Basket NBA: Belinelli va da Obama, Bargnani verso l’addio a New York

Tra gli eventi per aver vinto un titolo NBA, c’è anche il ricevimento alla Casa Bianca da Barack Obama. E’ questa l’emozione provata oggi da Marco Belinelli, arrivato a Washington con i suoi San Antonio Spurs, ed addirittura nominato dal presidente americano nel suo discorso: “Belinelli manca tantissimo ai miei Chicago Bulls”. Non capita certo a tutti di essere elogiati dal capo dello stato più potente e importante del mondo ed il bolognese ha vissuto anche questa ennesima esperienza, in un momento sempre più esaltante.

Un’emozione incredibile”, le parole dell’azzurro campione NBA, che fatica a trovare le parole per spiegare le sue sensazioni, in questo suo “esordio”, a differenza di altri suoi compagni di squadra già ricevuti per i titoli precedenti. Ovviamente, gli elogi di Obama vanno all’intera organizzazione texana: “Sono una sorta di Nazioni Unite della pallacanestro. Il loro modo di giocare ha fatto ormai scuola”. Anche se al Presidente non va via il rammarico di non poter premiare (almeno per il momento) i suoi Chicago Bulls, di cui è grandissimo tifoso.

Se Belinelli sta vivendo un momento magico, è molto difficile quello di Andrea Bargnani. Il romano è sempre condizionato dai continui problemi fisici (ha giocato solo 22 minuti in questa stagione) e non sta riuscendo ad imporsi a New York, tanto che i Knicks stanno pensando di cederlo o, addirittura, di tagliarlo. Il suo contratto da 11.5 milioni di dollari, in scadenza il prossimo giugno, è considerato troppo pesante dal club della Grande Mela, che vuole liberare altro spazio salariale, in vista della prossima stagione.

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