Guardiola, sergente di ferro: niente sesso dopo la mezzanotte

Pep Guardiola un allenatore che tiene regole rigide per i suoi giocatori? Le notizie sulla condotta di comportamento del tecnico catalano non erano sulle prime pagine né ai tempi del Barcellona né in quelli più recenti di Monaco di Baviera, ma ora che il profeta del tiki-taka si è accasato a Manchester, sponda City, cominciano a spuntare confessioni e rivelazioni di particolari "divieti" imposti ai calciatori. D'altra parte si sa, nel campionato inglese i giocatori hanno standard di "serietà professionale" più blandi rispetto al resto d'Europa, inevitabile che qualcuno spifferi tutto ai giornali.

Qualche settimana fa scoprimmo che nel centro sportivo del City Guardiola aveva vietato l'uso del cellulare ai suoi giocatori e aveva fatto disattivare il Wi-fi in tutta l'area per impedire l'accesso ad internet, oltre che pretendere, questo è decisamente più ordinario però, che tutti i giocatori consumino i pasti insieme nella sala comune e allo stesso orario.

All'epoca lo aveva raccontato Zabaleta in un'intervista, stavolta invece è Samir Nasri a parlare delle regole di Guardiola e il francese si trova in prestito al Siviglia, proprio perché non era mai sbocciato il feeling con l'allenatore. Il motivo? Quello scatenante pare sia il peso. Nelle tabelle nutrizionali redatte dallo staff Nasri avrebbe dovuto raggiungere il peso di 76kg, troppo poco secondo il giocatore che si era presentato in ritiro ad 80kg e fino a quando non aveva raggiunto i 78 non aveva potuto allenarsi col gruppo.

Già perché pare che Guardiola escluda automaticamente i giocatori con un sovrappeso di 2.5kg rispetto a quanto stabilito ad inizio stagione. Insomma, cura per il corpo maniacale, dunque anche per i "ritmi del sonno" che non devono essere turbati nemmeno dal sesso. Da qui il divieto più "curioso": limitare (ed evitarle nei giorni prima delle partite) le avventure romantiche una volta scoccata la mezzanotte.

Per i giocatori di Guardiola l'attività sessuale in notturna è preclusa, una regola che ai tempi avrebbe accettato anche Leo Messi, come racconta lo stesso allenatore evidentemente per motivare "gli altri", Nasri compreso, a rispettare questo divieto. Il francese ha preferito andare a giocare in Spagna...

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