Contador replica alle critiche di Tinkov: “Lo champagne lo bevo con gli amici, non con lui”

Il corridore spagnolo, dopo mesi dalla velenosa intervista rilasciata da Oleg Tinkov, risponde alle critiche del magnate russo.

La replica di Alberto Contador alle dure (e per la maggior parte insensate) critiche rivoltegli da Oleg Tinkov è finalmente arrivata. Ricordiamo che lo scorso ottobre il magnate russo proprietario della Tinkoff, salutando il ciclismo ha rilasciato una velenosissima intervista a Cyclingnews in cui se la prendeva soprattutto con il corridore spagnolo, punta di diamante della sua squadra che con lui ha anche vinto il Giro d’Italia 2015.

Tinkov, in particolare, accusava Contador di essere troppo riservato, troppo serio e maniacalmente attento alla preparazione fisica, tanto da non bere neanche champagne con lui e di essersi creato un suo gruppetto di fedelissimi. Avvertiva anche la nuova squadra di Contador, la Trek-Segafredo, di stare attenta perché lo spagnolo avrebbe creato scompiglio.

Ora Contador, intervistato dalla radio spagnola Cadena Ser (in apertura il video integrale dell’intervista), ha commentato le affermazioni di Tinkov e soprattutto ha spiegato che cosa è successo alla Tinkoff, squadra che ora ha chiuso i battenti perché il russo ha deciso di non investire più nel ciclismo. Contador ha detto:

“Io lo champagne lo bevo, ma con i miei amici non con lui”

e tra l’altro avevamo notato come nel video di auguri di buon anno ai suoi tifosi, svelando la sua nuova maglia con la Trek-Segafredo, Contador avesse scelto proprio di festeggiare l’arrivo del 2017 con una flute di champagne.
Ma la parte più interessante del discorso di Contador è quella in cui spiega quali errori ha commesso Tinkov, prima di tutto la mancanza di rispetto nei suoi confronti:

“Io ho i miei valori e uno dei più importanti è il rispetto, che è qualcosa che dobbiamo sempre avere nei confronti delle altre persone. Ci sono quelli che non la vedono allo stesso modo, ma questo è il mio modo di pensare e di agire”

ma soprattutto l’incapacità di gestire la squadra:

“I problemi sono cominciati quando ho rinnovato il mio contratto con la Tinkoff e subito dopo Tinkov ha licenziato Bjarne Riis, l’uomo che ha fondato la squadra e che era la ragione per cui io avevo scelto quel team. Sapevo che senza di lui sarebbe cambiato tutto e così è stato. Non c’era un leader, nessuno che sapesse guidare un gruppo di 70 persone. Puoi a anche avere un sacco di soldi, ma se non hai le abilità di gestirli non servi a nulla. Riis le aveva, Tinkov no”

Sulle critiche rivoltegli da Tinkov, Contador ha aggiunto.

“Sono critiche che se ti vengono fatte da persone a cui tieni, ti colpiscono. Nel mio caso non mi hanno fatto né caldo né freddo”

e ha sottolineato quanto i rapporti con Tinkov siano inesistenti:

“È stato un capitolo della mia carriera sportiva, fortunatamente adesso si è chiuso. Adesso ho nuove sfide davanti a me e non voglio sprecare energie rispondendo a lui. Non ci siamo più visti. Lui non mi ispira simpatia, né niente altro. È solo qualcuno che ha molto denaro e si è potuto comprare una squadra, ma non è stato capace di gestirla”

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