L'inglese Kevin Scott reinventa la bici pieghevole: la bicicletta avvolgibile

pubblicato da Luca Albani

bending bike

Kevin Scott, uno studente poco più che ventenne che studia disegno industriale presso la De Montfort University di Leicester (Regno Unito) ha inventato una “bendy bike”, una bici pieghevole (fonte: Daily Mail). Sì, d’accordo sono anni che esistono le “folding bike” mi direte ma una bicicletta che si piega così almeno io non l’avevo mai vista, potremmo battezzarla “bicicletta avvolgibile”. In pratica la vostra stessa due ruote diventa una catena, senza che abbiate bisogno di portarvene dietro una, grazie a un sistema che rende il telaio flessibile all’occorrenza.

Che dite, l’idea di Scott – che è già stata premiata con il Business Design Centre New Designer of the Year Award dalla sua università – avrà un futuro? Qualche coraggioso produttore si deciderà a metterla in commercio? Certo chi vive con l’ansia di vedersi rubare la propria bici potrebbe farci un pensiero. Non ci resta che fare i migliori auguri al giovane inventore inglese che ha già dichiarato investirà le 500 sterline di premio per sviluppare il suo progetto. Occhio ai pali quando tra qualche anno andrete in giro, potreste trovarci avvolta una delle biciclette di Kevin Scott!

Foto | © De Montfort University

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Roma, 16 maggio, Race for the Cure, torna la corsa a favore della prevenzione del tumore al seno

pubblicato da Luca Albani

La Race for the Cure – manifestazione nata negli Stati Uniti nel 1982 – si tiene a Roma dal 2000. Già cinquemila partecipanti alla prima edizione e i numeri crescono di anno in anno, dal 2007 questa cinque chilometri benefica di raccolta-fondi si corre anche a Bari e Bologna, con le stesse modalità e lo stesso entusiasmo. È una corsa aperta a tutti, uomini e donne, per sensibilizzare le persone alla prevenzione del tumore del seno:

“Caratteristica principale dell’evento è la presenza delle ‘Donne in Rosa’, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che, per dimostrare l’atteggiamento positivo con cui si confrontano con la malattia, scelgono di rendersi intenzionalmente visibili indossando una maglietta ed un cappellino rosa”.

Tutte le informazioni per partecipare all’evento, il 16 maggio a Roma (l’anno scorso sono stati in 43.000 a partecipare), il 23 maggio a Bari, il 26 settembre a Bologna e il 10 ottobre a Napoli le trovate sul sito internet www.komen.it. “I fondi raccolti sostengono ogni anno progetti concreti nella lotta ai tumori del seno, sia della Susan G. Komen Italia che di altre associazioni”.

Video | You Tube

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Formula 1, la marcia non competitiva all'autodromo di Monza per sostenere la LILT

pubblicato da Luca Albani

Formula Uno Marcia

Mercoledì 2 giugno in coincidenza con la Festa della Repubblica la sezione milanese della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) organizza la 31esima edizione di “Formula 1″. Marcia podistica non competitiva in cui la pista dell’autodromo di Monza e il suo parco saranno “ancora una volta la splendida cornice della tanto attesa iniziativa […]. L’intero ricavato, come consuetudine sarà impiegato a sostegno del prezioso operato che la LILT da sempre espleta nell’ambito della prevenzione, della cura e dell’assistenza a quanti colpiti da questo male”.

Alla marcia, omologata FIASP, è possibile partecipare su quattro distanze: Percorso giallo 2,4 chilometri (anello junior pista), Percorso verde 5,8 chilometri (tracciato integrale della pista); Percorso rosso 9 chilometri (tracciato integrale della pista + percorso sterrato); Percorso blu 14 chilometri (tracciato integrale della pista + percorso sterrato). È previsto anche un “Percorso avventura” organizzato dagli scout per i più piccoli della lunghezza di nove chilometri. Iscrizione 5€, ritrovo ore 8:00. Tutte le informazioni le trovate cliccando qui.

