Gianmarco Tamberi salta 2.29, ma è fuori dalla finale Mondiale a Londra 2017

L’azzurro: “Ho lottato fino alla fine, ora ho bisogno di rifiatare”.

È triste vederlo ancora in lacrime dopo tutto quello che ha passato lo scorso anno, ma la fortuna proprio non vuole sorridergli e così oggi Gianmarco Tamberi è stato uno dei protagonisti di un’esclusione che non ha precedenti: ben cinque saltatori sono rimasti fuori dalla finale di salto in alto dei Mondiali di Atletica 2017 a Londra pur avendo saltato 2.29. Per Gimbo è il miglior salto stagionale, anche se ben lontano dal suo record personale di 2.39 ottenuto prima dell’infortunio alla caviglia.

Il 25enne marchigiano oggi ce l’ha messa davvero tutta, ma alla fine ha pagato soprattutto per quegli errori sui 2.22 e 2.26 che lo hanno fatto scivolare in classifica. Alla fine ha chiuso al 13° posto, quindi primo degli esclusi, a pari merito con l'ucraino Andriy Protsenko e il brasiliano Talles Silva.

A 2.31 sono arrivati in sei e cioè Mutaz Essa Barshim del Qatar, l’ucraino Bohdan Bondarenko, Danil Lysenko (russo, ma presente a Londra senza bandiera), il tedesco Mateusz Przybylko, il bulgaro Tihomir Ivanov e il britannico Robert Grabarz.

Gimbo ha saltato al primo tentativo la prima misura di 2.17, al secondo 2.22, al secondo anche 2.26 e solo al terzo 2.29, poi ha tentato per tre volte di saltare 2.31, ma non ce l’ha fatta ed è rimasto per un po’ a bordo pista, sconsolato.

Quando si è ripreso ha rilasciato delle dichiarazioni, ecco che cosa ha detto:

“Ho lottato fino alla fine, fino all’ultimo salto, ci ho messo l’anima. Ci ho messo l’anima oggi e negli ultimi 365 giorni, non mi sono arreso neanche un secondo. A 2.29 mi sono stupito di me stesso, perché è una di quelle giornate in cui non mi stacco da terra, in cui proprio non va. In conferenza stampa parlavo del mio oscillare tra il 20% e l’80%... ecco, oggi era una giornata al 20. Eppure sono salito fino a 2.29, speravo con tutto il cuore che bastasse per la finale. Io non parlo mai di fortuna, ma dopo tutto quello che ho passato, credevo di meritarmene un poco. È difficile da accettare, perché nell’ultimo anno non ho fatto mai un passo indietro, non mi sono mai arreso, non mi sono risparmiato nulla. L’anno scorso ho perso un’Olimpiade, ma non mi sono concesso nemmeno un minuto, ho ricominciato subito a lavorare con Londra nella testa fin dal momento in cui mi hanno tolto il gesso. Nel mezzo ci sono stati tanti problemi, un’altra operazione, altri ostacoli da superare. Ora, improvvisamente, sento addosso tutto il peso degli allenamenti fatti, della riabilitazione, della dieta, della concentrazione, del credere senza sosta in questo sogno. Ho bisogno di rifiatare, devo accettare quello che è successo l’anno scorso, fermarmi, e poi ripartire”

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