Running acquatico: ecco perché fa bene

Tra gli amanti della corsa, soprattutto coloro che vivono in città, sta trovando sempre maggiore interesse il running acquatico. La riduzione di spazio e tempo, infatti, costringono coloro i quali non vogliono rinunciare alla corsetta, ad individuare alternative valide e tra queste c’è appunto la corsa nell’acqua di una piscina. Si tratta di una pratica che può portare molti benefici al nostro corpo, considerato che, ad esempio, correre costantemente sull’asfalto può influire negativamente, alla lunga, sulla colonna vertebrale.

Tra le alternative, chi vive in zone di mare, ad esempio, ha la sabbia della spiaggia, altri invece possono usufruire dell’erba di un parco, ma variare eventualmente anche con l’acqua può essere un vero e proprio toccasana per il fisico. Secondo quanto sostengono gli esperti, infatti, correre per 15 minuti con l’acqua che arriva almeno all’altezza della cintura, equivale a circa un’ora di lavoro su strada, per via dell’alto dispendio di energie e lo stress cui è sottoposto il fisico.
Il running acquatico è diventato dunque un nuovo tipo di allenamento, consigliato anche da diverse palestre o piscine per la preparazione di diverse discipline a livello agonistico. Ci sono anche diversi club di calcio che l’hanno ormai inserita costantemente nella preparazione fisica degli atleti, a conferma che a seconda delle necessità, può rivelarsi utile in qualsiasi sport.

Al running acquatico, comunque, è sempre bene associare esercizi in grado di migliorare la capacità propriocettiva, rafforzando tendini e legamenti, oltre che dando benefici anche alla postura.

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