Attività subacquea, il brevetto è obbligatorio?

Immersioni, il brevetto è obbligatorio?Diciamolo subito: in Italia non esiste alcuna normativa, in vigore a livello nazionale, che imponga l'obbligo di conseguimento di un brevetto per la pratica dell'attività subacquea turistico-ricreativa, non guidata, in acque interne o marine. Nello specifico, non occorre un brevetto per immergersi con un autorespiratore ad aria, né per affittare l'attrezzatura, nè per ricaricare una bombola.

Salvo alcune ordinanze delle capitanerie di porto locali, di cui bisogna sempre tener conto, come ad esempio quella di Reggio Calabria (73/10 del 30/08/2010) o quella di Gallipoli (23/09 del 23/07/2009), che impongono rispettivamente l'obbligo di possesso del brevetto e un limite massimo alla profondità delle immersioni a scopo turistico-ricreativo, in ogni altra parte delle coste italiane, chiunque può immergersi utilizzando bombole ed erogatore.

Ci tenevo a fare chiarezza con questo post, perché quest'estate, in un diving center di Sant'Antioco, ho dovuto esibire il mio brevetto sub per poter fare la ricarica della mia bombola. In realtà la richiesta del documento è una prassi molto diffusa anche negli altri centri immersioni italiani, ma la chiamata in causa di una recente disciplina in materia di attività subacquea da parte del gestore del diving, che giustificasse la solerzia dell'accertamento, mi ha lasciato davvero sorpreso.

Una volta a casa, ho voluto approfondire la questione e ho provato a cercare materiale sulla Rete. Purtroppo però, i motori di ricerca indicizzano forum, siti personali e discussioni sui social network che non esauriscono l'argomento e spesso riportano informazioni confuse e inesatte. Nella maggior parte dei casi si fa riferimento a disegni di legge presentati alla Camera dei deputati e mai approdati in Senato oppure si confonde l'attività professionale con quella turistico-ricreativa.

Dal 1997, anno in cui il Senatore Antonio Battaglia ha presentato il Disegno di legge 2339, ovvero il primo tentativo di regolamentare l'attività subacquea moderna, si sono succedute diverse proposte che MAI hanno portato all'approvazione di una legge definitiva. Nel 2001, l'Onorevole Alberto Arrighi ha presentato il Disegno di legge 1219, seguito, nello stesso anno, da quello di Luigi Martini (ddl 1698); testi poi unificati in quello del 2005. Nel 2006 è la volta del ddl 1394 dell'Onorevole Luca Bellotti, nel 2007 del ddl 2638 di Fabbri. Dal 29 aprile del 2008 è possibile ricostruire tutta la storia recente delle proposte, grazie al sito della Camera dei Deputati che rimanda ai testi originali. Il primo è quello presentato dall'Onorevole Luca Bellotti (344), seguito dall'iniziativa dei deputati Lo Presti e Holzmann (2369) e da quella di diversi parlamentari (2509), quest'ultima però non tocca la questione dei brevetti, occupandosi esclusivamente della disciplina delle professioni di istruttore subacqueo e di guida subacquea e dei centri di immersione e di addestramento.

Ad oggi, l'ultima proposta che, ripeto, non è ancora stata trasformata in legge, pur avendo continuato il suo iter parlamentare, è quella che unifica i tre testi precedenti (344,2369,2509). Dopo le audizioni in Parlamento dei rappresentanti delle diverse associazioni interessate: Associazione imprese subacquee italiane (AISI), Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), Confederazione italiana delle attività subacquee (CIAS), Associazione didattiche subacquee (ADISUB), Associazione dei produttori della subacquea (ASSOSUB), Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee (FIPSAS) e dopo il parere favorevole delle diverse commissioni della Camera, il ddl ha fermato la sua corsa il 21 gennaio del 2010, data dell'approvazione della commissione difesa.

Riepilogando, l’attività subacquea, in Italia, può essere esercitata liberamente nel rispetto della normativa generale (ricordatevi la boa segnasub!) ovunque non ci siano già ordinanze locali, da parte di competenti autorità amministrative, che impongano divieti o restrizioni per il territorio di loro pertinenza. Il consiglio è ovviamente quello di affidarsi ad un diving center, poiché le varie didattiche permettono di imparare a immergersi in piena autonomia e nella massima sicurezza, grazie ad una professionalità che non potrebbe essere garantita da un insegnante improvvisato o addirittura dall'autodidattica.

Foto | Courtesy of Sara Cardia

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