Un ibrido curioso questo, senz’altro assimilabile al kite. Si chiama Snowfer la disciplina, windsurf sulla neve (o sul ghiaccio). Sul sito Snowfer scopro che la patria di questo sport è, guarda caso, il Canada. Lo scorso febbraio si è svolto anche un raduno con seminari e prove gratuite. Per il prossimo anno tenetevi liberti.
L’Associazione “Parapendisti dello Stretto” ha installato a Bagnara calabra una nuova stazione anemometrica. La centralina fa parte della rete di rilevatori del vento di Eolonline, un progetto che conta già 40 dispositivi posizionati in tutta Italia.
La mappa la trovate qua: Eolonline.it, mentre a questo indirizzo trovate la pagina collegata con l’anemometro di Bagnara di ultimissima installazione. I dati che potete osservare sono quelli relativi a intensità e direzione del vento, temperatura e storico delle rilevazioni.
Chiunque può consultare le centraline, anche senza una connessione ad Internet, basta semplicemente comporre il numero telefonico associato all’apparecchio (che integra un risponditore automatico GSM) e ascoltare il messaggio vocale contenente le informazioni meteo elaborate. La notizia farà felice velisti, windsurfisti e kitesurfisti, ma anche gli appassionati di deltaplano o parapendio. Purtroppo non tutte le località sono a libero accesso di chiamata, infatti alcune di esse possono essere consultate solo dopo abilitazione del numero telefonico dell’utente chiamante.

Non vorrei distogliere troppo la giustificatissima attenzione dei nostri lettori dalle Olimpiadi invernali di Vancouver, ma volevo avvisare tutti gli appassionati di nautica che, dal 20 al 28 febbraio 2010, ci sarà il consueto appuntamento con “Big Blue”, presso i padiglioni della Fiera a Roma.
Si tratta della quarta edizione della rassegna dedicata ai professionisti e agli appassionati di attività acquatiche come il diporto nautico e la pesca, una delle più importanti manifestazioni di questo genere a Roma da quando la fiera del mare si è trasferita a Genova.
Segnalo agli interessati che, sul sito http://www.big-blu.it, si può acquistare il biglietto online che da diritto all’accesso alla fiera per due giorni, all’utilizzo dei mezzi pubblici di Roma per un giorno intero e a 4 euro di sconto sugli acquisti fatti nei punti di ristoro della Fiera.
Il “race”, ovvero ciò che più si avvicina alla regata nel kitesurf, sembra essere la novità più interessante su cui molti brand stanno puntando per i materiali del 2010. Quella dedicata al Pro Racing è una tavola che consente di risalire il vento iniziando a planare già da otto nodi di vento.
Questa tavola è la più planante mai sviluppata per i kite per bolinare velocemente con un minimo sforzo. Proprio per questo, e per non rinunciare alla classica uscita domenicale solo perchè magari il vento scarseggia, credo che ne vedremo sempre di più in circolazione, tanto che sarà la vera e incontrastata “arma” da vento leggero.
È dotata di 3/4 pinne di misura di circa 15/27 cm ed è una tavola monodirezionale, con poppa larga.
Le misure: 157×41,5 - 163×45 - 170×46 - 180×50. Sono tavole con un discreto volume e in particolare hanno la doppia pinna sulla poppa. Le strap sono da due in linea, a quattro tipo windsurf, ampio il pad per facilitare il cambio di mure durante le strambate.
Una delle destinazioni dell’Egitto più famose per il vento è Marsa Alam. Quasi al confine con il Sudan, Marsa Alam è una delle zone meno frequentate e ancora vergini del Mar Rosso e sicuramente tra quelle più incontaminate della costa egiziana.
Partenza sabato 7 novembre. Destinazione villaggio Emerald Lagoon inaugurato a maggio 2009. “Più si va al sud dell’Egitto e più il vento è forte e costante” mi dicono gli esperti, e poi da ottobre a marzo sembra essere il periodo più ventoso.
Dopo 4 ore di volo si arriva all’aeroporto di Marsa Alam dove ci aspetta un’altra ora di pullman (il villaggio si trova 90 km a sud in direzione Sudan..).
Due parole sulla compagnia aerea: non volate con Blu Panorama! Hanno le tariffe extra bagaglio più alte in assoluto; non c’è trsparenza (in agenzia ti dicono 150 € a tratta per il trasporto extra, ma poi applicano tariffe casuali: ho visto far pagare dalle forfettarie 50 euro per una sacca “Pat Love” a 10 euro al kg per i ragazzi della scuola di kite “Xkite” che hanno dovuto sborsare ben 300 euro!).
All’arrivo ci accoglie il clima che ti aspetti: 32 gradi secchi e ventilati. Ci voleva.
Il villaggio è una bomboniera: nuovo, completo di tutto, con un salone da pranzo in vetro e legno in una posizione stupenda, con vista sulla baia e sullo spot per il kite. Sorge praticamente attaccato al Blue Lagoon, che a sua volta confina con il Dream Lagoon. E’ più tranquillo degli altri due in quanto l’animazione non c’è (bisogna spostarsi) e sembra proprio essere orientato principalmente allo sport: kitesurf, immersioni, canoa, ecc..
Continua a leggere: Kitesurf in Egitto: Blue Lagoon (Marsa Alam) report.
La stagione snowkite 2009/2010 è ormai iniziata e questo video potrebbe rivelarsi molto utile per tutti gli amanti del freeride che sono soliti risalire le montagne con l’ausilio di una vela da snowkite, per poi scendere liberamente con gli sci o con lo snowboard portando la vela comodamente sulle spalle.
La sensazione è di pura libertà (la vela infatti pesa pochissimo una volta piegata e messa nell’apposito zainetto) ma a volte l’operazione di ripiegatura è resa particolarmente complicata dal vento forte.
Questo video spiega come fare ad eseguire questa operazione in completa sicurezza.
Per chi mastica poco l’inglese, l’importante è capire che per prima cosa, una volta atterrata l’ala con l’ausilio dell’apposita maniglia/freno, bisogna assicurarla tramite questa maniglia che depotenzia l’ala al terreno (basta piantare gli sci o la tavola sulla neve) e poi, visto che col vento forte l’ala continuerebbe a fluttuare o magari ad arrotolarsi su se stessa, bisogna tirarla a se velocemente tramite una back line.

