 720, frontside 900 e backside 520. Questa la sua dichiarazione: “Sono molto contento del risultato ottenuto oggi che, sommato a quello dei Burton New Zealand Open di poche settimane fa [dove si è classificato sesto], aumenta la mia speranza che questa sarà la stagione giusta, quella che sto ormai da anni cercando di fare”.
Foto | Courtesy CoreNetwork
Eravate davvero tantissimi – hey, a proposito, avete dato un’occhiata alle foto ufficiali dell’evento? Le trovate cliccando qui – ad ammirare Tony Hawk e la sua allegra brigata di fenomeni dello skateboard a Ostia lo scorso 15 luglio. Una serata che vi porterete nella memoria a lungo. Grazie ad alcuni di voi poi già iniziano a girare i primi video amatoriali in Rete, anzi spuntano come funghi a dire il vero…
Noi su outdoorblog abbiamo deciso di proporvene non uno fra i tanti, ma una manciata di minuti che fossero stati pensati e reinterpretati, non una registrazione con camera fissa e stop. Il video qui sopra l’ha girato e montato Simone Rossi da Latina che grazie al cielo è sia un patito dello skate sia un videomaker – dalla posizione in cui era ha fatto un buon lavoro. Nell’attesa che Tony Hawk & Friends ritornino in Italia godiamoci ancora un po’ i loro tricks!
Video | You Tube

Il Salewa Rock Award – il premio assegnato al climber su roccia che nell’ultimo anno ha maggiormente impressionato che si assegna collateralmente allo svolgimento del Rock Master di cui vi abbiamo parlato in questo post scritto da Marco – A vincere il riconoscimento è stato Adam Ondra, il climber della Repubblica Ceca non ancora maggiorenne già vincitore del premio nel 2008. Ecco la motivazione: “Ad Adam Ondra, per le sue impressionanti realizzazioni e per la capacità di interpretare l’arrampicata come una grande avventura”.
A consegnare il premio Ruth Oberrauch (nella foto insieme a un sorridente Ondra), responsabile delle attività di marketing in Italia del marchio altoatesino: “Siamo estremamente soddisfatti di affiancare il nome della nostra azienda a una iniziativa che conferma di anno in anno di valorizzare un talento dell’arrampicata – ha commentato Oberrauch – e questo premio rappresenta ancora una volta la nostra vocazione nel mondo della montagna e dell’arrampicata”.
Foto | Courtesy LDL COMunicazione
Pedro Barros… chi è il giovane skater brasiliano protagonista del video di oggi? Lo conosciamo meglio grazie a un’intervista su www.europeskate.com: quindici anni appena, il ragazzo va ancora a scuola ma dev’essere un istituto particolare dove le assenze sono tollerate. Barros infatti è spesso in giro per il mondo a partecipare e vincere importanti contest internazionali!
L’ultimo a cui ha preso parte in ordine di tempo è stato il Dew Tour a Boston dove si è classificato al quarto posto vincendo ben 5000 dollari. Inutile dire che è già un pro e fa parte del Pocket Pistols team. Altre informazioni su Pedro sono reperibili a questo indirizzo mentre le foto delle sue esibizioni le recuperate su www.redbullskateboarding.com.
Video | You Tube

Venerdì 16 luglio Sabato 17 luglio in occasione di Arco Rock Legends, nel pieno della 24esima edizione del Rock Master 2010, si assegneranno i Salewa Rock Award, “l’Oscar dell’arrampicata sportiva mondiale”. Gli organizzatori hanno reso note le cinque nomination dei climber che concorrono al prestigioso riconoscimento: Chris Sharma, Daniel Woods, Adam Ondra, Charlotte Durif e Enzo Oddo.
A scegliere i cinque climber è stata una giuria internazionale composta dalle redazioni di ben ventitré riviste specializzate tra le più influenti del mondo, così ci comunica Salewa. Tra i cinque nominati, due americani, un ceco e due francesi – tra cui due giovanissimi, Chandra (17) e Oddo (15) – verrà premiato con l’Award il climber che più si sarà distinto nell’attività in falesia o nel bouldering durante l’ultimo anno.
Foto | Courtesy LDLCOM