Locandina | 31esima marcia “Formula 1″,

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Perché correre a piedi nudi? Io corro con i sandali Tarahumara

pubblicato da Luca Albani

Corsa e sandali sono incompatibili. Almeno, questo è quello che ho sempre pensato… prima di vedere questo video. L’interesse che negli Stati Uniti si va diffondendo per la corsa a piedi scalzi ha portato gli americani a cercare sempre più nuovi modi di avvicinarsi a questo tipo di corsa. Se una risposta è venuta dall’Italia grazie alla Vibram, un’altra è arrivata dal più vicino Messico. Se il concetto sviluppato dall’altoatesino Robert Fliri è però nuovo e ha necessitato investimenti e ricerca gli artigiani messicani hanno semplicemente adattato a un loro prodotto i nuovi materiali: il risultato? i Tarahumara huaraches.

La comunità di indiani Tarahumara che vivono nel Copper Canyon della Sierra Madre Occidentale dello stato di Chihuahua ha adottato come calzatura un particolare tipo di sandalo che da loro prende appunto il nome Tarahumara e il termine “huaraches” (sandali). Questi indigeni messicani hanno mantenuto le loro abitudini di vita centenarie tradizionali anche per quanto riguarda la mobilità. Non sono “passati” alla scarpa, hanno reinventato i loro sandali costruendoli con materiali di recupero moderni, la suola degli huaraches è fatta con gli pneumatici dei camion, le strisce per fermare il piede di cuoio.

Video | You Tube

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Proseguono le ricerche sulla corsa a piedi nudi, tutti kenyani?

pubblicato da Luca Albani

Eymerich alla corsa senza scarpe vi ha dedicato un post nel 2008 intitolato: correre scalzi è meglio? La domanda torna alla ribalta in questi giorni dopo la divulgazione dei risultati di una ricerca statunitense. Leggo dall’agenzia Reuters infatti di uno studio pubblicato su Nature circa la maggiore efficacia della corsa a piedi nudi rispetto a quella calzata. Alzi la mano chi ha subito pensato agli africani e all’etiopa Abebe Bikila…

Su You Tube uno dei tester della ricerca ha messo a disposizione un video degli esperimenti condotti all’Harvard Skeletal Biology Lab dal team di Daniel Lieberman… D’accordo, difficile capire da queste immagini, ma se effettivamente la corsa a piedi nudi fosse meno soggetta a infortuni – sul fatto che sia più naturale siamo concordi – voi la pratichereste? Quanti di voi corrono con le Vibram Fiveingers ai piedi per esempio?

Video | You Tube

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Libri - manuali di ciclismo in commercio per Natale

pubblicato da Luca Albani

Bikes&Books

Tutti i manuali di ciclismo reperibili in commercio per un bel regalo di Natale. Finito fuori catalogo “Dalla parte del ciclismo”, edito dalla Sperling & Kupfer, – ma un tentativo di trovarlo tra i remainders o su IBS a metà prezzo non guasta mai – e reperibile solo su internet “La vita in salita” delle Edizioni Martina di cui vi ha parlato Carlo nel 2007, ecco i manuali dedicati alla preparazione atletica per il ciclismo che potete trovare in libreria.

Disponibili per ciclisti principianti o professionisti rimangono: “Ciclismo” edito da Giunti Demetra (2009) e “Bicicletta” per la Red! (2008) tra i più recenti e sotto i 10€. Ricordo inoltre “Pedala con il cuore e con la testa” della Ediciclo (2006) a 11,5€ e “Tutti in bici” per i tipi de La Meridiana (2005) in vendita a 16,5€. Che ne dite di segnalarcene altri o consigliarci il migliore fra questi?

Foto | Flickr

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Born to run: nati per correre? Studi, teorie, provocazioni

pubblicato da Luca Albani

correre

Born to run, nati per correre. Tre parole in inglese e in italiano per una sola domanda: siamo davvero per conformazione fisica e storia evolutiva progettati per la corsa? Daniel Lieberman e Dennis Bramble, due studiosi americani, lo sostengono da anni: per procacciarci il cibo abbiamo dovuto modificare il nostro corpo. Obiettivo: correre il più velocemente possibile per un tempo costante. Siamo diventati così “corridori nati” quasi per forza.

“Il lavoro di ricerca intorno alla locomozione umana è stato tradizionalmente controverso,” dice Lieberman. “Come minimo, spero che molte persone grazie a questa teoria si pongano degli interrogativi circa al modo in cui gli esseri umani hanno imparato a correre e a camminare e a perché siamo fatti come siamo.”

