Running - Abbiamo provato il personal trainer miCoach di Adidas, ecco le opinioni

miCoach

La stagione del running si avvicina lentamente, il tempo per prepararsi ad affrontare maratone, mezze maratone, cross e altre competizioni podistiche si sta piano piano riducendo, quindi è necessario decidersi e iniziare gli allenamenti, nonostante il freddo possa essere un deterrente.

Uno dei nemici più insidiosi per chi si pone come sfida quella di arrivare a un traguardo è proprio quello di mantenere una certa costanza di allenamento. Valutare poi i progressi e i risultati è un passaggio che necessita forzatamente il superamento del primo step, altrimenti si resta a casa a guardare la televisione.

Un sistema utile per aumentare il grado di coinvolgimento, soprattutto per chi è costretto a correre in solitaria, è rappresentato dai sistemi digitali di training che permettono di sondare e programmare ogni sforzo in base a precise tabelle di allenamento. Abbiamo provato per alcune settimane il miCoach, nuovo prodotto di casa Adidas per verificare come funzioni (e come faccia funzionare il nostro corpo).

Il miCoach è un sistema che combina tre elementi che devono essere indossati mentre si corre. Un sensore sui lacci delle scarpe, un laccio elastico da legare in vita con funzione da cardiofrequenzimetro e un piccolo computer a clip che registra ogni dato e ci parla durante la corsa mediante un auricolare.

L'approccio al miCoach non è immediato, i runner meno avvezzi a questo genere di tecnologie possono avere qualche titubanza iniziale, ma una volta rotto il ghiaccio il sistema di allenamento (sia quello "in corsa" che quello "on line" per la valutazione dei progressi) appare decisamente intuitivo e di facile utilizzo.

miCoachIl primo passo consiste nella registrazione del prodotto sul sito ufficiale. In questo modo è possibile settare tutte le informazioni necessarie per processare le fasi del vostro allenamento. La prima domanda a cui rispondere è "chi siete" (un corridore di 90 chili per un metro e 95 cm come me ha una proporzione di sforzo molto differente da un keniota di 45 chili per un metro e 60) e poi "cosa volete fare" e "a che punto siete". Il sito di miCoach vi permette di scegliere diversi livelli di allenamento, da quello utile per imparare a correre a quello per migliorare i vostri tempi in competizione. In base a questi dati inseriti in un database il computer genera una serie di allenamenti su base settimanale che vi faranno correre non solo per un certo periodo di tempo ma anche in base a vari livelli di sforzo, calcolati in base alla vostra frequenza caridiaca.

Magari si corre per molto tempo sotto la soglia, magari per brevi periodo a un ritmo molto elevato, in altri casi è necessario alternare brevi stacchi a momenti di riposo. Ogni fase dell'allenamento è spiegata da una voce (maschile o femminile a vostra scelta). La mancanza di uno schermo che funga da interfaccia con l'utente potrebbe mettere a disagio chi non è pratico di questo tipo di strumenti, ma la voce (sempre che sia settata nella lingua corretta) permette un facile instradamento di quello che si deve fare.

La prima uscita dura circa venti minuti e serve per regolare i livelli del sistema in base a quello che è effettivamente il vostro corpo, lunghezza della falcata, battito cardiaco e tutti i valori necessari per l'allenamento. Attenzione a stringere in modo corretto la fascia del cardio frequenzimetro, che potrebbe dare fastidio alla respirazione in caso venisse allacciata troppo stretta e scivolare in caso contrario.

Il miCoach è uno strumento agile e semplice, al contempo ricco di funzioni e di utilità per chi vuole correre. Come già accennato le difficioltà di utilizzo possono scoraggiare a un primo approccio ma diventa tutto molto più semplice con l'uso. Rispetto alla concorrenza bisogna sottolineare che miCoach non dispone di un sistema di Gps che possa monitorare gli spostamenti durante il percorso, in compenso il prezzo è accessibile e meno impegnativo rispetto a chi offre questo servizio (utile ma non indispensabile).

Il dispositivo centrale ha un ingresso per un jack che consente di collegare un lettore mp3. In questo modo è possibile ascoltare la propria playlist personale senza perdere le indicazioni del proprio allenatore virtuale.

Sono passate solo poche settimanee, vedremo i risultati in un paio di mesi!

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