Chris Froome rivela di aver saltato un controllo antidoping quest’anno

È successo mentre era in vacanza in Italia con la moglie.

Chris Froome ha saltato un controllo antidoping a sorpresa nel 2015

Chris Froome ieri ha tenuto una conferenza stampa per parlare ovviamente del Tour de France che sta per cominciare e di cui sarà un sicuro protagonista. Durante l’incontro con i giornalisti però è venuta fuori una notizia interessante: lo stesso corridore ha rivelato infatti di aver saltato un controllo antidoping all’inizio dell’anno.

Froome non ha indicato la data precisa, ma ha spiegato che si trattava di un controllo a sopresa lontano dalle competizioni, infatti era in vacanza in Italia con la moglie. I due si trovavano in un hotel esclusivo e sono stati raggiunti dai funzionari della WADA, l’agenzia mondiale antidoping, i quali però non sono riusciti a contattare il corridore perché il personale dell’albergo ha impedito che i loro clienti venissero disturbati.

Froome ha raccontato:

“All’inizio dell’anno mi sono preso un paio di giorni di riposo e ho portato mia moglie in un esclusivo hotel in Italia. La prima mattina che eravamo lì le autorità sono venute alle sette del mattino e lo staff dell’hotel non ha permesso loro di accedere alla nostra stanza e si è anche rifiutato di chiamarci. Così, quando siamo scesi per la colazione, ci hanno semplicemente detto ‘Oh, i signori dell’antidoping sono venuti per sottoporti a un test questa mattina, ma la nostra policy ci impedisce di lasciare che qualcuno disturbi i nostri clienti”

Dopo la conferenza stampa Froome ha poi raccontato in esclusiva al The Sun che nella sua carriera era successo un’altra volta di saltare un controllo antidoping, cinque anni fa. Secondo il codice WADA se un atleta salta o fallisce per tre volte un controllo antidoping nel giro di 12 mesi è punibile con una squalifica di uno o due anni.

Froome ha poi detto che da questa esperienza ha imparato che d’ora in poi dovrà fare più attenzione ed essere più perspicace e che in quell’occasione avrebbe dovuto avvisare lo staff dell’hotel che si sarebbero potuti presentare gli agenti della WADA per chiedergli un test e che lo avrebbero dovuto avvisare.

Il corridore del Team Sky ha poi rivelato anche che quest’anno, durante il periodo di allenamento in altura, a Tenerife, lui e i suoi compagni sono stati sottoposti a test a sorpresa almeno quattro volte e ha detto che questo è un segno che la WADA ha capito quanto lo stesso Froome aveva detto l’anno scorso e ha agito di conseguenza. Nel 2014, infatti, il keniano bianco si era lamentato perché durante la preparazione in altura né il Team Sky né l’Astana erano mai stati testati a sorpresa e secondo lui questo era un dato negativo, ma oggi ha detto che evidentemente quella lamentela è servita per cambiare il modo di agire della WADA che quest’anno invece ha già effettuato almeno quattro test sui corridori Sky.

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