venerdì 05 febbraio 2010

Perché correre a piedi nudi? Io corro con i sandali Tarahumara

pubblicato da Luca Albani in: Running Curiosità Studi e Ricerca

Corsa e sandali sono incompatibili. Almeno, questo è quello che ho sempre pensato… prima di vedere questo video. L’interesse che negli Stati Uniti si va diffondendo per la corsa a piedi scalzi ha portato gli americani a cercare sempre più nuovi modi di avvicinarsi a questo tipo di corsa. Se una risposta è venuta dall’Italia grazie alla Vibram, un’altra è arrivata dal più vicino Messico. Se il concetto sviluppato dall’altoatesino Robert Fliri è però nuovo e ha necessitato investimenti e ricerca gli artigiani messicani hanno semplicemente adattato a un loro prodotto i nuovi materiali: il risultato? i Tarahumara huaraches.

La comunità di indiani Tarahumara che vivono nel Copper Canyon della Sierra Madre Occidentale dello stato di Chihuahua ha adottato come calzatura un particolare tipo di sandalo che da loro prende appunto il nome Tarahumara e il termine “huaraches” (sandali). Questi indigeni messicani hanno mantenuto le loro abitudini di vita centenarie tradizionali anche per quanto riguarda la mobilità. Non sono “passati” alla scarpa, hanno reinventato i loro sandali costruendoli con materiali di recupero moderni, la suola degli huaraches è fatta con gli pneumatici dei camion, le strisce per fermare il piede di cuoio.

Video | You Tube

sabato 30 gennaio 2010

Proseguono le ricerche sulla corsa a piedi nudi, tutti kenyani?

pubblicato da Luca Albani in: Running Studi e Ricerca

Eymerich alla corsa senza scarpe vi ha dedicato un post nel 2008 intitolato: correre scalzi è meglio? La domanda torna alla ribalta in questi giorni dopo la divulgazione dei risultati di una ricerca statunitense. Leggo dall’agenzia Reuters infatti di uno studio pubblicato su Nature circa la maggiore efficacia della corsa a piedi nudi rispetto a quella calzata. Alzi la mano chi ha subito pensato agli africani e all’etiopa Abebe Bikila…

Su You Tube uno dei tester della ricerca ha messo a disposizione un video degli esperimenti condotti all’Harvard Skeletal Biology Lab dal team di Daniel Lieberman… D’accordo, difficile capire da queste immagini, ma se effettivamente la corsa a piedi nudi fosse meno soggetta a infortuni – sul fatto che sia più naturale siamo concordi – voi la pratichereste? Quanti di voi corrono con le Vibram Fiveingers ai piedi per esempio?

Video | You Tube

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lunedì 14 dicembre 2009

Libri - manuali di ciclismo in commercio per Natale

pubblicato da Luca Albani in: Ciclismo Libri & Riviste Biciclette Studi e Ricerca

Bikes&Books

Tutti i manuali di ciclismo reperibili in commercio per un bel regalo di Natale. Finito fuori catalogo “Dalla parte del ciclismo”, edito dalla Sperling & Kupfer, – ma un tentativo di trovarlo tra i remainders o su IBS a metà prezzo non guasta mai – e reperibile solo su internet “La vita in salita” delle Edizioni Martina di cui vi ha parlato Carlo nel 2007, ecco i manuali dedicati alla preparazione atletica per il ciclismo che potete trovare in libreria.

Disponibili per ciclisti principianti o professionisti rimangono: “Ciclismo” edito da Giunti Demetra (2009) e “Bicicletta” per la Red! (2008) tra i più recenti e sotto i 10€. Ricordo inoltre “Pedala con il cuore e con la testa” della Ediciclo (2006) a 11,5€ e “Tutti in bici” per i tipi de La Meridiana (2005) in vendita a 16,5€. Che ne dite di segnalarcene altri o consigliarci il migliore fra questi?

Foto | Flickr

giovedì 29 ottobre 2009

Born to run: nati per correre? Studi, teorie, provocazioni

pubblicato da Luca Albani in: Running Studi e Ricerca

correre

Born to run, nati per correre. Tre parole in inglese e in italiano per una sola domanda: siamo davvero per conformazione fisica e storia evolutiva progettati per la corsa? Daniel Lieberman e Dennis Bramble, due studiosi americani, lo sostengono da anni: per procacciarci il cibo abbiamo dovuto modificare il nostro corpo. Obiettivo: correre il più velocemente possibile per un tempo costante. Siamo diventati così “corridori nati” quasi per forza.

