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Windsurf

La filosofia degli sport estremi

pubblicato da Lorenzo Gennari in: Varie Parapendio Windsurf Kitesurf

In scooter con kitetesurf, parapendio e attrezzatura da sub
Che cosa è uno sport estremo? Non è una domanda cui è facile rispondere. Questo perché, intanto, non è del tutto pacifico stabilire le regole minime necessarie perché una certa attività possa essere ricompresa tra gli sport; ricordo che il tennis ha fatto l’anticamera per entrare alle Olimpiadi, così il windsurf, così il ping pong, mentre altre nobili competizioni sono ancora in lista di attesa.

Se poi questo sport deve meritare l’appellativo di “estremo” cominciano i dolori. Si va dal semplicistico “fatto per pochi”, al fanatismo della attività “ad elevato rischio”, passando per l’acronimo “sport PPP”, che sarebbe “per pochi pazzi” e continuando con quelli a sponsorizzazione efficace come “sport NO LIMITS”. Sport estremo è, invece, anzi anche, semplice amore incondizionato per quello che fai, costi quel costi, anche quando ci sia da sopportare sfide sovrumane e calcolate dosi di rischio.

In effetti il vero sport estremo non è quello praticato, ma tutto ciò che è necessario affrontare per farlo, come vuoi tu, dove vuoi tu. Ad esempio, un’immersione significa, prima di ogni altra cosa, portare a spasso 50 chili fra piombi, bombole e attrezzature varie, sempre senza contare che pure l’aria compressa all’interno ha il suo peso, quattro chili per bombola standard. Calza la muta, leva la muta, tutto questo è sport, quasi all’estremo, ma del masochismo.

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Sahara Occidentale, fare kitesurf a Dakhla tra le dune del deserto

pubblicato da Lorenzo Gennari in: Turismo Windsurf Kitesurf

Kitesurf alla duna bianca a Sud di Dakhla nel pieno deserto del Sahara
Maggio è il mese giusto per iniziare a scegliere la meta per le proprie vacanze estive, pertanto è anche il periodo migliore per dare consigli a chi viaggia inseguendo il vento con la propria attrezzatura sportiva. Se, ad esempio, siete alla ricerca di un posto dove fare un vera full-immersion di kitesurf, senza pensare ad altro, Dakhla è quello che fa per voi. Io ci sono stato ad agosto 2011 e, visto il successo del report su Mykonos del 2009, cercherò di dare nuovamente tutte le dritte possibili a chi sta pensando di organizzare un viaggio in questo splendido spot tra le dune del deserto.

Premesso che a nessuno dovrà venire in mente di andare a Dakhla in compagnia di persone che non amano gli sport con la tavola o che pensano di stare in spiaggia sotto l’ombrellone, vi dico subito che anche voi dovrete procurarvi una buona dose di spirito di adattamento. Il vento e le maree, infatti, v’impediranno di stare sdraiati a riva a guardare gli altri mentre vi riposate.

Dakhla si trova in una regione del Nordafrica sotto occupazione marocchina. Ex colonia spagnola con il nome di Villa Cisneros (riferimento mantenuto nel codice aeroportuale “VIL”), il territorio è conteso tra Marocco e Fronte Polisario, un’organizzazione politica di stampo militare che ne ha dichiarato l’indipendenza proclamando la Repubblica Democratica Araba Sahraui. Il consiglio che mi sento di darvi è quello di non entrare mai nella questione con la popolazione locale, cercando di assecondare sia chi ritiene Dakhla una città marocchina, sia chi la ritiene una città sahariana. Sebbene nessuno Stato abbia riconosciuto formalmente l’annessione del Sahara Occidentale da parte del Marocco, vedrete vessilli marocchini un po’ ovunque, esibiti con orgoglio, quasi a voler marcare il territorio.

Il cartello che indica l'arrivo alla Duna Bianca e il limite dell'alta marea. Oggi non c'è più, è stato abbattutto dal ventoTramonto sulla lagunaLa sala da pranzo dell'Ocean VagabondQuestioni logistiche per i bagagli ingombranti del kitesurf

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Dicembre a Tahiti a fare windsurf, Natale sulle onde

pubblicato da Luca Albani in: Curiosità Windsurf

Windsurf a Tahiti; mentre noi prepariamo la nostra attrezzatura di snowkite c’è chi come Lolo si gode (su Vimeo non sembrano i ricordi di una vacanza meravigliosa ma proprio i filmati di uno che ci vive o almeno ci torna spesso, nella Polinesia Francese, cliccate qui per vedere tutti i suoi video) Tahiti. Sarò stato contagiato dal post di Trab sul surf alle Maldive? A ogni modo mette allegria.

