Gino Bartali dichiarato "Giusto tra le Nazioni"

Riconosciuto al ciclista fiorentino l'impegno durante la Resistenza


Lo Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme, ha dichiarato il ciclista italiano Gino Bartali, "Giusto tra le Nazioni", massimo riconoscimento per i non-ebrei che si sono impegnati a costo della vita contro l'Olocausto e per salvare i perseguitati. Sul sito dell'organizzazione è apparsa oggi la scheda del celebre ciclista, nato a Firenze nel 1914 e deceduto nel 2000. Sulla scheda è presente anche la motivazione: nel 1943, durante l'occupazione nazista, Bartali faceva da staffetta per la Resistenza trasportando nella canna della bicicletta documenti falsi necessari a mettere in salvo le persone in pericolo.

Bartali, un cattolico devoto, nel corso dell'occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l'Arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa (riconosciuto Giusto tra le Nazioni nel 2012). Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell'occupazione tedesca e all'avvio della deportazione degli ebrei, ha salvato centinaia di ebrei locali ed ebrei rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente in Francia e Yugoslavia

Secondo le testimonianze, Bartali facendo da corriere partigiano avrebbe salvato la vita a circa 800 ebrei. Non è la prima volta che il ciclista riceve un riconoscimento postumo per il suo impegno durante la guerra. Già nel 2005 il presidente Ciampi lo aveva insignito della medaglia d'oro al merito civile.

Sul sito dello Yad Vashem sono riportate anche le testimonianze che confermano come Bartali, consapevole dei rischi che correva, trasferisse falsi documenti a vari contatti e tra questi il rabbino Cassuto. Shlomo Goldenberg-Paz, che all'epoca aveva 9 anni, ha raccontato allo Yad Vashem di un incontro tra Bartali e Armando Sizzi, un amico di famiglia, e che più tardi la sua famiglia trovò rifugio dalle persecuzioni in un appartamento fiorentino di proprietà dello stesso ciclista.

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