Giro d'Italia: da Binda a Nibali, nove eroi della Corsa Rosa

Nove Grandi del Giro d'Italia: BInda, Coppi, Bartali, Magni, Merckx, Gimondi, Hinault, Pantani e Nibali

Trofeo Giro d'Italia

Si avvicina l'inizio del Giro d'Italia 2015, la 98esima edizione della Corsa Rosa. In attesa di vivere dal 9 al 31 Maggio i 3.481,8km in programma quest'anno, rispolveriamo un po' di storia ricordando le imprese di 9 ciclisti che hanno fatto la storia della nostra più grande corsa a tappe.

Alfredo Binda

Alfredo Binda (11 agosto 1902 – 19 luglio 1986) è uno dei pionieri del Giro d'Italia, vincitore di ben 5 edizioni della Corsa Rosa (1925, 1927, 1928, 1929 e 1933), record condiviso con Fausto Coppi ed Eddy Merckx. Mosse i primi passi nel mondo del ciclismo in Costa Azzurra dove si era trasferito molto giovane per imparare il mestiere di stuccatore. Le sue prime squadre sono state la Nice Sport e La Française, con le quali ottenne i primi successi da professionista. Nel 1925 tornò in Italia e firmò per la Legnano, una formazione storica tra le più vincenti nella storia del ciclismo. Alla prima partecipazione al Giro sbaragliò subito la concorrenza, vincendo la corsa davanti ad una leggenda dell'epoca come Costante Girardengo (a 4'58"). L'anno successivo si piazzò invece al secondo posto, arrivando alle spalle del compagno di squadra Giovanni Brunero con oltre un quarto d'ora di ritardo. Vinse le tre edizioni successive, imponendosi largamente sugli avversari al punto da indurre la 'Gazzetta dello Sport', che fin da allora organizzava la corsa, a pagargli le 22.500 lire spettanti al vincitore per non farlo partecipare al Giro del 1930 in modo da rendere incerto l'esito della gara. Tornò a correre il Giro l'anno successivo, ma fu costretto a ritirarsi alla settima tappa, mentre nel 1932 chiuse al settimo posto. L'ultima vittoria nel Giro arrivò nel 1933 rifilando oltre 12 minuti di distacco a Jef Demuysere. Si ritirò nel 1936 dopo un incidente che gli causò la rottura del femore. Nell'arco delle sue 10 partecipazioni al Giro vinse 41 tappe, un record che ha resistito fino al 2003 quando venne superato dal velocista Mario Cipollini.

Fausto Coppi

Fausto Coppi (15 settembre 1919 – 2 gennaio 1960) è una delle leggende della cosiddetta epoca d'oro del ciclismo, che si può collocare tra gli anni 30 e gli anni 50 del secolo scorso. Al pari di Binda, Coppi vinse 5 edizioni del Giro d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952, 1953), riuscendo per due volte a fare la doppietta Giro-Tour (1949, 1952). Nel 1940 primeggiò arrivando davanti a Enrico Mollo, ma la sua vera rivalità fu quella con Gino Bartali che nel 1946 - la prima edizione del dopo guerra - gli strappò la Maglia Rosa per appena 47 secondi con il terzo in classifica, Vito Ortelli, che chiuse invece con oltre 15 minuti di ritardo. Nel 1947 e nel 1949 a vincere la sfida fu Coppi, la seconda addirittura con un vantaggio di 23 minuti in classifica generale. Nella seconda parte della sua carriera l'avversario più temibile di Coppi fu invece Fiorenzo Magni.

Gino Bartali

Gino Bartali (18 luglio 1914 – 5 maggio 2000) visse il suo momento migliore a cavallo tra le due guerre, venendo penalizzato oltremodo dalla sospensione che durò dal 1941 al 1945. Vinse tre edizioni del Giro (1936, 1937, 1946), aiutando Fasto Coppi a vincere il Giro del 1940. Prima della grande rivalità Coppi era infatti un gregario di Bartali nella Legnano. Nell'edizione del 1940 Bartali era il capitano designato ma cadde nella seconda tappa da Torino a Genova a causa di un cane che gli tagliò la strada. Il Direttore Sportivo della squadra, Pavesi, decise da quel momento in avanti di puntare su Coppi come capitano in quanto meglio piazzato in classifica generale e Bartali, senza battere, ciglio si mise al servizio del giovane compagno di squadra aiutandolo a conquistare la Corsa Rosa. Durante la Guerra Gino Bartali si è adoperato per difendere gli ebrei dalla persecuzione, impegno che gli valse il riconoscimento postumo della medaglia d'oro al merito civile conferitogli dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2005.

Fiorenzo Magni

Fiorenzo Magni (7 dicembre 1920 – 19 ottobre 2012) durante la sua carriera venne soprannominato 'il terzo uomo', proprio per la sua rivalità - anche se in tono minore - con Fausto Coppi e Gino Bartali. Vinse tre volte il Giro d'Italia (1948, 1951, 1955), ma a differenza di Coppi e Bartali non riuscì mai ad imporsi al Tour de France.

