
C’è chi il Giro d’Italia lo corre quasi tutto nella pancia del gruppo, coccolato da massaggiatori, assistito dai meccanici, consigliato dai direttori sportivi e soprattutto curato dai medici sportivi e controllato (si spera) dalle diverse autorità anti-doping. C’è invece Guillaume Prébois che ogni giorno precede la carovana rosa, compiendo da solo tutto il tragitto delle tappe in solitaria, senza usare “sostanze dopanti” e dopo essersi iscritto al programma di controllo AntiDoping ADAMS.
Via internet ha spesso chiesto l’aiuto di qualche cicloamatore, qualcuno che potesse tirare anche per soli 10 km: ha attraversato l’intero stivale con al seguito solo un camioncino, ma senza meccanico e massaggiatore. Anzi una volta glieli hanno fatti ed ha sofferto tutta la notte. Può raccontare molte curiosità della nostra Italia: deviazioni, semafori, strade asfaltate il giorno prima del passaggio della carovana (quindi quando passava lui), clacson suonati con diverse intenzioni e anche l’incoraggiamento del pubblico che ha incontrato.
Il blog del giornalista ciclista mostra tutto il suo percorso con i parametri medici del giornalista che ad agosto anticiperà il Tour e settembre la Vuelta. La sua iniziativa vuole dimostrare che se lui, cicloamatore allenato riesce a finire tutte le tappe, compresa la cronoscalata di Plan de Corones, lo possono fare anche i professionisti senza ricorrere a sostanze dopanti.
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