Rubbici: il sito che vi aiuta a ritrovare la vostra bici rubata



Succede a tutti, prima o poi. Io pensavo di esserne immune, complice il super lucchetttone "a prova di taglio". Poi quando scoprì che il lucchetto non era proprio indistruttibile mi infuriai, inutilmente, contro i soliti ignoti. Denunciare è inutile, mi dissi, così mi dimenticai dell'amata bicicletta, salvo poi scrutare ogni bicicletta rossa da uomo che incontro per le strade di Milano.

L'idea che mancava è venuta a un 21enne studente di ingegneria chimica al Politecnico. Si chiama Matteo Ganassali e da settembre gestisce - gratis - il sito rubbici.it, un archivio online delle bici rubate, aggiornato in tempo reale (qui il link su Facebook). Il sito è composto da tre sezioni: gli appelli per le bici rubate, quelle ritrovate (con i link ai database delle forze dell'ordine) e quelle sospette, dalle bici che gli amici vedono per strada, magari ai mercatini, oppure in vendita nelle piazze di smercio. Nel sito ci sono anche consigli per prevenire i furti. Bella la testimonianza di un utente che, dopo aver messo l'annuncio della sua bici rubata l'ha ritrovata grazie alla segnalazione di un utente. Questa la storia:

Ore 11, sabato 15 ottobre 2011, mentre sto per varcare la soglia di una chiesa per partecipare al funerale della madre di un amico, ricevo la telefonata di Matteo (a cui peraltro vorrei nuovamente inviare i miei sentiti ringraziamenti), utente Rubbici.it che mi avvisa di aver visto la bici di cui al mio annuncio in piazza Cantore nelle mani di tre nordafricani. Lasciata la chiesa ricevo un nuovo sms da Matteo (Grazie ancora amico!!) che mi avvisa che i tre e la fixie si sono nel mentre spostati alla fiera di sinigallia. Mi precipito, arrivo in porta genova, piazza della stazione e vedo un cinese che in sella alla mia bici si avvia per via vigevano. Lo fermo e mi dice di averla appena comprata per 90 Euro alla fiera. Capisce subito la situazione, è quasi in imbarazzo ed accetta di tornare dai venditori in mia compagnia. Purtroppo il giro all'interno si rivela infruttuoso (tralascio qualsiasi commento sullo stato di frustrazione e rabbia che viene ad attraversare quelle due ali di ricettatori che a gran voce offrono le loro mercanzie), così pure il successivo tentativo di ritrovare i tre venditori al parchetto, cui il paziente ed incauto compratore cinese si sottopone in mia compagnia. Rifondo quindi i 90 Euro al cinese, non prima di avergli raccomandato di non alimentare il mercato delle bici rubate, e riporto la bici a casa.

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