Mourinho attacca Wenger: "Io ho vinto 18 mesi fa…"

José Mourinho e Arsene Wenger nuovamente faccia a faccia. Gli eterni nemici si riaffronteranno domani nel big match di Premier League tra il Manchester United e l’Arsenal. Si giocherà all’Old Trafford, in casa dei ‘Red Devils’, ma l’esito della gara è quantomai indecifrabile considerato il rendimento fin qui altalenante della squadra allenata dallo ‘Special One’.

Da abile comunicatore, però, l’ex allenatore dell’Inter è stato abile nella conferenza stampa della vigilia a dribblare le critiche piovute nei giorni scorsi per i risultati scadenti se commisurati agli investimenti sul mercato fatti (300 milioni di euro circa) e al suo stipendio (16 milioni l’anno). Mourinho sposta così l’attenzione sulla presunta disparità di trattamento da parte della critica che elogia fin troppo Wenger, mentre bacchetta eccessivamente proprio lui.

"Nella Premier League, solamente nella Premier League, domani è la sfida tra i manager con i risultati migliori da quando Sir Alex Ferguson non c'è più. Stiamo parlando di 6 o 7 titoli tra i due. Io ne ho tre, Wenger ne ha tre o quattro, non so. Significa che meritiamo rispetto. Wenger lo riceve sempre, ma io non penso di riceverlo. Il mio ultimo titolo risale a 18 mesi fa, non 18 anni fa, ma non percepisco il rispetto".

mourinho contro wenger

Le critiche dei giorni scorsi lo hanno inevitabilmente toccato, ma il manager portoghese prova a far finta di nulla:

"Ho ottimi risultati: ho vinto 9 campionati, e voglio la quarta Premier. Sono al club in cui voglio essere, è semplice. "I miei risultati contro Wenger non sono importanti. Non gioco io contro altri allenatori, è la mia squadra che gioca contro le squadre di altri tecnici. Ogni partita è una cosa a sé, isolata da ciò che è successo prima e ciò che succederà dopo. Non parlo di risultati individuali. I risultati di un allenatore dipendono da quelli della squadra".

Infine, una battuta sulla vicenda Rooney: il capitano dello United e della nazionale inglese ha già chiesto scusa per essere stato pizzicato alticcio dopo la partita con la Scozia.

"Negli ultimi 2-3 giorni non è successo niente. Si è allenato e vuole giocare. È pronto. Non commento quello che è successo con la nazionale. In quel momento era con l'Inghilterra. Non interferisco, nel bene e nel male. Qualche volta i giocatori tornano più forti dalla nazionale, altre volte meno per via di frustrazione o infortuni. Sappiamo cosa è andato male, ma fino a marzo è un capitolo chiuso".

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