In tanti hanno dato credito a Lieberman e Bramble, altri no; due settimane fa un bell’articolo di Repubblica raccontava che sì, sapevamo correre molto bene, però da millenni abbiamo dimenticato come si fa. Secondo l’antropologo australiano Peter McAllister stiamo anzi a malapena recuperando adesso, dopo secoli di semi-sedentarietà, una forma fisica sufficiente: ventimila anni fa i nostri antenati correvano a 37 km/h per raggiungere le proprie prede durante la caccia.

Intanto nel dubbio, scusate, esco per correre.

Foto | Mike Baird by Flickr

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Surfare sulla terra ferma lontano dalle onde

pubblicato da alessandro.giammatteo

Questo è ciò promette l’inventore di questa nuova diavoleria che prende il nome di Loop-In. Stiamo parlando di un nuovo metodo di trasporto che si basa sulle dinamiche del surf e dello skate garantendo le stesse sensazioni che si provano sulle onde. Così su due piedi qualche obiezione si potrebbe fare, ma devo ammettere che sarei molto curioso di provarlo.

Le due grandi ruote si muovono in modo indipendente rispetto alla tavola posta tra di esse permettono di muoversi su quasi tutte le superfici. Le maniglie all’interno delle ruote assicurano la stabilità del passeggero e permettono diverse figure acrobatiche. Stando a quanto affermano i progettisti l’unione tra la tavola e le ruote (gli ammortizzatori che si vedono nelle immagini) dovrebbero garantire la sensazione di spingere continuamente sulle onde. Una sensazione che chi non ha mai fatto surf può non conoscere mentre coloro che hanno assaporato il brivido delle onde che ti sovrastano saranno felici vivere sensazioni analoghe anche lontano dalle spiagge.

Continua a leggere: Surfare sulla terra ferma lontano dalle onde

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Libri - World Stormrider Guide: 80 luoghi per surfare

pubblicato da alessandro.giammatteo

La World Stormrider Guide è, senza mezzi termini, la Bibbia di qualsiasi surfista sulla faccia della terra. In effetti sarebbe meglio dire le Bibbie dato che questa guida si divide in tre volumi l’ultimo dei quali uscito solo pochissimi giorni fa.

I primi due volumi sono stati pubblicati rispettivamente nel 2001 e 2004 ed esauriti in pochissimi mesi. Ogni guida tratta 80 surf spots in giro per il pianeta con tanto di fotografie, informazioni per la sicurezza, sulle possibilità di attacchi di squali, sulle maree, ecc.

Su Surfcorner trovare una interessante intervista all’autore principale di queste guide Antony Colas. Le World Stormrider Guide non sono tradotte nella nostra lingua e quindi è necessario cavarsela con l’inglese in caso decideste di acquistarle. Ma per un surfista viaggiatore che si rispetti non sono certo questi i problemi, figurarsi!

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Apple brevetta un sistema per monitorare i movimenti degli sportivi

pubblicato da alessandro.giammatteo


Pare che Apple, nota azienda Hi-Tech, abbia depositato un brevetto che tra qualche anno potrebbe riguardare molto da vicino chi pratica sport di qualsiasi genere. Ne dà notizia Mela|blog in un post di venerdì 12 giugno.

Il sito AppleInsider ha scovato un documento depositato dall’azienda di Cupertino presso il locale ufficio brevetti. Alla base dello stesso c’è il progetto di un gruppo di sensori, probabilmente derivati o ispirati agli stessi che vengono montati sull’ iPhone, deputati a mappare i movimenti e le evoluzioni dello sportivo che li indossa in modo tale da averne un quadro molto ben dettagliato.

Mela|blog fa notare come il sistema sia, seppur più complesso, abbastanza simile al Nike+ ma non limitato al solo utilizzo per il running. Gli sport coinvolti potrebbero essere davvero innumerevoli: sci, snowboard, skateboard, atletica, surf e tanti altri.

I tempi di realizzazione e successiva commercializzazione, se mai ci sarà, sono al momento sconosciuti data la fase embrionale dell’intero progetto. Ad ogni modo ci pare una buona idea per migliorarsi durante la pratica sportiva.

Foto | AppleInsider

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