“Il lavoro di ricerca intorno alla locomozione umana è stato tradizionalmente controverso,” dice Lieberman. “Come minimo, spero che molte persone grazie a questa teoria si pongano degli interrogativi circa al modo in cui gli esseri umani hanno imparato a correre e a camminare e a perché siamo fatti come siamo.”

In tanti hanno dato credito a Lieberman e Bramble, altri no; due settimane fa un bell’articolo di Repubblica raccontava che sì, sapevamo correre molto bene, però da millenni abbiamo dimenticato come si fa. Secondo l’antropologo australiano Peter McAllister stiamo anzi a malapena recuperando adesso, dopo secoli di semi-sedentarietà, una forma fisica sufficiente: ventimila anni fa i nostri antenati correvano a 37 km/h per raggiungere le proprie prede durante la caccia.

Intanto nel dubbio, scusate, esco per correre.

Foto | Mike Baird by Flickr

martedì 28 luglio 2009

Surfare sulla terra ferma lontano dalle onde

pubblicato da alessandro.giammatteo in: Surfing Skateboard Studi e Ricerca

Questo è ciò promette l’inventore di questa nuova diavoleria che prende il nome di Loop-In. Stiamo parlando di un nuovo metodo di trasporto che si basa sulle dinamiche del surf e dello skate garantendo le stesse sensazioni che si provano sulle onde. Così su due piedi qualche obiezione si potrebbe fare, ma devo ammettere che sarei molto curioso di provarlo.

Le due grandi ruote si muovono in modo indipendente rispetto alla tavola posta tra di esse permettono di muoversi su quasi tutte le superfici. Le maniglie all’interno delle ruote assicurano la stabilità del passeggero e permettono diverse figure acrobatiche. Stando a quanto affermano i progettisti l’unione tra la tavola e le ruote (gli ammortizzatori che si vedono nelle immagini) dovrebbero garantire la sensazione di spingere continuamente sulle onde. Una sensazione che chi non ha mai fatto surf può non conoscere mentre coloro che hanno assaporato il brivido delle onde che ti sovrastano saranno felici vivere sensazioni analoghe anche lontano dalle spiagge.

Continua a leggere: Surfare sulla terra ferma lontano dalle onde

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giovedì 09 luglio 2009

Libri - World Stormrider Guide: 80 luoghi per surfare

pubblicato da alessandro.giammatteo in: Surfing Studi e Ricerca

La World Stormrider Guide è, senza mezzi termini, la Bibbia di qualsiasi surfista sulla faccia della terra. In effetti sarebbe meglio dire le Bibbie dato che questa guida si divide in tre volumi l’ultimo dei quali uscito solo pochissimi giorni fa.

I primi due volumi sono stati pubblicati rispettivamente nel 2001 e 2004 ed esauriti in pochissimi mesi. Ogni guida tratta 80 surf spots in giro per il pianeta con tanto di fotografie, informazioni per la sicurezza, sulle possibilità di attacchi di squali, sulle maree, ecc.

Su Surfcorner trovare una interessante intervista all’autore principale di queste guide Antony Colas. Le World Stormrider Guide non sono tradotte nella nostra lingua e quindi è necessario cavarsela con l’inglese in caso decideste di acquistarle. Ma per un surfista viaggiatore che si rispetti non sono certo questi i problemi, figurarsi!

lunedì 15 giugno 2009

Apple brevetta un sistema per monitorare i movimenti degli sportivi

pubblicato da alessandro.giammatteo in: Attrezzatura Studi e Ricerca


Pare che Apple, nota azienda Hi-Tech, abbia depositato un brevetto che tra qualche anno potrebbe riguardare molto da vicino chi pratica sport di qualsiasi genere. Ne dà notizia Mela|blog in un post di venerdì 12 giugno.

Il sito AppleInsider ha scovato un documento depositato dall’azienda di Cupertino presso il locale ufficio brevetti. Alla base dello stesso c’è il progetto di un gruppo di sensori, probabilmente derivati o ispirati agli stessi che vengono montati sull’ iPhone, deputati a mappare i movimenti e le evoluzioni dello sportivo che li indossa in modo tale da averne un quadro molto ben dettagliato.

Mela|blog fa notare come il sistema sia, seppur più complesso, abbastanza simile al Nike+ ma non limitato al solo utilizzo per il running. Gli sport coinvolti potrebbero essere davvero innumerevoli: sci, snowboard, skateboard, atletica, surf e tanti altri.

I tempi di realizzazione e successiva commercializzazione, se mai ci sarà, sono al momento sconosciuti data la fase embrionale dell’intero progetto. Ad ogni modo ci pare una buona idea per migliorarsi durante la pratica sportiva.

