Il dramma di Santambrogio, dopo la positività minaccia il suicidio su Twitter e scatta la solidarietà

Dramma nella notte. Dopo mesi di silenzio è tornato a parlare Mauro Santambrogio, ciclista lombardo che ha corso l'ultimo Giro d'Italia in forza alla Vini Fantini - Selle Italia, sospeso con l'accusa di doping a corsa ormai conclusa. Poche ore fa Santambrogio ha twittato dal suo account un messaggio inquietante ("Addio Mondo") che ha messo in allarme Alessandra De Stefano, giornalista Rai che segue da oltre dieci anni la corsa rosa. La De Stefano si è subito affannata per cercare di mettersi in contatto con Santambrogio con l'intenzione di capire cosa stesse succedendo, coinvolgendo anche i suoi follower per avere notizie in merito.


Dopo circa un'ora, la De Stefano è finalmente riuscita ad avere una risposta da Santambrogio, con il quale sta comunicando tramite SMS dopo diverse telefonate senza risposta. Una situazione che procura angoscia e inquietudine al di là della vicenda che potrebbe spingerlo a commettere gesti estremi, quella del doping, ancora tutta da chiarire. L'unica cosa importante in questo momento è che Mauro non commetta sciocchezze per futili motivi; anche se fosse colpevole nessuno si sentirebbe rinfrancato dalla sua morte. Per nessuna ragione al mondo.

Lo sport in certi casi va messo da parte. L'uomo viene prima di tutto. Noi Outdoorblog ti siamo vicini caro Mauro. Metti da parte i cattivi pensieri e ricomincia. Non mollare.

Il 'caso Santambrogio': era dopato al Giro?

Il 'caso Santambrogio' è uno dei più imbarazzanti per l'UCI. A distanza di quattro mesi dalla notizia della positività all'EPO del lombardo, riscontrata su un campione d'urina della prima tappa, ancora non si conosce l'esito delle controanalisi richieste dal corridore. Il campione in questione è stato analizzato una prima volta il 4 maggio scorso, subito dopo la prima tappa, e risultò negativo, tant'è che Santambrogio non è venne fermato, ma anzi terminò il Giro con la nona posizione in classifica generale, vincendo anche la 14esima tappa del Monte Jafferau.

Lo stesso campione d'urina è stato ricontrollato dopo la notizia della positività di Danilo Di Luca, suo compagno di squadra, e solo a questo punto è risultata una piccolissima percentuale di Epo che ha portato alla sospensione. Secondo quanto hanno scritto Luca Gialanella e Ciro Scognamiglio sulla 'Gazzetta dello Sport' all'inizio del mese di settembre, in via ufficiosa sarebbe trapelata la notizia della negatività del Campione B; nelle controanalisi infatti non sarebbe stata riscontrata la stessa quantità minima di EPO presente nel controllo precedente, fatto che avrebbe dovuto portare al reintegro del ciclista da parte dell'UCI ed anche della sua squadra, che nel frattempo lo ha licenziato in tronco.

Assordante il silenzio dell'UCI che da 4 mesi ha lasciato in sospeso questa situazione che merita di essere chiarita al più presto.

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