Ciclismo | Doping: Danilo Di Luca, chiesta la squalifica a vita

Danilo Di Luca squalificato a vita dal mondo del ciclismo. Questa è la richiesta della Procura Antidoping del Coni, dopo l’ennesima positività del corridore (all'Epo), riscontrata lo scorso 24 maggio, dopo un test a sorpresa effettuato un mese prima (il 29 aprile). Il caso era esploso nel corso del Giro d’Italia, dove Di Luca era in corsa con la Vini Fantini-Selle Italia ed era al 26° posto in classifica, staccato di 33’33” dal leader Nibali.

Ora è arrivato il deferimento e la richiesta della Procura, come si legge nel comunicato stampa:

“Danilo Di Luca (tesserato FCI) alla Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del CONI per il riconoscimento della responsabilità in ordine alla violazione dell’art. 2.1. del Codice WADA in relazione alla positività per presenza di Eritropoietina ricombinante riscontrata in occasione del controllo antidoping disposto out of competition dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) in data 29 aprile 2013, con richiesta di squalifica a vita, attesa la seconda violazione della normativa antidoping WADA, nonché l’invalidazione dei risultati agonistici conseguiti successivamente al prelievo biologico di che trattasi”

Il ‘killer di Spoltore’ aveva già subito una squalifica di un anno e tre mesi nel 2009, quando fu trovato per due volte positivo al Cera (Epo di terza generazione), sempre nel corso del Giro d’Italia. Già precedentemente, il suo nome era stato accostato al doping, visto che era era stato squalificato per tre mesi nel 2007, nell'ambito dell'inchiesta 'Oil for Drugs', ed era stata richiesta la squalifica di due anni dal Coni, per valori anomali nel test effettuato dopo la 17.a tappa del Giro d’Italia 2007. In quest'ultima occasione, però, Di Luca se la cavò ed il giudice lo assolse dalle accuse. Ora potrebbe chiudersi la sua carriera.

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