Quante volte avete visto un film dedicato al surf sulle televisioni in chiaro? Una, due al massimo? E ricordo che Un mercoledì da leoni non vale… Abbiamo modo di recuperare all’inizio della settimana entrante grazie a un film dedicato a un ragazzo che ha fatto del surf la propria “ragione di vita”. Stiamo parlando di Clay Marzo, rider del Team Quiksilver e protagonista di Just Add Water. Il film andrà in onda su Deejay TV lunedì 12 e martedì 13 luglio alle 13:30, 19:30 e 22:30, con replica il il 16 e 17 agosto
Nelle immagini di Just Add Water di cui vi proponiamo una foto, Clay Marzo riesce a sposare le sue spettacolari manovre “alla naturalezza nell’affrontare le onde più difficili. A tutto questo si unisce il racconto della sua quotidianità, delle piccole cose che lo rendono felice e fiero di essere un surfer e il coraggio e la forza nell’affrontare, a meno di vent’anni, la sua malattia”. La sindrome di Asperger pur gettando oscure ombre sul suo futuro ha reso Clay ancora più forte, più determinato e più innamorato del surf.
Foto | Courtesy Connexia
Quando vedi Edith Niederfriniger per la prima volta ti colpiscono il sorriso e l’aspetto tonico e sano della corporatura. E’ piccola Edith (1,65 m) ed è magra (50 chili) ma è tutta salute e solarità. Il suo fisico rispecchia il suo stato d’animo, è serena e allo stesso tempo molto… tosta. Edith fa parte del mondo del Triathlon super lungo, o IronMan, (nuoto, ciclismo e corsa) e l’ho conosciuta ed intervistata a Merano, dove è nata il 2 giugno 1971.
Da dove viene il nome Iron Man?
Questa disciplina del Triathlon è nata come Iron Man, sono 3800 metri di nuoto, 180 chilometri di bici e circa 43 chilometri di corsa. Nel 1978 sull’isola delle Hawaii un gruppo di persone, al bar, discutevano su quale disciplina fosse la più dura e hanno avuto la strana idea di riunire tutto e di chiamarla Iron Man perché chi riesce a fare tutta la gara di nuoto, bici e corsa deve essere un uomo d’acciaio. Purtroppo noi donne facciamo le stesse distanze, stesse gare e rimaniamo Iron Man, non ci chiamano Iron Woman! Ora le gare sono divise in femminili e maschili ma le vincitrici sono Iron Man.
In quanto tempo fate l’intero percorso, in media?
Per noi professionisti sono 8 ore e 20 per gli uomini, per le donne sulle 9 ore e 20. Gli amatori sulle 15 e 16 ore.
Speciale Triathlon: intervista a l’Iron Woman Edith Niederfriniger









Continua a leggere: Speciale Triathlon femminile: Outdoorblog intervista Edith Niederfriniger

Lo so che sono il solo ad aver notato questo particolare quando “da notare” c’era davvero ben altro, ma non posso far a meno di condividere questo fotogramma della pubblicità di un noto operatore telefonico italiano. Se guardate bene, e voi lettori di Outdooblog non potete che avere l’occhio giusto per farlo, Belen indossa una cintura dei piombi, di quelle che si usano per fare le immersioni.
Una cintura letteralmente pitturata di bianco per non staccare troppo sul costume della bella argentina. Si, perchè cinghia, fibbia e piombi tutti di quel colore sono davvero difficili da trovare abbinati. Poiché non si capisce a cosa le serva una cintura dei piombi quando non indossa nemmeno una muta che potrebbe giustificare la presenza della zavorra, è probabile che l’autore dello spot abbia voluto richiamare una ben nota immagine di sex symbol del passato. A me è venuta in mente Ursula Andress nel film di 007 “Dr. No”.
Gli accostamenti ci stanno tutti: il costume bianco, il mare, la conchiglia gigante e…proprio la cintura bianca sulla vita. Anche il dettaglio del coltello è stato ripetuto: Belen lo porta alla caviglia come accade nel caso dei moderni accessori da sub, mentre la Andress lo teneva appeso alla già menzionata cinta. Devo farmi ricoverare o adesso anche voi pensate che la scelta dell’abbigliamento della Rodriguez non sia casuale?
Il video qui sopra non è solo un’esibizione di Kilian Martin, un ottimo skater di cui sentiremo parlare in futuro, ma anche una splendida prova di regia di Brett Novak, un filmmaker che (anche lui) promette di non far dimenticare il suo nome.
Spero che questo video rimanga on-line abbastanza a lungo… ho davvero bisogno del vostro parere. Come considerate questo record del campione del mondo francese Taïg Khris? Il 29 maggio 2010 si è lanciato da quaranta metri con i suoi pattini e non da una piattaforma qualsiasi, ma dalla Torre Eiffel! I metri citati sopra tengono conto del volo più l’altezza della rampa – 30 metri – che gli è stata costruita sotto.
Khris è riuscito così a far suo il nuovo record di caduta libera con ai piedi delle “rotelle”, ben 12,5 metri, in precedenza detenuto dall’americano Danny Way che nel 2006 in skateboard (cliccate qui per il video!) era precipitato per 8,5 metri dalla chitarra del Hard Rock Cafe di Las Vegas. E a voi come sembra questo record? Oppure Khris è riuscito a fare sembrare “facile” un’impresa difficilissima?
Video | You Tube