Allegri: "La carriera di Kean? Dipenderà da lui"

Massimiliano Allegri è il primo allenatore ad aver mandato in campo in una partita di Serie A un calciatore nato nel nuovo millennio (non un "Millennials" come si scrive quasi ovunque, le persone appartenenti a quella generazione sono nate fra i primi anni '80 e il 2000, non dopo). Moise Kean, attaccante 16enne nato a Vercelli, ha potuto saggiare il prato dello Juventus Stadium per una decina di minuti scarsi, senza avere la possibilità di mettersi in mostra visto il risultato già acquisito e la situazione ambientale che ne conseguiva e lui sembra esserne consapevole. Il commento sul suo profila Instagram è insieme umile, ma dimostra tanta ambizione: "Beh che dire sono contento per il mio esordio in Serie A nonostante la mia età, ma è solo l'inizio si punta sempre più in alto".

D'altra parte quello di Kean è un percorso da predestinato, non si finisce nel gruppo di prima squadra soltanto per via di un paio di infortuni (quelli di Dybala e Pjaca, in questo caso) e non può essere un caso che Mino Raiola abbia già allungato la sua ombra sul giocatore che non ha ancora firmato un nuovo contratto con la Juventus. L'Ad Marotta è consapevole del "pericolo" di perdere quello che appare come il più promettente attaccante delle giovanili dai tempi di Ciro Immobile (in verità arrivato "più maturo" a certi livelli) e ieri ha lanciato "messaggi" all'agente..."i soldi non sono tutto"...basterà a frenare la cupidigia di uno dei re del calciomercato?

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