Philippe Gilbert, appello all'UCI: "Basta eccessi! Gare e calendario meno duri"

In una lettera ai fan il campione belga chiede al nuovo presidente dell'UCI e gli organizzatori delle corse a pretendere di meno dai ciclisti.

Noi comuni mortali quando vediamo i ciclisti correre per sette ore sotto la pioggia (come è successo al recente Mondiale), affrontare salite innevate o tappe con una temperatura di 50° ci chiediamo come fanno a resistere a tutto questo (e molti a dire il vero non ce la fanno), poi magari per tranquillizzarci e non pensare male pensiamo che sono abituati alle intemperie.

Ebbene, secondo Philippe Gilbert, campione del Mondo 2012, la verità è che tra i corridori c'è molto malcontento e, senza citare alcun collega in particolare, ma parlando in generale, si fa portavoce del disagio dei ciclisti nel correre gare troppo dure sia per la lunghezza e le caratteristiche del percorso, sia perché spesso gli organizzatori non tengono troppo in considerazione le condizioni meteo.

Il ciclista belga della BMC ha chiuso la stagione 2013 al Giro di Lombardia, una stagione in cui ha portato la maglia iridata, poi ceduta a Rui Costa pochi giorni fa, e ma ha raccolto una sola vittoria (una tappa della Vuelta). Pochi giorni dopo la sua ultima gara dell'anno, Gilbert ha voluto scrivere una lettera ai suoi tifosi, ringraziandoli per averlo sostenuto tutto l'anno anche se non è riuscito a regalare loro altre grandi soddisfazioni, poi ha colto l'occasione per fare un appello agli organizzatori delle corse e all'UCI, dicendo che la sua speranza è che il nuovo presidente, Brian Cookson che ha preso il posto di Pat McQuaid proprio durante i Mondiali di Firenze, riesca a cogliere la sensazione che prevale tra i corridori e cioè che le corse del calendario mondiale siano troppe e troppo dure.

Per chiarire il concetto Gilbert fa due esempi: la Milano - Sanremo, corsa sotto una tempesta di neve (con il percorso leggermente modificato) e il Tour della California, durane il quale i ciclisti si sono ritrovati a gareggiare con temperature fino ai 50° percepiti. In entrambi i casi è stato raccomandato al pubblico di seguire la corsa da casa e non sfidare quelle condizioni meteorologiche, mentre agli atleti è stato chiesto come sempre di offrire spettacolo.

Inoltre Gilbert pone l'attenzione anche sui trasferimenti durante le corse a tappe, che spesso sono molto lunghi e tolgono tempo al riposo e al recupero che sono indispensabili durante competizioni di quel tipo.
A conclusione della sua lettera, il campione rivolge un pensiero a tutti i suoi colleghi che a causa della crisi e del fallimento di alcune società sono rimasti senza squadra.

Fonte: www.philippegilbert.com

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