Cina: tutti pazzi per il bike sharing

A un anno dalla comparsa, il bike sharing cinese è un business da milioni di euro al giorno

Il bike sharing ha debuttato in Cina nell’estate 2016 e in pochi mesi è già divenuto un fenomeno di massa.

Ofo e Mobike, i due principali player del mercato del bike sharing cinese, hanno già messo a disposizione 11 milioni di biciclette.

Il successo è tale che all’uscita delle stazioni della metro e dei centri commerciali trovare lo spazio per muoversi diventa un’impresa.

A differenza dei bike sharing europei che prevedono delle stazioni fisse, i bike sharing di Ofo e Mobike danno la possibilità – grazie a un’applicazione – di prelevare e depositare la bicicletta in qualsiasi luogo. La facilità di utilizzo e il costo contenuto (per mezz’ora si paga fra 0,5 e 1 yuan vale a dire fra i 6 e i 12 centesimi) hanno riconquistato le strade della Cina, da un paio di decenni ipercongestionate dal traffico motorizzato.

Ofo domina il mercato con 6,5 milioni di biciclette e un giro d’affari giornalieri di 1,2 milioni di euro. L’obiettivo è arrivare a 20 milioni di biciclette in 200 città di 20 paesi. Mobike – il primo a debuttare sul mercato cinese – insegue con 6 milioni di biciclette e l’obiettivo di coprire 100 città entro fine anno.
All’ombra di questi colossi, si muovono altri piccoli player con piccoli margini di manovra: Bluegogo, Ubike, Xiaoming Bike e Youon.

Come ripagare questi investimenti da capogiro? Il ritorno garantito dalle spese di prelievo da solo non è sufficiente, ma la possibilità di tracciare gli spostamenti dell’utenza garantirà guadagni attraverso una pubblicità mirata.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE SPORT DI BLOGO