Italia: Intralot nuovo sponsor, ma è polemica

La nazionale italiana di calcio ha un nuovo sponsor, ma montano già le polemiche. Oggi, la Figc ha presentato una nuova partnership con la società di scommesse Intralot, ma la sponsorizzazione è finita persino in Parlamento. Alcuni politici del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno chiesto alla Federcalcio di revocare l’accordo. Contro il nuovo contratto anche Damiano Tommasi e Alessandro Altobelli, nonostante le rassicurazioni da parte della Figc, che ha precisato come nessun logo sarà aggiunto sul petto delle maglie azzurre.

Presentando il nuovo sponsor, il presidente federale Carlo Tavecchio ha sottolineato come si tratti di "una partnership incentrata sui valori visto che una parte fondamentale dell'accordo prevede l'impegno in attività sociali, rafforzando così il lavoro della Federcalcio nella promozione della cultura della legalità e per la diffusione di comportamenti consapevoli all'interno del mondo del calcio".

Il fatto che si tratti di una società di scommesse sportive, ma non solo, ha destato diversi malumori. Tra coloro i quali hanno trovato l’iniziativa fuori luogo, anche il manager del Leicester campione d’Inghilterra, Claudio Ranieri: "non è giusto per uno sportivo". Chiede l’intervento del Parlamento il senatore del M5S Giovanni Endrizzi, mentre i suoi colleghi Franco Mirabelli e Stefano Vaccari (entrambi PD) hanno evidenziato:

"Il problema non si riduce alla presenza o meno del logo sulla maglia, ma consiste nella stessa associazione di una multinazionale di scommesse e gioco online, anche d'azzardo, a formazioni sportive che rappresentano l'Italia nel mondo e che dovrebbero diffondere ben altri valori. Apprezziamo che la Figc si stia ponendo il problema, ma ancora non ci siamo".

Affidandosi all’agenzia Ansa, la Figc aveva nel frattempo fatto alcune precisazioni sull’accordo:

"Accordi di questo tipo non prevedono alcun logo sulla maglia, che rimane del tutto pulita (come da regole Fifa), e neppure sulle tute. L'immagine che si vede in giro è solo una photo opportunity, un dono di tipo personale come quelli fatti tante volte a sponsor, politici, appassionati e giornalisti".

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