Un problema comune a tutti i kiters che decidono di andare in vacanza è quello di pagare l’extra bagaglio alla compagnia aerea per il trasporto dell’attrezzatura. Qualcuno ha così pensato che, potendo mettere tutto in valigia si eviterebbe il pesante balzello (la Blu Panorama chiede 150 euro a tratta!). Per gli aquiloni non ci sarebbero problemi in quanto piegati stanno perfettamente in una valigia, ma la tavola? Le più piccole sono lunghe 125 cm e una valigia arriva al massimo a 80 cm..
Così la Hydro anche per il 2010 proprone “Maya”, tavola dedicata al FREE-RIDE, per planare senza problemi.
Realizzata in 3 pezzi, nello specifico : 2 compongono outline della tavola ed il 3 pezzo serve da placca per assemblare gli altri 2. Questo allo scopo di rendere la tavola comodamente trasportabile, ma allo stesso tempo mantiene caratteristiche di flex di una normale tavola, grazie alla sua anima in legno e hai fianchi in ABS. Che ne pensate di questa soluzione?
Matteo Miceli, il recordman mondiale di traversata atlantica con catamarano sportivo è in partenza per la sua nuova Roma Ocean World 2009-2013, ovvero il giro del mondo in solitaria da Roma a Roma, senza scalo, senza assistenza e in completa autonomia energetica.
Il suo progetto ha avuto l’onore dell’interessamento del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che ha presenziato oggi, nella sede di Palazzo Valentini alla presentazione del tour: “È una sfida che contiene il rapporto giusto tra uomo e natura. Noi non vogliamo solo sostenere Matteo in questa avventura, ma anche nel suo prosieguo con l’attività formativa nelle scuole, soprattutto quelle costiere, affinché arrivi ai giovani un messaggio vincente e sia data loro l’opportunità di acquisire questa mentalità”.
Sono state queste le parole del Presidente, che ha ricordato che il progetto Roma Ocean World 2009-2013 coinvolgerà anche tutti coloro i quali siano interessati al rispetto dell’ambiente, attraverso una serie di eventi “a terra”.
Foto | ItaliaVela.it
Continua a leggere: Roma Ocean World, il giro del mondo sulla barca ecologica

Zac Sunderland è il più giovane velista ad aver concluso il giro del mondo in solitaria. Una settimana fa è attraccato a Marina del Rey in California da dove era partito nel giugno 2008 quando di anni ne aveva sedici. Dopo 400 giorni di navigazione con la sua “Intrepid” ha battuto il precedente primato, dell’australiano David Dicks, che nel 1996 concluse la sua impresa all’età di diciotto anni.
Zac ha affrontato innumerevoli difficoltà ma due sono stati i suoi crucci: la rottura del timone e la stanchezza. È rimasto sveglio anche 48 ore di fila dormendo solo un’ora quando affidava al pilota automatico tutti i comandi dell’imbarcazione. Al largo dell’Indonesia poi ha vissuto momenti di apprensione perchè minacciato dai pirati.
Il suo sogno ora, oltre a riposarsi e rilassarsi con la sua famiglia e amici, è conquistare l’Everest o attraversare l’Antartide. Davvero un ragazzino terribile questo Zac!
Via | repubblica.it
Foto | gizara arts

Il vostro GPS nautico ha più di 5 anni e non ha la cartografia digitale? State pensando di acquistare un modello nuovo dotato di questa caratteristica? Prima di buttare il vecchio navigatore, leggete quanto segue, perchè vi spiegherò come tramutare il vostro GPS non cartografico in un sistema completo di georeferenziazione. Oltre al GPS completo di antenna (qualora non fosse integrata) e cavo di alimentazione, dovrete utilizzare un pc, un software di georeferenziazione, uno scanner, un adattatore seriale-usb (non è detto che serva), un cavo NMEA-RS232 (seriale) e una batteria al piombo.
Non fatevi spaventare dai nomi criptici degli standard dei cavi o dai pensieri su dove reperire certi materiali, perchè tutto è molto più difficile a dirsi che a farsi. La prima cosa da fare è reperire il cavo di interfaccia con il PC, che su Internet si trova ancora facilmente e a basso costo (circa 38 dollari). In realtà tale cavo può essere opportunamente realizzato a partire dal cavo di alimentazione del GPS stesso, ma dovreste avere un pizzico di dimestichezza in più con le saldature elettriche.
Senza stare ad addentrarci sugli standard NMEA delle apparecchiature nautiche digitali, il cavo in questione va dalla presa sul retro del nostro GPS (connettore rotondo a vite) e finisce con due terminazioni: una è la femmina su cui bisogna innestare il cavo di alimentazione (quello in dotazione), l’altra è il maschio del connettore seriale (RS-232) del PC. Se non avete più le porte COM sul vostro pc, potete utilizzare un adattatore da seriale a USB, che si trova in qualunque negozio di informatica e costa pochi euro.
Continua a leggere: GPS, i vecchi modelli non sono da buttare