Foto | AppleInsider

lunedì 08 giugno 2009

Un seminario sui "Bike Resort" a Sestola

pubblicato da alessandro.giammatteo in: Mtb Studi e Ricerca


I primi Bike Resort sono stati realizzati negli anni novanta in America e in Canada ed in seguito si sono diffusi in molte località montane europee per destagionalizzare l’offerta turistica e utilizzare gli impianti di risalita anche durante la stagione estiva. I Bike Park, comprensori attrezzati e interamente dedicati alla pratica della mountain bike, sono ormai diventati una voce importante nei bilanci di alcuni comprensori sciistici americani ed europei. Sono inoltre assolutamente apprezzati dai moltissimi praticanti di mountain bike che possono dunque sbizzarrirsi in aree a loro appositamente destinate.

Sabato 13 giugno, in occasione del Cimone Bike Festival 2009 che si svolgerà a Sestola dal 12 al 14 giugno l’Associazione Mountain Bike Italia (AMI) organizza il seminario dal titolo “Come un Bike Resort può generare una ricaduta economica per il territorio?”.

L’incontro è rivolto è rivolto ad istruttori di MTB, Associazioni sportive, Enti Locali, GAL, Consorzi turistici, Imprese ricettive, Associazioni di Categoria (agricoltori, artigiani, commercianti) ma può risultare interessante anche per il semplice sportivo che desidera capire meglio il funzionamento di una struttura del genere. Come case history sarà presentata l’esperienza del Cimone dove dall’anno scorso è in funzione il Cimone Bike Park una struttura tra le più apprezzate dai bikers italiani.

Foto | Flickr

martedì 26 maggio 2009

Windsurf per tutti grazie ad una nuova invenzione made in Italy

pubblicato da alessandro.giammatteo in: Attrezzatura Video Campania Windsurf Studi e Ricerca

Nato a Torre del Greco 35 anni fa l’ingegnere Dario Oliviero è l’autore di un brevetto che consente a tutti di veleggiare fin dalla prima lezione di windsurf. Il progetto è stato pubblicizzato anche sulle riviste specializzate americane ed ha riscontrato pareri entusiastici anche dall’inventore del windsurf Jim Drake.

In soldoni l’ iDO, questo il nome dell’invenzione, è una sorta di piede per il boma del windsurf. Un accessorio del peso di un 1,3 kg, che può essere montato praticamente su tutte tavole con solo 4 viti. L’ iDO permette alla vela di stare sollevata dall’acqua limitando l’angolo di oscillazione della stessa. La vela può essere spostata come si vuole ma quando si commette qualche errore e sta per cadere in acqua viene bloccata dall’ iDO. In pratica è una sorta di maestro che interviene solo quando si commettono degli errori e comunque quando la vela si allontana troppo dalla posizione corretta.

Se volete saperne di più circa questa interessante innovazione potete leggere un’intervista fatta direttamente all’inventore Dario Oliviero oppure consultare il sito ufficiale.

mercoledì 08 aprile 2009

Allenare i muscoli della mano, del polso e del braccio

pubblicato da alessandro.giammatteo in: Varie Attrezzatura Gadget Studi e Ricerca


I praticanti di sport quali tennis, arrampicata, canottaggio, golf, sci, nuoto e molti altri sanno quanto sia importante tenere in allenamento costante i muscoli della mano, del polso e del braccio. In queste discipline chi più chi meno giova nell’avere sicurezza e forza in questi muscoli. Dagli Stati Uniti arriva un dispositivo che serve proprio ad allenare queste zone consentendo di aumentare la forza della mano.

Il Powerball è una pallina che consente di allenarsi comodamente in casa. Sembra una semplice pallina in plastica ma sfrutta al suo interno uno strumento di precisione: il giroscopio. Questo, quando messo in movimento, è capace di raggiungere una velocità di oltre 16.000 giri e sviluppare una forza di oltre 12 Kg. Stando alle dichiarazioni del produttore pare che il Powerball incrementi la capacità di movimento dei muscoli estensori e flessori del polso, favorendo la circolazione del sangue, rinforzando i legamenti e diminuendo il rischio di infortuni causati dagli sport. Inoltre previene gli stress muscolari dei pianisti e dei dattilografi e aiuta a prevenire la sindrome del tunnel carpale.

Il bilanciamento del rotore è stato tarato con l’ utilizzo del computer per garantirne una stabilità eccellente. Le dimensioni sono appena inferiori a quelle di una pallina da tennis misurando 7,1 cm di diametro. Il peso è di 270 grammi circa. Dopo la pausa un video sul suo utilizzo e alcuni consigli su come usarlo.

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