Eddy Merckx

Eddy Merckx (17 Giugno 1945), ciclista belga, soprannominato 'il Cannibale', è considerato da moltissimi intenditori il più forte e completo ciclista di tutti i tempi. E' uno dei pochi che è riuscito nell'impresa di vincere le tre grandi corse a tappe (Giro d'Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna) e per ben tre volte è riuscito a vincere nello stesso anno Giro e Tour. Al Giro d'Italia si è imposto in 5 edizioni (1968, 1970, 1972, 1973, 1974) dove visse una grande rivalità con Felice Gimondi e Gianbattista Baronchelli.

Felice Gimondi

Felice Gimondi (29 settembre 1942) è uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi, che però ha avuto la sfortuna di essere contemporaneo di Merckx. Ha vinto tre volte il Giro d'Italia (1967, 1969, 1976) salendo in altre sei occasioni sul podio. E' uno dei 6 corridori ad aver vinto Giro, Tour e Vuelta, ma non gli riuscì mai una doppietta nella stessa stagione.

Bernard Hinault

Bernard Hinault (14 novembre 1954), corridore francese, ha dominato la scena internazionale tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80. E' uno dei sei che hanno vinto almeno una volta Giro, Tour e Vuelta, ma è l'unico che può vantare almeno due successi per ognuna delle grandi corse a tappe. Ha vinto per 3 volte il Giro d'Italia (1980, 1982, 1985).

Marco Pantani

Marco Pantani ( 13 gennaio 1970 – 14 febbraio 2004) è ancora oggi il corridore italiano più amato del ciclismo contemporaneo. Al Giro d'Italia riuscì ad imporsi una sola volta nel 1998, lo stesso anno in cui andò poi a vincere anche il Tour de France. Il 'Pirata' - soprannominato così per la bandana che indossava in corsa - nella prima parte della carriera è stato molto condizionato da incidenti ed infortuni. E' salito alla ribalta nel 1994 quando conquistò sulla strada i gradi di capitano della Carrera Jeans, dopo aver iniziato il Giro al servizio di Claudio Chiappucci. Le vittorie sui traguardi di Merano ed Aprica gli permisero di chiudere quell'edizione al secondo posto, alle spalle del russo Evgenij Berzin. Il Giro del 1995 sarebbe dovuto essere quello della consacrazione, ma la sua preparazione si interruppe bruscamente a causa di un incidente con un'automobile in allenamento che lo costrinse a saltare il Giro. Nell'ottobre dello stesso anno è stato nuovamente investito - questa volta mentre stava partecipando alla Milano-Torino - da un auto che procedeva in senso contrario nella sede di gara. Questo incidente fu ancora più grave perché gli provocò la rottura di tibia e perone costringendolo a saltare tutta la stagione successiva. Nel 1997 il suo Giro è terminato alla nona tappa sempre a causa di una caduta - che gli comportò una lacerazione delle fibre muscolari della coscia sinistra - questa volta scaturita da un gatto che attraversò la strada proprio al passaggio del gruppo. Nel 1998 finalmente riuscì a prendere parte al Giro in ottime condizioni di forma e quindi anche a vincerlo chiudendo davanti a Pavel Tonkov. Nel 1999 Pantani tornò al Giro da grandissimo favorito e effettivamente rispettò il pronostico fino alla vigilia della 21esima tappa da Madonna di Campiglio ad Aprica, quando ormai la vittoria era scontata in virtù del vantaggio di oltre 5 minuti su Paolo Savoldelli e 6 su Ivan Gotti. Prima della partenza i medici dell'UCI lo sottoposero ad un controllo ematico riscontrando un tasso di ematocrito del 2% superiore al limite massimo consentito. Pantani venne dunque sospeso da tutte le competizioni per 15 giorni, non potendo completare quel Giro che poi andò ad Ivan Gotti. Paolo Savoldelli, secondo in classifica generale, venne multato per essersi rifiutato di indossare la Maglia Rosa del leader dopo l'esclusione di Pantani. Questa vicenda segnò il declino sportivo ma soprattutto umano di Pantani, che cadde in depressione ed iniziò a fare uso di cocaina. Il 14 Febbraio 2004 venne ritrovato morto in una stanza del residence "Le Rose" di Rimini a causa di un'overdose di cocaina. Il 2 Agosto 2014 la Procura della Repubblica di Rimini ha riaperto le indagini sulla sua morte con l'ipotesi di "omicidio volontario", allo scopo anche di chiarire alcune incongruenze nella ricostruzione del suo presunto suicidio che non ha mai convinto appieno i suoi familiari.

Vincenzo Nibali

Vincenzo Nibali (14 novembre 1984) è il corridore che ha raccolto l'eredità sportiva di Pantani, tornando a far entusiasmare gli appassionati di ciclismo italiani. La sua crescita è stata costante negli anni e a poco a poco si è inserito nell'annovero dei migliori ciclisti contemporanei. Nibali ha vinto il suo primo ed unico Giro d'Italia nel 2013 dopo il secondo posto del 2011 ed il terzo del 2010. E' uno dei sei corridori ad aver vinto almeno una volta Giro, Tour (2014) e Vuelta (2010). Quest'anno purtroppo 'lo squalo dello stretto' non prenderà parte al Giro d'Italia, concentrandosi sul Tour de France.

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