Video | Lolo T.77 by Vimeo

Roma Event-one: il weekend dedicato agli sport acquatici e on-the-beach in scena dal 29 settembre al 2 ottobre

pubblicato da Trab in: Windsurf


Sul litorale laziale il weekend interamente dedicato agli sport acquatici e on-the-beach in scena dal 29 settembre al 2 ottobre. Location della rassegna Roma Event-One sarà “La Rambla”, stabilimento immerso nella riserva naturale di Maccarese (Fiumicino), che ospiterà una serie di contest, demo e party dedicati agli appassionati di surf, skate, windsurf, kitesurf, sup, beach volley, beach tennis e indoboard.

In programma per il weekend, il contest di SUP che metterà in palio un premio davvero speciale: una settimana di surf camp all’interno della Quiksilver Boardriders House, l’esclusivo sport centre situato a Hossegor (Landes, Francia), cuore pulsante del surf europeo. Durante la Quiksilver Boardriders Tour, sarà possibile vivere un’esperienza indimenticabile accanto allo staff e ai pro dei Team Quiksilver, Roxy, DC e Moskova.

E-vento: Il gran finale in Sardegna dell'evento win-kite surf

pubblicato da Trab in: Eventi Film & documentari Windsurf Kitesurf

Ecco il trailer di E-vento il mega raduno della tavola che si è tenuto sul golfo dell’Asinara. Windsurf, kitesurf e paddlesurf hanno affollato la spiaggia di Badesi dall’8 all’11 settembre. Numerose le gare svolte: kitesurf e windsurf disciplina race, kitesurf cross, windsurf cross, freestyle kitesurf e windsurf freestyle tow in, windsurf trainati dalle moto d’acqua. Per dare un’occhiata ai vincitori potete cliccare qui.

E...vento 8, 9, 10, 11 settembre alla Spiagga di Badesi, Golfo Dell'Asinara

pubblicato da Trab in: Eventi Competizioni Windsurf Wakeboard



La Sardegna è terra di mare e di vento. Meta amatissima da praticanti del windsurf e del kite. Ed è il Golfo dell’Asinara che ospiterà la manifestazione sportiva E..vento che di anno in anno è divenuto un appuntamento fondamentale in Europa, per chi è alla ricerca di onde da cavalcare, anteprime dai marchi di settore, gare acquatiche ed ottima musica, nonché tutte le novità relative al mondo degli action sport acquatici, come windsurf, kitesurf o paddlesurf.

Sulle bianche spiagge di Badesi dall’8 all’11 settembre verrà allestito il più grande villaggio del Surf italiano con stand, gazebo, palchi, strutture sportive e tensostrutture dedicate ai diversi team che si sfideranno in svariate gare amatoriali aperte a tutti come la celebre long distance.

Spazio anche alle competizioni dove si confronteranno grandi campioni internazionali assieme agli amatori. Il montepremi ragguardevole è di 12.000 euro per i vincitori dei raduni di Kite e Wind-Crossing , Pro-am Race (prova di velocità), Kite’n'Stile e Wind’n'Style (sessioni di freestyle), Paddlebattle (slalom parallelo) e Down wind s.u.p. (long distance a favore di vento).

E...vento 8, 9, 10, 11 settembre alla Spiagga di Badesi, Golfo Dell'AsinaraE...vento 8, 9, 10, 11 settembre alla Spiagga di Badesi, Golfo Dell'AsinaraE...vento 8, 9, 10, 11 settembre alla Spiagga di Badesi, Golfo Dell'Asinara

Alberto Tomba tra gli insospettabili del windsurf

pubblicato da Lorenzo Gennari in: Curiosità Personaggi Windsurf

Robby Naish e Alberto Tomba insiemeQuesta mattina, mentre sfogliavo una vecchia rivista di windsurf, mi sono imbattuto in una foto che mi ha davvero stupito. In un piccolo riquadro in basso, all’interno di un servizio che ripercorreva i 20 anni di storia della rivista, c’erano Alberto Tomba e Robby Naish sulla spiaggia, insieme. La didascalia non lascia dubbi: Albertone, dopo aver praticato nuoto, tennis, pallacanestro, calcio e soprattutto dopo aver sfondato nello sci, negli anni ‘90 ha incontrato zio Robby e ha imparato ad andare sul windsurf proprio da lui. Si è concesso una vacanza alle Hawaii e ha provato l’ebbrezza della planata a pelo d’acqua.

Sapevo che il windsurf avesse contagiato, in passato, personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, da Lucio Battisti che, dopo aver imparato a veleggiare, acquistò tutta l’attrezzatura, dedicando al windsurf un suo brano all’interno dell’album “E già (1982)” a Edoardo Vianello, che intitolò addirittura un album al windsurf (sempre nel 1982). Come dimenticare poi Oscar Mammì, il ministro che portò in tv tavola, vela e quant’altro e illustrò a Pippo Baudo i rudimenti della disciplina, appresi durante una vacanza all’isola d’Elba.

Tra gli insospettabili praticanti di questo sport, ci sono inoltre diversi nuotatori: Massimiliano Rosolino, Federica Pellegrini e Luca Marin, ospiti per diverse estati consecutive dei centri windsurf di Porto Pollo in Sardegna. Ho visto personalmente i progressi di Massimiliano, che da un anno all’altro è passato dal recupero della vela alla planata con trapezio e piedi negli strap. L’ho incrociato in acqua diverse volte, mentre degli altri ho letto sulle riviste di qualche anno fa.

