Sochi 2014: intervista ad Aleksandr Valov. Soldi sprecati, danni ambientali e lati positivi

Grazie a due interpreti, abbiamo intervistato l'economista che anima il Sochi Blog, dove le voci di dissenso si mescolano a quelle della propaganda. Ecco come la vede lui.

Su Outdoorblog, magazine sportivo di Blogo, abbiamo deciso di occuparci di Sochi 2014 in maniera non allineata. Naturalmente troverete, da queste parti, ogni sorta di informazioni su tutte le gare, i risultati, gli atleti e le medaglie. Ma c'è anche il rovescio delle medesime. Abbiamo parlato, anche grazie alla scoperta fatta del blog BlogSochi.ru, di quanto siano costate veramente queste Olimpiadi in Russia e della situazione di disagio e degrado che vivono gli abitanti di Sochi.

Per saperne di più, ho deciso di intervistare Aleksandr Valov, attivissimo sul blog della cittadina russa con i suoi pezzi e le sue foto. Raggiungerlo è stata un'operazione possibile solamente oggi, con il web, che è bello raccontare: per prima cosa ho trovato la sua mail sul blog. Così gli ho scritto via mail in inglese, ma lui mi ha chiesto di parlare in russo. Attraverso il mio profilo Facebook ho chiesto se ci fosse qualcuno in grado di aiutarmi a tradurre l'intervista (naturalmente dietro compenso: il lavoro va pagato). Un'autrice di Blogo, Arianna Galati mi segnala Sonia Sandroni: diventiamo "amici-su-Facebook" (non esiste altro termine per indicare la cosa). Sonia vive in Finlandia e parla russo. Attraverso il social network mi aiuta a comunicare con Aleksandr – che invece mi risponde solo via mail e molto laconicamente.

Sochi 2014

Alla fine, Valov spiega che non vuole rispondere a domande per iscritto né via Skype ma che vuole parlare telefonicamente. Che fare allora? Sonia – che trova la cosa del tutto normale, conoscendo i russi – ha un'idea e chiede aiuto ad Anna Stepanova, un'amica che vive a Mosca e che può chiamare Aleksandr. Detto fatto, finalmente si riesce a fare l'intervista, di cui mi arriva l'originale in cirillico e la traduzione. Ed eccola, dunque (un po' epurata dal "voi" che si usa in russo, come mi ha spiegato Sonia, per renderla più scorrevole: i russi amano i salamelecchi, pare).

Domanda: Puoi presentarti e raccontarci chi sei, di cosa ti occupi, da quanto tempo ti occupi di Sochi?

Risposta: «Mi chiamo Aleksandr Valov, non sono un giornalista professionista: sono un economista, di formazione. Gli eventi di Sochi consacrano un percorso di quattro anni: ho cominciato a interessarmi alla cosa mentre sviluppavo altri progetti sociali via internet, cosa che faccio da più di 10 anni».
D. Qual è la situazione in città? Quali sono i principali problemi?
R: «Il problema principale probabilmente riguarda il cantiere associato alle Olimpiadi, che viene portato avanti da molto tempo, e la ricostruzione generale della città turistica. La costruzione dei grattacieli, che a mio parere danneggiano seriamente l'aspetto della città oltre a produrre danni ambientali. Sochi è una località di villeggiatura, in primo luogo. Dovrebbe quanto più possibile essere verde, alberata e curata.

Poi ci sono altre questioni, legate nello specifico a problemi di carattere domestico, come le continue interruzioni della corrente, del gas, dell'acqua, di cui si parla anche nel Sochi Blog.
Sorgono anche un sacco di problemi connessi allo smaltimento dei rifiuti».

Sul Sochi blog ci sono molte voci che scrivono, in effetti, anche di questioni personali. E infatti Valov continua a parlarne e spiega:

«Le persone alle volte pubblicano alcune informazioni sul blog per mettersi in mostra (e così parlano anche di problemi privati); altre volte vengono pubblicate cose serie e le autorità spesso reagiscono a queste pubblicazioni.

Ad esempio, scrivono a proposito di un tratto di strada asfaltata completamente distrutto da un buca e così via.

Questo è il nostro blog, è il più popolare. Viene letto da circa 25 mila persone al giorno e le autorità sono tenute a rispondere, spesso causando un forte risentimento tra i residenti.

Insomma, un sacco di critiche vanno alle autorità, cioè al sindaco, al governatore, all'opposizione».

Perché il blog di Sochi è effettivamente molto trasversale.

D. Quali conseguenze avranno le Olimpiadi sulla città?

R: «Questa è una domanda che mi hanno fatto diverse volte.

Sicuramente ci saranno degli effetti positivi. Sono stati costruiti più di duecento impianti. Non solo impianti sportivi, ma anche per il trasporto su strada, per i servizi sociali, asili nido, costruzioni annesse agli asili, alle scuole e agli ospedali. Si tratta sicuramente di un ottimo affare per lo sviluppo della città.
In realtà devo dire che ci sono molti aspetti positivi, anche dal punto di vista dell'ambiente, naturalmente.

