Catherine Bertone a 44 anni 25esima nella Maratona | Olimpiadi Rio 2016

Olimpiadi 2016. Tra le storie da raccontare ai Giochi di Rio c'è anche quella di Catherine Bertone. L'azzurra ha concluso la prova di Maratona al 25esimo posto, staccata di 12 minuti dalla vincitrice, la kenyana Jemima Jelagat Sumgong.

Ha esultato Catherine al traguardo come se avesse vinto una medaglia (nel video il suo arrivo). In effetti, il suo è un risultato importante. Il motivo ?. La Bertone ha 44 anni e si dedica alla maratona, alternandola con il lavoro di medico pediatra infantile all’ospedale Beauregard di Aosta e un'altra "professione" importante, quella di madre di due figlie.

Catherine si è conquistata la convocazione a Rio 2016 grazie all'ottimo risultato raggiunto alla maratona di Rotterdam dello scorso aprile, conclusa al quarto posto dietro tre atlete africane con il nuovo primato personale di 2 ore 30 minuti e 16 secondi, tempo inferiore nella graduatoria italiana delle ultime due stagioni solo a quello di Anna Incerti, oggi ritiratasi nel corso della gara.

L'exploit di Rotterdam è arrivato dopo il titolo italiano di Maratona vinto a novembre '15, altro risultato sorprendente che la Bertone si è conquistato al termine di un precedente periodo di pausa dall'atletica per scelta personale. Prima delle Olimpiadi, altre due vittorie significative nella Stramilano e nel Vivicittà di Torino.

Oggi il 25esimo posto alla Maratona olimpica è davvero da applausi. A 44 anni, la storia di Catherine Bertone è un esempio di costanza, abnegazione e amore per uno sport praticato a livello professionistico ma vissuto senza l'assillo del risultato.

Emblematica questa sua dichiarazione rilasciata al sito correre.it prima di ricevere la convocazione a Rio.

Per me la corsa rimane essenzialmente divertimento se arrivo esausta dopo una giornata di lavoro, basta mettermi le scarpette e mi sembra subito di avere le gambe più leggere. Correre è l’unico momento che dedico tutto a me stessa. Per quell’ora e mezza evito addirittura di portarmi dietro il cellulare, a meno che non debba essere reperibile. Correre è ciò che mi fa stare meglio e mi emoziona di più. Se non mi dovessero convocare per le Olimpiadi di Rio de Janeiro non ne farei un dramma. I problemi veri sono altri, come comunicare a una coppia di genitori che il loro figlio è deceduto o che gli è stata diagnosticata la leucemia

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