Boxe | Tyson: "Dopo il morso volevo uccidere Holyfield"

La biografia dell'ex campione di pugilato

Quel 28 giugno del 1997 passò alla storia del pugilato. La rivincita per il titolo dei pesi massimi Wba, tra Tyson e Holyfield, un anno dopo la vittoria di Evander, si tiene a Las Vegas. Iron Mike, solitamente favorito dai pronostici, è in fase di declino e i pronostici degli allibratori lo indicano sfavorito. Il match è duro e Holyfield rifila testate al suo avversario, durante i "corpo a corpo", che provocano seri danni all'arcata sopraciliare destra dell'ex-campione del mondo, spaccandogliela. Nel corso del terzo round Tyson perde la testa e morde l'orecchio dell'avversario staccandogli un pezzo di cartilagine. L'arbitro Mills Lane richiama Tyson ufficialmente, avvertendolo che alla successiva sospenderà l'incontro.

Dopo altri due tentativi di mordere l'avversario, viene assegnata la vittoria ad Evander Holyfield, per squalifica. In seguito a questo episodio, forse senza precedenti nella storia della boxe, la Commissione Atletica del Nevada decide di revocare a Tyson la licenza di pugile per un anno. A distanza di 16 anni da uno dei duelli più cruenti della storia del pugilato professionistico Mike Tyson ammette, in un passaggio dell'autobiografia "Undisputed Truth: My Autobiography" pubblicata dal Sydney"s Daily Telegraph, che la sua volontà in quel momento era di ammazzare il suo avversario:

"Lo volevo uccidere. Chiunque fosse presente a bordo ring ha potuto vedere la mia rabbia cieca, ero furioso, ero come un soldato indisciplinato fuori controllo, così l"ho colpito alla testa. C'era gente che tentava di tenermi mentre Holyfield era rannicchiato a terra nel suo angolo, ho provato più volte a raggiungerlo. Avevo addosso 50 persone, ho cercato di liberarmi dagli agenti che mi bloccavano".

Tyson ricorda anche la reazione dell"opinione pubblica al suo gesto: "Qualcuno gettò persino una testa di pesce. E la cosa è proseguita con una aggressione agli uomini della sorveglianza. Alla fine, ho fumato dell'erba e bevuto del liquore prima di andare a dormire. Fuori dall'Mgm c'era una gigantesca rissa". Nel mese di agosto, ricorda l'ex campione dei massimi della sua autobiografia, l'abuso di alcol e droghe lo portarono a un passo dalla morte:

"Voglio vivere la mia vita in tranquillità, non voglio morire. Sono stato vicino a morire a causa dell'alcol. Alle volte sono un cattivo ragazzo. Ho fatto un sacco di cose cattive nella vita. Voglio che vengano dimenticate così come voglio esser dimenticato io. Adesso il mio obiettivo è cambiar vita e vivere una esistenza completamente diversa".

Il 16 novembre uscirà il film di Spike Lee dedicato alla vita dell'ex pugile. Un lungometraggio in cui saranno raccontate tutte le tappe della sua drammatica storia: le vittorie, la squalifica, le droghe, i debiti, l'alcool.

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