Dottor Michele Ferrari: “Al Giro 2016 prestazioni in salita di livello più basso rispetto al passato”

Il dottore al centro del caso di doping di Lance Armstrong è stato ospite telefonico di Bike Channel durante il Giro di Svizzera.

Dottor Michele Ferrari intervista Bike Channel

Con grande sorpresa di alcuni telespettatori (noi compresi), Bike Channel ha deciso di far intervenire telefonicamente, durante la diretta della tappa odierna del Giro di Svizzera, il dottor Michele Ferrari. Un intervento annunciato già da giorni e l’attesa non è stata tradita. Indubbiamente interessanti molti degli argomenti, estremamente tecnici, toccati da Ferrari durante la chiacchierata con Paolo Savoldelli e Gianluca Giardini, ma una persona che ne sa un po' di ciclismo non può fare a meno di pensare che quel signore dalla voce gentile è Michele Ferrari, appunto. Michele Ferrari cavolo, quello che se lo cerchi su Google come suggerimento il motore di ricerca ti dà subito “Michele Ferrari doping”.

Capiamo che Savoldelli non ha mai nascosto la sua amicizia con Ferrari, che si è allenato per anni con lui e che lo ha invitato al suo matrimonio. Capiamo anche la volontà di volerlo, in qualche modo, riabilitare, ma Michele Ferrari è stato inibito a vita dall’USADA dall’esercizio della professione sportiva. Il motivo, probabilmente, lo conoscono tutti: è coinvolto nelle indagini sulle US Postal, la squadra di Lance Armstrong che ha ammesso tre anni fa di aver usato doping, anzi di essersi sottoposto, insieme con i suoi compagni, a un vero e proprio “programma” dopante.

A livello giudiziario, in Italia, Ferrari è stato assolto per l’accusa di doping perché “il fatto non sussiste”, mentre il reato di frode sportiva si è estinto nel 2006 per prescrizione. Ma resta l’inibizione a vita dell’USADA e il fatto che nell’immaginario collettivo il suo nome è ormai irrimediabilmente associato al doping, anche al di là dei documentari, dei libri e dei film che sul caso Armstrong sono stati realizzati negli ultimi anni.

Sorprendente dunque che un canale come Bike Channel, che si rivolge soprattutto ai ciclisti amatori, decida non solo di far intervenire Ferrari durante un evento importante come il Giro di Svizzera, che fa parte del World Tour, ma anche di trattarlo da “amiconi”, senza il minimo accenno a quello che è successo nel ciclismo negli anni 2000 e senza sfruttare gli assist involontari dello stesso dottore sulle differenze del ciclismo di oggi rispetto a quello dell’era Armstrong.

Facciamo un esempio. A Michele Ferrari è stato chiesto che Giro d’Italia è stato quello di quest’anno a livello di prestazioni e di VAM migliori. Il dottore ha risposto:

“Al di là dello spettacolo veramente notevole offerto dalla corsa come sempre e soprattutto dall’epilogo, il livello delle prestazioni in salita non è stato a quello di qualche anno fa. Anche le prestazioni di Krujiswjik nella cronoscalata e di Nibali nella tappa di Sant’Anna di Vinadio non sono state eccellenti”

E meno male! Verrebbe da dire… Però Savoldelli e Giardini non sono entrati nello specifico, sarebbe bastato un semplice “come mai?” giusto per fare il proprio dovere di intervistatore.

Proprio il vincitore del Giro Vincenzo Nibali è stato uno dei temi più dibattuti. Secondo Ferrari la differenza di prestazione tra la prima e la terza settimana della corsa rosa potrebbe essere ampiamente imputata al fatto che lo Squalo aveva tentato di allungare le pedivelle e questo avrebbe influito sul suo gesto atletico, poi è tornato a 172,5 ed è andato più forte. Ferrari ha fatto anche un confronto con i dati a livello i potenza espressa da Nibali nel Tour 2014 e nel Giro 2013 facendo notare come quest’anno sia andato nettamente peggio e ha detto che anche Fabio Aru gli sembra indietro con la condizione in salita, mentre Chris Froome è già a un ottimo livello, anche se non è ancora al massimo, ed è anche leggermente superiore ad Alberto Contador il quale potrebbe cominciare a sentire il peso degli anni e soprattutto di una carriera dispendiosa.

Altri temi toccati, giusto per la cronaca, quanto un ciclista può stare fuori soglia (15-20 minuti per un amatore, un po’ di più per un professionista), quando si comincia a perdere fisicamente da un punto di vista dell’età (lo 0,7% in media all’anno dal 35° anno in poi), le diete odierne che favoriscono la chetasi e dunque il dimagrimento, la frequenza di pedalate (le frullate di Froome sono di 115-120 pedalate, ma più aumenta la cadenza più aumenta anche l’attrito interno alle fibre muscolari), l’importanza della ruota (più leggera è più tempo si risparmia) e la potenza lipidica, che quanto più elevata tanto più l’atleta è resistente e in questo il migliore è Nibali: secondo i calcoli di Ferrari è proprio lui ad avere una potenza lipidica più alta di tutti.

Ovviamente via Twitter, all’hashtag #AskSavoldelli, arrivavano anche le domande “scomode” (alcune poi cancellate), ma non sono state girate al dottore. Prima del termine del Giro di Svizzera probabilmente ci sarà un altro intervento del Dottor Ferrari: gli sarà finalmente rivolta qualche domanda sull'argomento a cui il suo nome resta sempre associato?

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail