Milik: "A Napoli meglio non portare in giro oggetti di lusso"

Arkadiusz Milik, centravanti polacco del Napoli, prosegue sulla via del recupero. Il grave infortunio occorsogli dopo poche partite, lo terrà lontano dai campi di gioco fino al nuovo anno. Sabato sera era comunque allo stadio per sostenere la squadra, che vista la sua assenza sta facendo assai fatica a trovare la via della rete.

Parlando al giornale polacco ‘Sportowefakty’, Milik ha intanto fatto il punto sui primi mesi dell’esperienza in Campania. Dall’Ajax al Napoli c’è stata una notevole differenza di “calore” da parte dei tifosi:

"La città di Napoli? Avverto tanto affetto dai tifosi - racconta - . Se vado in giro? Lo faccio raramente, il calcio a Napoli è religione e passeggiare tra la folla è complesso. Faccio shopping al mattino presto, o in posti poco affollati. È bello ricevere tante attenzioni, ma è anche vero che a volte ti piacerebbe prendere una pausa dal caos e dalla frenesia".

Poi, il centravanti della nazionale polacca racconta un episodio particolare nel quale gli sarebbero serviti assai i consigli dati dai nuovi compagni di squadra.

"I tifosi? Una volta mi hanno seguito due scooter per circa 5 km. A un semaforo hanno bussato al finestrino, e mi hanno chiesto un autografo. Temevo volessero altro. I compagni di squadra mi hanno consigliato di non portare in giro oggetti molto costosi, come un orologio di lusso, perché non sarebbe stato sicuro. Meglio evitare certe situazioni", ammette.

Parole che probabilmente potrebbero attirargli antipatie in qualche frangia della tifoseria partenopea…

Milik - Napoli

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