[VIDEO] De Boer: "Ho la fiducia della società"

Frank De Boer cerca una vittoria domani contro il Torino per salvare la panchina. Il tecnico olandese dell'Inter ha parlato oggi in conferenza stampa, alla vigilia del match valido per la 10.a giornata di Serie A. Reduce dall’ennesima sconfitta in campionato, nonostante l’ultima affermazione in Europa League, De Boer sa bene di essere all’ultima spiaggia. Nonostante ciò, l’ex Ajax è convinto di avere la società dalla propria parte e ai giornalisti che gli chiedono del possibile esonero, risponde spazientito:

“E' sempre così - dice - , ma sono stanco di parlare di queste cose. Da questa discussione non si ricava niente, non serve. Contano solo i giocatori e la squadra e mi interessa solo capire come possiamo cambiare questo momento che è molto difficile. Società, staff tecnico e squadra devono restare uniti per migliorare. E' solo una questione di tempo, anche se so che nel calcio non c'è pazienza. Ma non posso fare altro che restare concentrato sulla prossima partita”.

Dopo l’addio di Mancini, all’Inter serviva una guida tecnica forte, ma De Boer sente di avere lo spogliatoio in pugno e di poter raddrizzare una situazione che relega i nerazzurri in una posizione assai scomoda di classifica:

“Stiamo cominciando un progetto che non sarà facile perché veniamo da cinque anni senza titoli. Vogliamo cambiare tutto questo ma ci vuole tempo e la società sa che stiamo provando a fare il meglio per l'Inter. Sento di avere in mano la squadra. Ho molta fiducia in loro ma sappiamo che dobbiamo migliorare molto. Il primo tempo contro l'Atalanta è stato il peggiore da quando sono arrivato e mi sono molto arrabbiato nell'intervallo. Nella ripresa - prosegue - abbiamo cambiato atteggiamento e ho visto giocatori più coraggiosi giocando molto meglio. Se c'era una squadra che meritava di vincere era l'Inter. La dirigenza è sempre qui ad Appiano e parliamo molto. Il rapporto è sereno e con uno scambio di opinioni reciproco. Sento la loro fiducia e in questo momento è importante, sia per me che per la squadra. Crediamo molto in questo progetto nonostante le difficoltà”.

Insomma, quando è arrivato in Italia, De Boer sapeva in quale avventura si sarebbe cacciato, ma probabilmente si aspettava qualche risultato migliore. Del resto, la pazienza dei tifosi e della società non può che essere legata ai risultati sul campo. Il gioco, anche se migliora, non basta:

“Col senno di poi è sempre più facile. Io posso dire che molte volte abbiamo giocato come volevamo, quindi possiamo farlo. Per adesso l'ho solo intravista. In questo momento non possiamo sbagliare, ma ci serve tempo per vedere la mia Inter. E' difficile per me con 29 giocatori nuovi e altri delusi perché non giocano. Cosa sarebbe cambiato se fossi arrivato a giugno? Qualcosa sarebbe cambiato perché se si hanno a disposizione le settimane di precampionato per capire i problemi della squadra è un conto, invece adesso li sto affrontando durante il campionato ed è decisamente più difficile. Sto conoscendo la squadra sempre meglio passo per passo, ma non è questa la normalità. È un problema in questo momento. Sapevo che era difficile, anche la società, ma ho accettato e lavoriamo per migliorare la situazione. L'Inter ha voluto cambiare approccio e giocare più offensivi, ha fatto questa scelta, ora servono i risultati. Cambiando allenatore non è che tutti questi problemi verrebbero risolti, avrebbe gli stessi problemi”.

Tornando alla stretta attualità calcistica, domani ci sarà da affrontare il Torino di Mihajlovic, una delle squadre più in forma del campionato.

“È una squadra che pressa alto e gioca a calcio - ammette De Boer - . Sono in forma e il tridente offensivo sta facendo bene. Ljajic e Belotti sono in un ottimo momento e vengono a San Siro con fiducia. E' la partita giusta per cambiare la nostra stagione, dobbiamo vincere. Sarà una sfida interessante. Ci saranno cambi di formazione? Non posso dirlo. Voglio una squadra unita e che imponga il nostro gioco. Non contano gli undici quanto lo spirito che si metterà in campo con la sola idea di vincere la partita. Contento di aver scelto l’Italia? Sì, mi piace molto l'Italia, Milano, l'Inter. Mi sento rispettato dai tifosi e vivo bene qui. Le condizioni sono perfette per vivere bene e lavorare. Che fine hanno fatto Banega e Gabigol? Sono questioni tattiche e non le devo spiegare a tutti. Sono decisioni mie, sono contento di Eder ma abbiamo tanti buoni giocatori. In questo momento sto scegliendo Brozovic, ma non è una bocciatura. Gabriel deve capire il calcio europeo, gli serve tempo e farlo entrare in squadra in questo momento non è la cosa migliore”.

Frank De boer

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