[VIDEO] Berlusconi: "Conosco burocrazia cinese, closing più lontano"

Silvio Berlusconi conferma ufficialmente che il closing per la cessione del Milan avverrà più in là. Saltata la prima scadenza del 3 dicembre, slitta anche quella del 13. Il motivo è presto detto: bisogna risolvere delle questioni burocratiche con il governo cinese che con ogni probabilità richiederanno più tempo. Per ora la cessione del Milan non è in dubbio, ma nel caso scatterebbe quel famoso piano B, che prevede la realizzazione di una squadra giovane e italiana nelle mani dell’attuale patron.

"Conosco la burocrazia cinese - dichiara Berlusconi a Premium Sport - e so che ci sono tempi molto lunghi per ottenere le autorizzazioni. Avendo questa conoscenza mi sono permesso di parlare ai dirigenti Fininvest per dire che se il giorno fissato non fossero ancora arrivate le autorizzazioni e se avessero dalle banche la dimostrazione dell’esistenza di questi soldi che restano da versare, potrebbero dare un po’ di tempo in più, un mese o un mese e mezzo".

Nei giorni scorsi sono state sollevate perplessità sull’identità degli investitori, che rimangono ancora segreti. Sino Europe, la società che sta gestendo la compravendita, dichiara che i nomi si conosceranno all’atto del closing.

"Io - continua Berlusconi - ho incontrato il soggetto principale di questa coalizione e mi ha dato l’impressione di essere una persona seria, intelligente, informata ed è anche tifoso del Milan da sempre. In Cina il Milan ha 243 milioni di simpatizzanti, lui ci ha fatto i nomi degli altri investitori e dalle informazioni che le banche ci hanno dato ci sembrano delle persone su cui si può contare".

Quanto alla sua persona, Berlusconi conferma di voler accettare un eventuale incarico da presidente, ma solo se con i soldi dei cinesi potrà avere capitolo nel mercato e nelle scelte tecniche degli allenatori.

"Loro mi hanno chiesto di continuare a essere il presidente del Milan a tutti gli effetti. Io non avendo una conoscenza approfondita di questi soci penso che sarebbe un rischio, quindi ho risposto che magari avrei potuto fare il presidente onorario. Ma se vogliono approfittare della mia esperienza non possono avermi solo come uomo di scena, devono anche consentirmi di mettere a frutto questa esperienza, dicendo sì o no a questo o a quel giocatore e anche avere la disponibilità di una discussione con gli allenatori come ho sempre avuto in questi 30 anni", conclude.

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