Totti: "In futuro potrei allenare"

Francesco Totti, capitano della Roma, ha rilasciato oggi una lunga intervista al ‘Corriere dello Sport’. Probabilmente alla sua ultima stagione da calciatore, il 40enne numero 10 ha per la prima volta ammesso di pensare alla carriera di allenatore dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Totti, però, sa bene che per guidare un gruppo bisogna avere un atteggiamento assai diverso rispetto a quello da calciatore. Bisogna sobbarcarsi il peso dei problemi di ciascun elemento della rosa, dentro e fuori dal campo.

"Magari potrei allenare. Conoscendo il mio carattere - ammette - , forse non saprei gestire un gruppo, ma lo cambierò".

Insomma, a fine stagione il capitano della Roma deciderà cosa fare da grande. Nelle scorse settimane alcune prestazioni esaltanti lo hanno proiettato verso dichiarazioni ottimistiche: perché smettere a giugno? Andare avanti fino a 41 anni, però, sarà assai difficile. Comunque sia, non ci saranno altri tipi di esperienze da calciatore:

"Roma per me è tutto. Ho sempre tifato per la maglia che indosso da 25 anni, non potrei volere altro dalla vita".

Parlando degli allenatori che ha avuto in carriera, il numero 10 giallorosso non ha dubbi sull’indicare in Zdenek Zeman colui il quale gli ha dato di più.

"Zeman era quello con cui mi sono trovato meglio di tutti - rivela - . Anche con gli altri, più o meno. Ma io non ho avuto mai problemi con gli allenatori perché poi alla fine ho fatto sempre il mio dovere, li ho sempre rispettati e, questo lo ribadisco un'altra volta, io alla Roma non ho mai cacciato via un allenatore, non ho mai voluto un allenatore. L'unico con cui ho avuto un po' di problemi è stato Carlos Bianchi".

Proprio durante la gestione del tecnico argentino, Francesco Totti è stato vicinissimo all’addio: anzi, il capitano aveva già un accordo con un’altra società, ma fu poi stracciato per volere dell’allora presidente Sensi.

"Firmai con la Sampdoria e il giorno dopo ci fu un torneo all'Olimpico con Ajax e Borussia Dortmund. Forse sarà stato il destino, ma quella sera feci due goal sia all'Ajax che al Borussia Dortmund. Ma dopo la partita il presidente Sensi s'impuntò e disse: lui da qua non va via. Alla fine saltò tutto con la Sampdoria e rimasi in giallorosso. Bianchi disse o Totti o me e Sensi disse Totti. E da lì è cambiato tutto...".

Francesco Totti intervista

Non solo la Sampdoria, in passato si è parlato tanto anche di un’ipotesi Real Madrid: Totti racconta come sono andate realmente le cose.

"Era il 2003. C'era Capello con i Sensi, ma vivevamo un momento molto particolare tra me e la società. Il Real spingeva a tutti i costi perché giocassi da loro. Era l'unica squadra al mondo per la quale io, a malincuore, avrei potuto lasciare Roma. Ci pensai seriamente - ammette -. Però alla fine la famiglia, gli amici, mia moglie, mi hanno aiutato a capire tante cose, così sono rimasto qua. E considero che sia stata una fortuna".

Totti e Spalletti, un rapporto che spesso è finito sule prime pagine dei giornali. Non c’è nulla di “anormale”, però, secondo il capitano giallorosso:

"Con lui ho un rapporto che va oltre anche il calcio. E' una bella persona che ha i propri valori, un allenatore che ha una cultura calcistica superiore alla media. E per me la Roma ha fatto un grande investimento riprendendo questo tecnico".

Infine, si parla di nuovo del futuro: il numero 10 spera che sia comunque a tinte giallorosse.

"Sinceramente non so cosa farò. Però spero di rimanere per sempre nella Roma. Sarei davvero felice se potessi essere di aiuto al club".

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