Abbiamo già affrontato l’argomento della possibile carenza di globuli rossi nei maratoneti parlando dell’assunzione di ferro per problemi di anemia, ma chi corre non è per forza destinato ad avere problemi ematici.
Nei maratoneti che fanno almeno 60 chilometri alla settimana è naturale che i globuli rossi si danneggino maggiormente, invecchiando più precocemente per i danni provocati, in modo indiretto, dal fatto che viene veicolata e consumata una maggiore quantità di ossigeno (con maggior produzione di radicali liberi) sia, più direttamente, per le variazioni che si vengono a creare nel sangue a causa dell’impatto del piede col terreno, quando vengono schiacciati una gran numero di globuli rossi nei tessuti sottostanti le ossa dei piedi.
Mentre in un sedentario quindi muoiono circa 150 miliardi di globuli rossi ogni giorno, nel maratoneta che si allena questo numero sale a 250 miliardi; di conseguenza la vita media di un globulo rosso è più breve , circa 80 giorni, a fronte dei 120 giorni di un individuo che non pratica sport.
Anche se ad un non esperto sembra il contrario, tutto questo innesca dei meccanismi virtuosi dal punto di vista fisiologico. I globuli rossi, ricambiandosi più velocemente sono tendezialmente più giovani e grazie a questo più ricchi di enzimi che li mettono in grado di fornire ai muscoli una maggiore quantità di ossigeno.
I globuli rossi giovani inoltre hanno una membrana meno rigida, che si deforma più facilmente; questo è un vantaggio perchè queste cellule devono cambiare spesso la loro forma, allungandosi o meno per passare attraverso i capillari con diametro inferiore a quello dei globuli stessi.