Processo Lampre: Alessandro Ballan e Beppe Saronni assolti

Gli unici due condannati sono Guido Nigrelli e Sebastian Gilmozzi.

Italian Alessandro Ballan of BMC Racing Team poses before the 4th edition of the Natourcriterium Sint-Niklaas cycling race on July 27, 2012 in Herentals. The contest is part of the traditional 'criteriums', local races in which mainly cyclists who rode the Tour de France compete. AFP PHOTO / BELGA / KRISTOF VAN ACCOM --BELGIUM OUT--        (Photo credit should read KRISTOF VAN ACCOM/AFP/GettyImages)

Venerdì 18 dicembre 2015 - Il Tribunale di Mantova ha assolto tutti gli imputati del cosiddetto "processo Lampre" a eccezione di due: il farmacista Guido Nigrelli e il cicloamatore Sebastian Gilmozzi. Il primo è stato condannato a otto mesi (pena sospesa), 700 euro di multa, il pagamento delle spese processuali e la sospensione dalla professione di farmacista per tutta la durata della pena, il secondo è stato condannato a cinque mesi (pena sospesa) e a una multa.

Tutti gli altri imputati sono stati assolti con formula piena a seconda dei casi "perché il fatto non sussiste" o "perché il fatto non costituisce reato". Tra gli assolti ci sono anche Beppe Saronni (ma per lui anche il Pm aveva chiesto l'assoluzione) e Alessandro Ballan, per il quale era stata chiesta una condanna di due anni.
Con la sua sentenza il giudice Giuditta Silvestrini ha posto fine a un caso che tra indagini e processo andava avanti da più di sette anni, a meno che non ci saranno ricorsi.

Doping, chiesti due anni per Ballan


Lunedì 23 novembre 2015

- Il processo Lampre che vede imputati i dirigenti dell’unica squadra italiana del World Tour e una ventina di persone fra corridori, medici e personale è alle battute finali. Giovedì 19 novembre si è tenuta un’udienza molto lunga che si è protratta fino a sera quando il pubblico ministero Antonino Condorelli, procuratore capo di Mantova, ha chiesto l’assoluzione per i dirigenti Beppe Saronni, Fabrizio Bontempi e Maurizio Piovani e per i ciclisti Damiano Cunego e Mauro Santambrogio.

È decaduta l’accusa di doping di squadra con la quale l’inchiesta era iniziata ben 7 anni fa, mentre restano in piedi le responsabilità individuali. Per l’ex campione del mondo Alessandro Ballan, accusato di avere praticato l’emotrasfusione, il pm Condorelli ha chiesto due anni di reclusione e 40mila euro di multa.

Il 36enne di Castelfranco Veneto, passato professionista nel 2004, vincitore del Giro delle Fiandre 2006 e ultimo italiano ad avere vestito la maglia di campione del mondo fra i professionisti a Varese 2008, sta scontando una squalifica inflittagli dal Tribunale Nazionale Antidoping che dovrebbe terminare il 16 gennaio 2016. Ma dopo avere scontato la pena inflittagli dalla giustizia sportiva, Ballan sta rischiando una pena di due anni.

L’accusato numero uno dell’inchiesta è Guido Nigrelli, il farmacista di Mariana Mantovana per il quale è stata chiesta una condanna di 4 anni e 6 mesi di reclusione. Per il preparatore atletico Sergio Gelati sono stati chiesti 2 anni e 6 mesi. Per i corridori, con la sospensione della pena detentiva, sono stati chieste pene differenti: per Ballan due anni di reclusione e 40mila euro di multa, per Bandiera, Bruseghin, Caucchioli, Gavazzi, Massimiliano e Manuele Mori, Ponzi e Bossoni 1 anno e 8 mesi.

Le altre richieste di condanna sono di due anni per Messina, 1 anno e 7 mesi per Pezzini, Zambroni e Castrini, 1 anno e 6 mesi per Gilmozzi, Piccoli e Della Torre.

Fra le persone per le quali è stata chiesta l’assoluzione vi sono il medico spagnolo Ibarguren, Da Dalto, Lorenzetto e il danese Rasmussen.

Il processo proseguirà l’11 dicembre con le arringhe della difesa, il 18 dicembre con la replica del pm, poi ci sarà la controreplica delle difese e la sentenza.

Secondo le accuse di Condorelli, Nigrelli era il cuore di una rete di smercio e di vendita di sostanze dopanti che coinvolgeva i corridori. Anche se non è emersa alcuna prova chiara di scambio o consegna di doping, nella perizia redatta dal prof Donati e dalla dottoressa Pacifici si parla di “intercettazioni telefoniche e ambientali che descrivono un insieme di soggetti dediti in modo sistematico alle pratiche dopanti”.

Via | La Tribuna di Treviso

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