Usain Bolt: "Ci sono i Mondiali di atletica, ma si parla solo di doping"

L'atleta più atteso della competizione iridata non sopporta più i sospetti di doping nel suo sport.

Un po' come Chris Froome che durante i Tour de France dominati (nel 2013 e quest'anno) si è puntualmente ritrovato a parlare di doping nelle conferenze stampa, Usain Bolt, l'atleta più atteso in questi giorni a Pechino, alla vigilia dei Mondiali di Atletica leggera è interpellato soprattutto sul tema del doping e non ne può più:

"La questione del doping è diventata veramente il centro di tutto. Nelle ultime settimane ho sentito parlare e ho letto solo di doping, doping e doping. E anche qui, adesso, la maggior parte delle domande che mi fate è su questo argomento, ed è davvero triste considerando che siamo all'antivigilia dei Mondiali, e si dovrebbe parlare anche delle gare. Ma non posso farci niente, siete voi che scrivete…"

Il giamaicano torna nello stadio a Nido d'Uccello di Pechino dove nel 2008 ha vinto tre ori olimpici e ha collezionato record del mondo diventando di fatto una leggenda. Ora, dopo un lungo periodo in cui gli infortuni hanno limitato le sue partecipazioni alle gare, spera di risorgere in quello stesso stadio e di confermare i titoli mondiali nelle "sue" distanze, ossia i 100 metri, i 200 metri e la staffetta 4x100 metri.

Usain Bolt è stato sottoposto a numerosi controlli di tutti i tipi, ma non è mai risultato positivo al doping e si è sempre proposto come un simbolo dello sport pulito, non vuole però dover reggere da solo il peso di ripulire l'immagine del suo sport che negli ultimi tempi ha scritto delle pagine davvero negative per quanto riguarda il doping. Bolt dice:

"Tutti coloro che gareggiano rispettando le regole della Iaaf e della Wada devono fare la loro parte. Io corro per me stesso, è ciò che faccio, e sono gli altri a dire che il mio sport ha bisogno che io vinca, perché ho gareggiato pulito durante tutta la mia carriera. Ma salvare il nostro sport è una responsabilità di tutti gli atleti, ognuno di noi dovrebbe far vedere che si può andare avanti senza bisogno del doping, non è una responsabilità soltanto mia. Io faccio ciò che è giusto, seguo le regole, ma tutti devono capire che il segreto per andare più forte ed essere competitivi è lavorare duro. È questo che farà del mondo dello sport un posto migliore"

Nella gara regina Bolt potrebbe ritrovarsi a competere con Tyson Gay, Justin Gatlin e il suo connazionale Asafa Powell, tutti atleti che hanno avuto a che fare con i doping e che hanno scontato pesanti squalifiche. Su questo punto il detentore dei record del mondo dei 100 e 200 metri dice:

"Le regole sono queste, non le ho fatte io, e stabiliscono che dopo aver scontato la pena uno può tornare a gareggiare. Gatlin sarà in pista, e io devo pensare a batterlo, senza preoccuparmi dei problemi che ha avuto. L'importante è che sia ben concentrato su ciò che devo fare io"

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