Urbano Cairo: “Il Giro d’Italia 2017 sarà speciale per i partecipanti e le riprese tv”

Il Presidente di RCS ha qualcosa in mente per attrarre in migliori corridori.

A Palazzo Reale a Milano si è consegnato oggi il Premio Cairo e il patron Urbano Cairo ha avuto modo di accennare al Giro d’Italia 2017, che sarà speciale perché sarà la corsa rosa del centenario.
Il presidente e amministratore di RCS Media Group, che include RCS Sport organizzatore del Giro, a proposito dell’attesissima competizione che si disputa a maggio ha detto:

“Faremo di tutto perché sia una competizione a tappe molto importante sia in Italia che all'estero”

e ha anche sottolineato come il giorno dell’arrivo in Piazza Duomo a Milano, ossia il 28 maggio, sarà anche il giorno del compleanno del sindaco Beppe Sala. Poi ha aggiunto:

“Quest'anno vogliamo fare qualcosa di speciale sia dal punto di vista dei partecipanti che per quanto riguarda le riprese e le grafiche televisive. Spero che da qui si parta per i prossimi 100 giri aiutati dalle bellezze dell'Italia, che rendono unica la competizione”

Proprio il tema della trasmissione tv del Giro d’Italia 2017 sta tenendo banco in questi giorni perché, a differenza delle altre edizioni, non è così scontato che Raisport riesca ad accaparrarsela e in ballo ci sono anche Discovery Italia, che nel suo bouquet di canali ha Eurosport, e La7, che appartiene proprio a Urbano Cairo.

Ma ciò che più preme al Presidente di RCS è che il Giro finalmente riesca ad avvicinarsi al Tour de France in quanto a interesse da parte dei media di tutto il mondo. E se dovesse riuscirci ovviamente anche i corridori più conosciuti sarebbero interessati a venire. Agli italiani, in realtà, il duello tra Vincenzo Nibali e Fabio Aru può anche bastare, anzi, è più che sufficiente, ma loro due sono i primi a voler vincere combattendo anche con i Froome e i Contador. Questi ultimi due hanno espresso il loro apprezzamento per il percorso del Giro 2017, ma poi hanno deciso di cominciare a impostare la stagione concentrandosi ancora una volta sull’obiettivo Tour.

Se Contador non è da biasimare, perché il Giro lo ha vinto più volte, dall’altra, invece, il non cimentarsi mai nella corsa a tappe realmente più dura potrebbe essere una pecca nella carriera di Froome, che può collezionare quanti Tour vuole, ma senza Vuelta (per la quale ha combattuto e mai vinto) e soprattutto senza Giro il suo palmares avrà sempre qualcosa in meno rispetto ai più grandi corridori di tutti i tempi (tra i quali rientrano invece Nibali e Contador).

Foto © RCS Sport

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