Ci sono però anche aspetti negativi. Questi ultimi hanno a che fare col flusso non proprio ottimale dei fondi [si veda: quanto costa Sochi, e poi una serie di pezzi in via di pubblicazione su chi ci sta guadagnando, ndr], e con l'ambiente naturalistico nello specifico.

In concreto, per esempio, le spese di fondi per costruzioni inutili, che oltretutto denaturalizzano la città e l'opera. Un esempio tra tutti: la spesa di 6 miliardi di dollari per la strada per Krasnaya Polyana, che corre parallela ad una strada già esistente e che si sviluppa proprio lungo il fiume, nel senso che la strada è proprio sul fiume! Quest'opera ha causato enormi danni all'alveo fluviale. Un fiume famoso per la pesca, dove nuovatano milioni di pesci: ora, in quelle acque, non si trovano più neppure le rane!

E se la costruzione fosse stata più accurata e più ottimale, se la strada fosse stata fatta scorrere parallela al fiume, non solo si sarebbero evitati certi danni ma si sarebbero spesi molti meno soldi.

Certo, ora è più rapido raggiungere la Krasnaya Polyana. Certo. E l'ambiente, semplicemente, non è stato considerato».

Ma a quanto pare, nonostante gli sprechi, non tutto è passato indisturbato sulle teste dei cittadini di Sochi:

«Molti progetti sono stati annullati a causa delle proteste, perché i residenti hanno manifestato fortemente il loro dissenso, fino ad ottenere di dismettere i cantieri. Erano questi i temi di alcune nostre discussioni, e il nostro blog ha svolto un ruolo enorme, perché ha collaborato, ha informato, ha riferito.

E così molti progetti non sono andati in porto».

A dimostrazione del fatto che il web può incidere, almeno a tratti.

D. Secondo te arriveranno i turisti?

R. «Beh, certamente. Secondo i piani, per quanto ne so, dovrebbero arrivare circa 200-250 mila turisti durante lo svolgimento delle Olimpiadi. Non so quanto le previsioni corrisponderanno alla realtà.
Voglio dire, ci saranno i turisti e non credo molti si cureranno di tutto ciò che è collegato alle Olimpiadi. Oltre ai Giochi Olimpici, intendo.

Credo del resto che il potere non voglia coprire tutto e cercherà di risolvere almeno qualche problema, indipendentemente dal flusso turistico».

Quel che mi ha stupito molto è il fatto che Aleksandr abbia potuto documentare tutto indisturbato. Ma non è stato sempre così. Infatti, Valov racconta alla mia interprete:

«Un esempio, tra tutti, può essere quello che mi è capitato ieri.

Volevo fare alcune foto degli alloggi dei volontari (delle Olimpiadi). La polizia mi ha subito bloccato, dicendomi che non era possibile avvicinarsi oltre una distanza di sicurezza. Cosa alquanto strana, perché fino al giorno prima sono passato da lì e non ho mai avuto nessun problema».

«Insomma, il processo di preparazione per le Olimpiadi mi pare molto disordinato, quindi ci sono ovviamente alcuni inconvenienti».

Inconvenienti e ricostruzioni di facciata, ovviamente. Vedendo le foto pubblicate sul blog mi era sembrato addirittura che venisse utilizzata una specie di vernice per "simulare" il verde dell'erba. Non è proprio così ma quasi, spiega Aleksandr. Nel senso che non è una vernice, ma non c'ero andato molto lontano:

«Si tratta di un rivestimento speciale usato per migliorare la resa di alcune zone verdi in stato pietoso. Viene messo là dove il terreno non è buono e l'erba non cresce bene».

D: Perché è così difficile conoscere meglio la reale situazione dei lavori per le Olimpiadi?

«In realtà credo che non ci siano molte difficoltà. La maggior parte delle autorità sostiene che si sta ora cercando di risolvere ogni questione nel migliore dei modi. Io ad esempio non ho particolari problemi. Ho fatto una richiesta al governo, anche se non sono un giornalista e mi hanno dato il permesso di operare, senza particolari restrizioni. Poi ognuno può trarre le proprie conclusioni».

Le difficoltà, insomma, ci sono solo per chi non vuol vedere.

Nel frattempo, fra il carteggio che ho raccontato, le mail, la telefonata, la traduzione e la pubblicazione di questo pezzo, Aleksandr ha scritto una lettera aperta a Putin, in cui parla della trasformazione della città in un campo di concentramento (saranno oltre 40mila gli esponenti delle forze dell'ordine che controlleranno il regolare svolgimento degli eventi) e del tentativo di mettere il bavaglio alle voci critiche. Un tentativo che, scrive Valov ironicamente, è destinato a fallire, a meno che non si usino metodi da Gulag o non si organizzi un'esecuzione di massa.

La storia di Valov è interessante: è più giornalista di molti professionisti. La sua capacità di argomentare e di individuare i problemi reali, quelli corollari, persino i lati positivi della gestione dei giochi di Sochi da parte della Russia rendono il suo lavoro quotidiano ancor più valido.

Non posso dunque che ringraziarlo. E i ringraziamenti vanno anche a Sonia e Anna, senza le quali scrivere questo pezzo non sarebbe stato possibile.


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