Kobe Bryant, la notte dell’addio: "Mamba out" | Foto e video

I Los Angeles Lakers hanno battuto gli Utah Jazz davanti a tanti vip accorsi allo Staples Center per salutare Black Mamba.

Giovedì 14 aprile 2016 - È stata una festa memorabile e Kobe Bryant ha voluto salutare il basket a modo suo, da vincente, stabilendo anche un record, quello del più “anziano” di sempre a segnare 60 punti in una partita. I suoi Los Angeles Lakers hanno battuto gli Utah Jazz per 101-96, ma gli applausi sono stati tutti per lui.

L’hashtag #ThakYouKobe campeggiava Sullo Staples Center dove erano presenti tante stelle, dai calciatori David Beckham e Alex Del Piero ad attori come Jack Nicholson e musicisti come Jay Z, Snoop Dog e Taylor Swift, c’era anche il tennista Novak Djokovic. Non potevano mancare i grandi del basket, da Shaquille O'Neal a LeBron James. Ovviamente per tutto il tempo è risuonato il coro “Kobe, Kobe”.

Alla fine della partita Kobe ha detto al pubblico:

“Sono sempre stato un tifoso Lakers. Vi amo tutti dal profondo del mio cuore. Difficile credere che fosse l'ultima volta. Yes, Mamba out"

Ovviamente ha ringraziato anche la moglie e le figlie che hanno fatto molti sacrifici per lui e che ora lo avranno tutto per sé.

Kobe Bryant, la notte dell’addio


Mercoledì 13 aprile 2016 - Il Mamba Day è arrivato, il giorno in cui Kobe Bryant dirà definitivamente addio al basket giocato: questa notte, alle ore 4:30 italiane, allo Staples Center di Los Angeles, Black Mamba disputerà il suo ultimo match con i Los Angeles Lakers, la sua unica squadra che lo prese dai Charlotte Hornets che lo aveva scelto al primo turno dei Draft NBA del 1996.

Classe 1978 (compirà 38 anni ad agosto), figlio d’arte, grazie a suo padre ha percorso i suoi primi passati sul parquet in Italia: Joe Bryant ha infatti giocato per cinque stagioni in Serie A2 (con AMG Sebastiani Rieti, Viola Reggio Calabria e Pistoia) e poi per due stagioni in A1 (nella Pallacanestro Reggiana). Kobe era un bambino, ma un po’ d’Italia gli è sempre rimasta nel cuore e c’è chi pensa che il suo futuro potrebbe essere proprio qui.

Questa notte contro Utah i Lakers giocheranno su un parquet su cui sono stati disegnati i numeri di Kobe, l’8 e il 24 e la metropolitana di Los Angeles gli ha dedicato per un giorno un fermata, la Pico Station che oggi si chiama Kobe. La festa sarà tutta sua, indipendentemente da come giocherà e a suonare l’inno nazionale è arrivato addirittura Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers che è un grande fan di Bryant. Il suo addio al basket è stato lungo, visto che l’annuncio che questa sarebbe stata la sua ultima stagione lo ha dato con una lettera il 29 novembre 2015, ora, quattro mesi e mezzo dopo, è arrivato il momento tanto temuto dai suoi tifosi.

Nel corso della sua lunga e brillante carriera, Bryant ha conquistato cinque anelli e 18 convocazioni all’All Star Game, è stato per due volte MVP nelle Finals e ha ottenuto un premio come migliore della stagione. Con la maglia degli Stati Uniti ha conquistato due ori olimpici a Pechino 2008 e a Londra 2012.

Il momento più buio è stato nel 2003 quando è stato arrestato per un’accusa di stupro avanzata da una 19enne che lavorava in un hotel il Colorado. Fu rilasciato su cauzione e in seguito, dopo una serie di udienze, la presunta vittima ritirò le accuse, anche se il processo civile andò avanti. Questa vicenda fece perdere a Bryant alcuni contratti pubblicitari.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail