Basket: Bergamo, cestista indiano con il turbante espulso - Squadra si ritira

Durante la partita di basket Presezzo - Villongo, l'arbitra vieta a un giocatore indiano con turbante di scendere in campo. Nella ripresa, i suoi compagni non tornano a giocare per solidarietà.

Pallacanestro

Stava per entrare in campo con il turbante in testa, ma l'arbitro glielo ha impedito. Per questo motivo, tutta la squadra del giocatore di basket indiano ha deciso di non giocare. L'episodio è accaduto sabato scorso a Presezzo, in provincia di Bergamo, durante la partita tra i padroni di casa del Red Roosters Presezzo e il Sebino Basket Villongo (la squadra del cestista indiano).

Vediamo l'episodio nel dettaglio. E' il momento di cominciare il match, ma c'è una sorpresa: l'arbitro impedisce al giocatore con il copricapo tipico dei Sikh di giocare. Il regolamento parla chiaro. Ma pure la religione indiana che impone di racchiudere e coprire i capelli. La squadra di Villongo gioca il primo tempo regolarmente, ma non rientra dagli spogliatoi per la ripresa.

Dopo una riunione, per solidarietà con il loro compagno di squadra, gli altri decidono di non scendere in campo. Lo stesso fa naturalmente l'allenatore. A questo punto, toccherà alla Federazione italiana pallacanestro decidere il da farsi: partita persa a tavolino per il Sebino Basket? Probabilmente sì, proprio perché per il regolamento la squadra si è ritirata. Indipendentemente dalle motivazioni.

Riccardo Paris, 27 anni, responsabile del settore giovanile del Villongo, dice:

"Pazienza se ci darà data la sconfitta a tavolino. Quando l'arbitro se n'è andato, abbiamo continuato a giocare un'amichevole contro il Presezzo, peraltro tra i loro applausi. Lo sport è passione, accettazione, divertimento, vittorie e sconfitte".

Paris ha scritto le stesse parole in una lettera inviata al direttore di gara. E che quasi sicuramente sarà esaminata pure dalla Fip.

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