Abolire il "net", l'ultima trovata del tennis

abolizione net nel tennis

Osceno. Sul "let" ("net" per mezzo mondo) al servizio, si continua a giocare, senza ripetere la battuta. Ecco la nuova regola che l'Atp, vuole sperimentare dal prossimo anno in tutti i tornei Challenger (quelli di seconda fascia): l'abolizione del "let".

Questa folgorante intuizione dovrebbe generare games più brevi, oltre che ricchi di bestemmie e scuse formali. Lo sport moderno ha un'ossessione. Gestire il tempo della prova sportiva. Più che un ossessione è un ricatto, mediatico, figlio di questa generazione da delirium zapping in cui viviamo.

Dopo aver distrutto la pallavolo, dove la regola arrivò prima della rivoluzione generale che convertì ogni palla in punto, eliminando di fatto i leggendari recuperi, si apprestano a massacrare il tennis. Dite la vostra subito.

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Un domani pretenderanno di introdurre il "killer-point" a conclusione di ogni gioco: sul 40-40 verrebbe cancellata la fase dei "vantaggi". Poi sceglieranno di fare una partita di cinque o sette set direttamente al tie-break, i calci di rigore del tennis. Per ora si limitano a questo ridicolo "cambiamento" che non stravolgerebbe il sistema, secondo loro. Certo, pensate solo agli aces, immaginate le statistiche come voleranno, come l'autogol su un passaggio che diventa gol del fortunato.

In effetti ancora non conosciamo la posizione ufficiale degli altri organismi che governano il tennis: la federazione internazionale, che controlla i tornei dello Slam e la Coppa Davis, e la Wta che gestisce il circuito femminile. Ma sono ovviamente i giocatori a lamentarsi per primi.

Ma le trovate non sono finite. Si parla di sanzionare le perdite di tempo dei giocatori fra uno scambio e l'altro: il tennista alla battuta che superi i 25 secondi concessi dal regolamento dovrebbe essere ammonito con un "warning" alla prima infrazione e con l'obbligo di servire subito la seconda palla in caso di seconda infrazione. Se il ritardatario poi è in fase di ribattuta verrebbe direttamente punito con un "quindici" contro.

Detto tra noi questa la potrei trovare perfino comprensibile, se non fosse così faticoso metterla in atto (a meno di non fare il tabellone luminoso del countdown con la sirena come nei secondi del basket?)

Come qualcuno saggiamente scrive, c'è l'evidente contro-senso di puntare a ridurre i tempi sportivi moderni per poi glorificare lo spettacolo che "nasce dalla fatica e dalla durata. Quanto si è scritto del mitico incontro fra Isner e Mahut finito durato 11 ore e 5 minuti a Wimbledon nel 2011?"

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