La mia prima randonnée di 200 km

La cronaca di una lunga giornata in bicicletta

Ieri, domenica 9 aprile, ho portato a termine la mia prima randonnée da 200 km. In passato avevo già superato due volte questo chilometraggio: nel 1994, a 18 anni, con una cicloturistica da Torino-Sanremo di 228 km, e nel 2004, a 28 anni, durante un giro in solitario da Torino a Sestriere e ritorno (il giorno in cui Paolo Bettini divenne campione olimpico ad Atene).

Al termine della prova di ieri il mio contachilometri segnava 204 km e superare questo chilometraggio all’inizio della primavera per me è stato motivo di grande soddisfazione. Tradizionalmente entro in forma nei mesi di giugno e luglio e, quindi, quest’anno ho dovuto programmare un picco di forma con tre mesi di anticipo rispetto agli altri anni. Per farlo ho intensificato gli allenamenti nel mese di marzo e nei primi giorni di aprile, arrivando all’appuntamento di ieri con 1000 km e salite per oltre 7000 metri di dislivello.

Non sono tesserato con nessuna società sportiva e per iscrivermi alla gara è stato sufficiente mostrare il certificato di idoneità alla pratica sportiva non agonistica.

Randonnée 200: la cronaca


Al momento dell’iscrizione mi è stato consegnato il brevetto dell’Audax Club Parisien sul quale sono stati segnati gli orari di partenza e arrivo e i passaggi ai quattro punti di controllo.

Sono partito alle ore 7.27 da Vigone e nei primi 30 km mi sono accodato a un gruppo di ciclisti della squadra Pedale Carmagnolese. Pedalando su una pista ciclabile e su strade provinciali prive di traffico automobilistico abbiamo raggiunto, in poco più di un’ora, il Castello di Rivoli, sede del primo controllo (31,4 km) e prima salita della giornata.

Nel tratto interlocutorio che ci ha portato ai Laghi di Avigliana (con la salita di Reano) sono rimasto da solo. Poi la randonnée ha affrontato la salita della Mortera, di 4,5 chilometri.

Sulla salita c’è stato un rimescolamento dei gruppi. In vetta ho mangiato qualcosa e poi sono sceso fino a Giaveno. Lieve falsopiano in salita fino a Pontepietra e poi i due chilometri più impegnativi della giornata, con pendenze massime superiori al 15%, per raggiungere il secondo punto di controllo di Monterossino (58,8 km). Lì mi sono rifocillato bevendo e mangiando, poi sono ripartito.

Dopo avere scalato la quinta asperità della giornata, la Colletta di Cumiana, sono sceso fino a Cumiana e da lì ho pedalato sulla pista ciclabile, fino a Pinerolo, in compagnia di un ciclista.

A Pinerolo ci siamo accodati a un gruppo di cinque ciclisti della Rodman Azimut e con questi abbiamo risalito la Valchisone fino al punto di controllo di Pinasca (107,4 km). Il timbro è stato messo alle 12.50.

Passati sull’altra sponda del Chisone, siamo tornati al fondovalle transitando da San Germano. Gli ultimi saliscendi di giornata a San Secondo e a Bricherasio ci hanno portati all’imbocco della Valpellice.

A quel punto è iniziata l’ultima fase della randonnée, quella che temevo maggiormente essendo alla prima prova di questo tipo. A 70 chilometri dal termine il gruppetto di ciclisti della Rodman Azimut ha iniziato a fare un andatura sostenuta: per 50 chilometri si è pedalato fra i 30 e i 40 km/h. Per un chilometro abbiamo pedalato su un tratto di strada sterrata.

Con le forze ormai ridotte al lumicino ho dovuto impegnarmi per non perdere le ruote. Poter stare a ruota, infatti, consente di risparmiare il 30% delle proprie energie. Ma non solo: pedalare con un gruppo di ciclisti diminuisce le possibilità di sbagliare percorso e di dover, quindi, incrementare il già alto numero di chilometri percorsi.

Dopo essere passati sotto la Rocca di Cavour ed essere transitati da Cardè, Torre San Giorgio, Villanova Solaro e Ruffia, abbiamo raggiunto il punto di controllo di Cavallerleone (179,5 km). Un veloce ristoro e poi ci siamo rimessi in strada. Negli ultimi chilometri la media oraria si è assestata sui 25 e 30 km/h. Giunto sulla pista ciclabile che ci avrebbe riportati a Vigone ho lasciato il gruppo e ho pedalato ai 20 km/h negli ultimi 6-7 km, tutti su pista ciclabile.

Sono arrivato a destinazione alle 17.03, a 9 ore e 36 minuti dalla partenza. In questo tempo ho coperto una distanza di 204 km e superato un dislivello di 1570 metri.

La media oraria lorda è stata di 21,25 km/h, mentre la media netta (togliendo un’ora e 5 minuti di soste sul percorso) di 23,95 km/h.

Randonnée 200: l’alimentazione


L’alimentazione è fondamentale in una prova che impegna un ciclista per 8-9 ore. Occorre alimentarsi e bere con regolarità anche se non si avvertono gli stimoli della fame e della sete.
Dopo una colazione leggera (thè al miele con biscotti), ho iniziato ad alimentarmi a partire dal 50° km con: due banane e mezza, due sandwich al prosciutto, tre pezzi di focaccia, due plumcake allo yoghurt e una barretta di muesli ai mirtilli.

Quattro le borracce d'acqua che ho bevuto per circa 2,5 litri di liquidi reintegrati (una con sali minerali nella seconda parte del percorso).

Randonnée 200: come mi sono allenato


L’allenamento è cominciato in Portogallo, durante le vacanze natalizie: ho fatto alcune uscite fra i 20 e i 40 chilometri ma con dislivelli anche importanti, fino a 900 metri al giorno. Nei mesi di febbraio e marzo ho consolidato il fondo con allenamenti sulla distanza. Nei dieci giorni precedenti la gara ho fatto due allenamenti lunghi di 130 e 100 km con salite lunghe, per abituarmi a stare per più di cinque ore in sella.

Sono arrivato alla gara con 1000 km di allenamento e oltre 7000 metri di dislivello superati.

  • shares
  • Mail