E voi, avete scovato altri insospettabili?

Materiali, come è fatta una tavola da windsurf

pubblicato da Lorenzo Gennari in: Attrezzatura Windsurf

Come è fatta una tavola da windsurf
Ve lo siete mai chiesti? Forse la maggior parte degli esperti windsurfisti che cambia attrezzatura quasi ogni anno potrebbe essere annoiata dall’argomento, ma scommetto che più del 50 per cento dei praticanti non sappia assolutamente come sia fatta una tavola da windsurf. Facciamo subito una distinzione di massima: l’intera produzione mondiale, se si escludono le tavole scuola in polietilene che comunque stanno lentamente scomparendo, si divide in due tipologie di costruzione: le tavole stampate a gusci accoppiati e i cosiddetti sandwich.

Le prime sono realizzate con un processo di riscaldamento (termoformazione) di due fogli di una resina denominata “ASA” (chimicamente definita come “Polimero Acrilonitrile - Stirene - Acrilato) che vengono poi assemblati con una sagoma di polistirolo interna ai due gusci e rinforzati con dei lenzuoli di tessuto di vetro impregnato di resina (laminazione). Un esempio di tavola realizzata in questo modo è la classica “Bic” che trovate da Decathlon, anche per il surf (il famosissimo “plasticone”).

Il sandwich invece si differenzia dal primo sistema perchè è una tecnica sottovuoto. Si tratta sempre di due stampi che si chiudono sopra il polistirolo e di vari strati di tessuto in carbonio, kevlar o vetroresina, ma tra di essi, viene inserito un materiale che funge da distanziale e che aumenta alcune caratteristiche meccaniche. A seconda della casa produttrice, nel sandwich (adesso forse avete capito il perchè di questo termine) questo materiale può essere rappresentato da: “Airex”, “Termanto”, “Nomex” o altro. Qualunque sia la scelta, il grande svantaggio di questi inserti è che racchiudono un non trascurabile volume di aria, da compensare in caso di pressioni esterne variabili (ecco il motivo per cui queste tavole hanno una valvola sulla coperta).

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Nike Cash For Tricks 2011: money for trick

pubblicato da Trab in: Eventi Video Windsurf

Nike 6.0 CASH FOR TRICKS - TRAILER 2011 from Nike 6.0 on Vimeo.

Scostandosi dai classici standard dei contest di surf, Nike 6.0 Cash for Tricks prende ispirazione dal popolare format di skate che premia immediatamente il vincitore del migliore “mind blowing” trick con soldi in contanti.

Iniziata sulle famose coste francesi, la nuova edizione di Nike Cash for Tricks si prepara ad invadere anche i “best spot” di Portogallo, Inghilterra e Spagna con 5 tappe eliminatorie e una grande finale.

La scorsa edizione ha visto molti grandi surfisti tornare a casa a tasche piene, dal francese Joan Duru fino al brasiliano Gabriel Medina, da Reubyn Ash (GBR) a Brent Dorrington (AUS). Le tappe dopo il salto.

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Il trapezio da windsurf, una lunga storia

pubblicato da Lorenzo Gennari in: Attrezzatura Windsurf

Tutti i trapezi da windsurf della storiaIl trapezio da windsurf è oggi un accessorio praticamente indispensabile per chi plana con le tavole a vela sull’acqua. Nessuno, nemmeno i freestyler, si sognerebbe mai di andare senza. Eppure, in passato, molti surfer hanno snobbato l’attrezzo bollandolo come inutile e pericoloso. Certo è che, a vedere i primi prototipi di trapezio, non viene da dare tutti i torti a chi preferiva continuare a veleggiare senza imbrago.

I primi a presentare questo accessorio sono stati gli hawaiani che, nel 1976, ai campionati mondiali di windsurf, sfoggiavano corpetti dotati di gancio d’acciaio rivolto verso il basso, molto simile a quello utilizzato oggi (foto in alto a sinistra). La fascia, più che ventrale, era “ascellare” poichè passava appena sotto le braccia. Per un breve periodo, dato il successo del sistema di ritenuta, qualche ditta realizzò il gancio in plastica dura, ma questo materiale si rivelò subito poco adatto alle forti trazioni a cui doveva essere sottoposto.

In realtà, qualcosa di simile al tipico trapezio “a seggiolino” era stata inventato un anno prima da Manfred e Jurgen Charchulla che, nel 1975 avevano attraversato lo stretto della Manica su una tavola a vela utilizzando una cintura di cuoio molto larga che veniva collegata, tramite un cimetta, ad uno strozzascotte sul boma (foto in basso a sinistra). Questo sistema era giudicato molto più sicuro e comodo (la cintura passava poco sopra il sedere) dai surfisti dell’epoca, ma aveva l’inconveniente che per l’aggancio si doveva togliere una mano dal boma.

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