Federciclismo, “Paga e corri”: assolti Coledan, Reverberi, Savio e Citracca

La Procura del Coni ora può fare ricorso alla Corte d’Appello federale.

La Commissione disciplinare della Federciclismo si è espressa oggi sul processo sportivo battezzato dalla stampa “Paga e corri” perché volto a punire i direttori sportivi di tre squadre professional italiane che facevano correre i corridori solo se questi ultimi pagavano o erano in grado di fornire degli sponsor alla società. Per ora la storia si chiude con l’assoluzione dei team manager Bruno Reverberi, Angelo Citracca e Gianni Savio e del corridore Marco Coledan.

La Procura generale del Coni aveva chiesto l’inibizione per due anni per Reverberi, che è il team manager della Bardiani, per un anno e sei mesi per Gianni Savio dell’Androni e un anno per Angelo Citracca della Southeast. Ora potrà fare ricorso alla Corte d’Appello Federale.

Per quanto riguarda il ciclista Marco Coledan, per lui erano stati chiesti tre mesi di squalifica. Il suo nome è entrato nell’inchiesta perché Elia Viviani, che ha testimoniato lo scorso 14 giugno, ha raccontato che il suo compagno gli aveva detto di aver ricevuto richieste di denaro dalla Bardiani per correre e che poi ha dovuto pagare una penale per svincolarsi dalla squadra, una penale il cui importo, però, non era precisato nel contratto.

Altri corridori hanno apertamente ammesso di aver pagato per poter correre. I soldi venivano versati generalmente dai famigliari che ci tenevano a vedere il proprio parente in una grande squadra. Tra l’altro nell’inchiesta è stata fatta molta attenzione anche al ruolo dei procuratori che si trovavano nell’assurda posizione di ricevere una percentuale sui soldi che i loro stessi assistiti versavano per correre.

L’indagine è partita grazie a un’inchiesta del giornalista Marco Bonarrigo del Corriere della Sera pubblicata alla fine del 2015. Nei suoi articoli Bonarrigo ha messo in evidenza come la pratica di pagare per poter giocare c’è anche nel calcio, in particolare nella Lega Pro.

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