Judo, Matteo Marconcini alle Olimpiadi di Rio 2016: sfuma il bronzo

Aggiornamento ore 22:20 - Purtroppo Matteo Marconcini è stato sconfitto da Sergiu Toma, moldavo di passaporto degli Emirati Arabi Uniti. Toma ha concluso l'incontro con un ippon aggiudicandosi così la prima medaglia di bronzo nella categoria 81kg.

Aggiornamento ore 22:14 - Ecco sul tatami Matteo Marconcini e Sergiu Toma.

Aggiornamento ore 22:11 - Si sta svolgendo ora la finale 63kg donne.

Aggiornamento ore 22:04 - Gli organizzatori, evidentemente, hanno deciso di modificare il programma per permettere a Sergiu Toma di recuperare dopo l'incontro con Khasan Khalmurzaev. In questo momento si sta svolgendo la seconda finale per il bronzo nella categoria 63kg donne.

Aggiornamento ore 21:47 - Il russo Khasan Khalmurzaev ha battuto Sergiu Toma (Emirati Arabi Uniti) nella semifinale. Sergiu Toma sfiderà dunque il nostro Marconcini. C'è un sensibile ritardo nel programma: la sfida tra Sergiu Toma e Matteo Marconcini si svolgerà dopo la finale per il bronzo tra l'israeliana Yarden Gerbi e la giapponese Miku Tashiro.

Aggiornamento ore 21:05 - Matteo Marconcini ha sconfitto con un ippon il bulgaro Ivaylo Ivanov, conquistando così l'accesso alla Finale A per il bronzo nella sua categoria. L'incontro è previsto alle ore 21:47, ma ancora non si conosce il nome del suo avversario.

Judo, Matteo Marconcini alle Olimpiadi di Rio 2016

Matteo Marconcini può continuare a sperare: l’azzurro del judo, dopo l’eliminazione ai quarti di finale per mano del georgiano Tchrikishvili accede ai ripescaggi che lo vedranno contrapposto al bulgaro Ivanov. Chi vince sfida i semifinalisti perdenti in una delle due finaline per il bronzo.

Marconcini ha cominciato il torneo olimpico della categoria 81 kg battendo il filippino Nagano con un ippon in poco più di un minuto, poi, nel turno successivo, ha avuto la meglio ai punti sul belga Bottieau e agli ottavi ha vinto con un ippon al golden score contro il macedone Duminica.

L’azzurro, nato ad Arezzo il 26 agosto 1989, è alto 1,81 e ha come idoli il tennista Roger Federer e il rugbista Martin Castrogiovanni perché si distinguono per la loro perseveranza, la stessa perseveranza che ha permesso a Marconcini di arriva a Rio 2016 nonostante una lunga serie di infortuni che sembrava averlo ormai tagliato fuori dal sogno olimpico.

Invece, dopo cinque mesi di stop in seguito a una operazione alla spalla, Marconicini è tornato sul tatami a fine febbraio ed è salito sul podio negli ultimi appuntamenti importanti della stagione, scalando così il ranking mondiale e superando il connazionale Antonio Ciano, “soffiandogli” così il diritto di volare a Rio.

Oggi tutta Italia è con lui, unita nella speranza di un’altra medaglia.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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