
La decisione di dare a Pechino l’onere e l’onore dell’organizzazione delle
Olimpiadi 2008 è stata una scelta coraggiosa anche se le motivazioni economiche che ne stanno alla base non sono certo un mistero.
Pare però di ritornare alle olimpiadi di
Los Angeles del 1984 in cui la guerra fredda aveva più importanta dello sport stesso. Dopo le impegnative che il comitato inglese ha fatto firmare ai suoi atleti per non esprimere giudizi riguardo alle politiche cinesi, ora è l’inquinamento della metropoli cinese che mette a repentaglio la salute degli atleti.
La notizia infatti è che il campione etiope Haile Gebrselassie ha scelto di non predere parte alla maratona a causa dell’aria troppo inquinata di Pechino che lo vedeva come uno dei favoriti per l’oro.
Haile Gebrselassie, attuale primatista sulla distanza con 2 ore, 4 minuti e 26″ teme che l’aria di Pechino pregiudichi un serio peggioramento del suo asma e per tanto si sente costretto a rifiutare la maratona, sarà però in gara sulla distanza dei 10000 metri.
L’ennesiam brutta notizia che contribuisce a rendere teso il mondo delle Olimpiadi, nato in realtà per unire piuttosto che dividere.
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